Onore e dignitudine
by Ludovica Ioppolo, Sabrina Garofalo
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"L'onore è un concetto che ricorre nelle pagine di questo libro. Concetto che nei gruppi di 'ndrangheta assume un significato assolutamente diverso e contrario da quello proprio riconosciuto nella nostra lingua. Non si tratta della virtù delle persone oneste, di quelle che per conquistare la stima altrui rispettano le norme sociali e legali acquistando grande valore e merito. Per gli appartenenti alla 'ndrangheta, onore significa, come rappresentano bene le autrici, il controllo totale sugli individui, che si ottiene attraverso l'esercizio della signoria sul territorio. In Calabria la democrazia non esiste. Le organizzazioni criminali mirano al controllo pieno e totalizzante delle persone, delle istituzioni e della economia del territorio. Uccidendo le persone, facendole scomparire dopo la completa distruzione del loro corpo, affermano il potere - inteso come sostantivo e come verbo imponendo e rafforzando l'esistenza di un sistema giuridico antitetico a quello dello Stato." (dalla prefazione di Marisa Manzini, Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza)

Gruppo Anobii Roberto Saviano's Review

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E poi ci sono quei giorni che girando per la Feltrinelli ti cade l'occhio su questo piccolo libriccino ed in un secondo ti ritrovi alla cassa. Il fatto poi che sul retro sia scritto "il compenso dei diritti delle Autrici sarà devoluto a percorsi e progetti di memoria per le vittime delle mafie" ti rende anche consapevole che contribuisci a qualcosa di buono.
"Le storie che raccontiamo in questo libro rappresentano uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private e intime di cui "le piccole storie di donne e uomini" forniscono nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo" .
Cosa sappiamo noi dell'ndrangheta e di tutti i suoi meccanismi.? Sempre e solo molto poco e libri come questo non servono solo a colmare lacune, ma anche a portare alla luce storie che altrimenti non verrebbero mai raccontate.
Come quella di Lollò Cartisano sequestrato il 22 luglio del 1993. Il corpo viene ritrovato dieci anni dopo solo dopo l'indicazione di uno dei carcerieri. Non viene spiegato il motivo del sequestro e non viene detto l'esito del processo. Forse perchè ancora non sono stati identificati i mandanti.
Demetrio Quattrone è un giovane ingegnere , ispettore del lavoro ucciso il 28 settembre 1991, colpevole di aver scritto quello che accadeva nel settore edilizio. "Il partito dei palazinari a Reggio governa la città. Come si diceva, l'affare assicurato periodicamente e senza programmazione dallo Stato porta flussi di denaro che non vengono reinvestiti nell'azienda che avrebbe dovuto produrre il bene oggetto dell'appalto."
Vincenzo Grasso è ormai un nome noto a tutti. Chi non conosce ancora quell'imprenditore che ha detto no al pizzo? Che ha osato denunciare? La risposta dell'ndrangheta non tarda ad arrivare. Ucciso il 20 marzo 1989.
Alessandro Bozzo giornalista di quarant'anni suicidatosi il 15 marzo 2013. Il processo in corso è per violenza privata. Ecco quanto scrive "in un mondo normale se uno fa il proprio dovere nell'interesse dell'azienda per cui lavora e della comunità, fa carriera. E viene trattato con riguardo, rispettato e stimato. Perchè ha etica professionale e rispetto della legge o semplicemente perchè è onesto e non gli piacciono furbetti e prepotenti. Ma Cosenza non è una città normale. Qui se uno fa il proprio dovere lo assegnano ad altro incarico e se si ribella gli incendiano pure la macchina. Per far carriera a Cosenza bisogna essere vigliacchi senza onore o imbroglioni dell'avidità insaziabile, sempre pronti a inginocchiarsi davanti ai prepotenti".
E poi ci sono quelli ammazzati per essersi innamorati della donna sbagliata. Sì perchè il tradimento viene visto come un disonore per la famiglia che lo subisce.
Pino Russo Luzza scomparso il 15 gennaio 1994, Massimiliano Carbone morto il 23 settembre 1999, Fabrizio Pioli ucciso il 23 febbraio 2012. “Megghiu na figghia morta che disonorata” questo quanto detto dalla mamma di Simona, compagna di Fabrizio.
L'ultima storia è quella che mi ha colpito di più. Lei si chiama Angela Donato ed il figlio Santo Panzarella. Angela conosce molto bene l'ambiente degli ndranghetisti anche se non ne è mai entrata a far parte. Nonostante conosca bene l'ambiente nulla ha potuto per salvare la vita di suo figlio. Sì perchè quando si decide per la tua morte, niente e nessuno li può fermare. E' il 10 luglio 2002 quando Santo viene ucciso ed è il 23 maggio 2006 quando viene ritrovato un frammento osseo. A questa madre non rimane altro che denunciare tutto e tutti, ma quando tutti hanno forze e mezzi ecco che vengono tutti assolti.
quando leggi libri come questo o come altri la desolazione è tanta perchè sono meccanismi talmente ben organizzati ed integrati nel territorio che difficilmente li si estirpa.
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E poi ci sono quei giorni che girando per la Feltrinelli ti cade l'occhio su questo piccolo libriccino ed in un secondo ti ritrovi alla cassa. Il fatto poi che sul retro sia scritto "il compenso dei diritti delle Autrici sarà devoluto a percorsi e progetti di memoria per le vittime delle mafie" ti rende anche consapevole che contribuisci a qualcosa di buono.
"Le storie che raccontiamo in questo libro rappresentano uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private e intime di cui "le piccole storie di donne e uomini" forniscono nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo" .
Cosa sappiamo noi dell'ndrangheta e di tutti i suoi meccanismi.? Sempre e solo molto poco e libri come questo non servono solo a colmare lacune, ma anche a portare alla luce storie che altrimenti non verrebbero mai raccontate.
Come quella di Lollò Cartisano sequestrato il 22 luglio del 1993. Il corpo viene ritrovato dieci anni dopo solo dopo l'indicazione di uno dei carcerieri. Non viene spiegato il motivo del sequestro e non viene detto l'esito del processo. Forse perchè ancora non sono stati identificati i mandanti.
Demetrio Quattrone è un giovane ingegnere , ispettore del lavoro ucciso il 28 settembre 1991, colpevole di aver scritto quello che accadeva nel settore edilizio. "Il partito dei palazinari a Reggio governa la città. Come si diceva, l'affare assicurato periodicamente e senza programmazione dallo Stato porta flussi di denaro che non vengono reinvestiti nell'azienda che avrebbe dovuto produrre il bene oggetto dell'appalto."
Vincenzo Grasso è ormai un nome noto a tutti. Chi non conosce ancora quell'imprenditore che ha detto no al pizzo? Che ha osato denunciare? La risposta dell'ndrangheta non tarda ad arrivare. Ucciso il 20 marzo 1989.
Alessandro Bozzo giornalista di quarant'anni suicidatosi il 15 marzo 2013. Il processo in corso è per violenza privata. Ecco quanto scrive "in un mondo normale se uno fa il proprio dovere nell'interesse dell'azienda per cui lavora e della comunità, fa carriera. E viene trattato con riguardo, rispettato e stimato. Perchè ha etica professionale e rispetto della legge o semplicemente perchè è onesto e non gli piacciono furbetti e prepotenti. Ma Cosenza non è una città normale. Qui se uno fa il proprio dovere lo assegnano ad altro incarico e se si ribella gli incendiano pure la macchina. Per far carriera a Cosenza bisogna essere vigliacchi senza onore o imbroglioni dell'avidità insaziabile, sempre pronti a inginocchiarsi davanti ai prepotenti".
E poi ci sono quelli ammazzati per essersi innamorati della donna sbagliata. Sì perchè il tradimento viene visto come un disonore per la famiglia che lo subisce.
Pino Russo Luzza scomparso il 15 gennaio 1994, Massimiliano Carbone morto il 23 settembre 1999, Fabrizio Pioli ucciso il 23 febbraio 2012. “Megghiu na figghia morta che disonorata” questo quanto detto dalla mamma di Simona, compagna di Fabrizio.
L'ultima storia è quella che mi ha colpito di più. Lei si chiama Angela Donato ed il figlio Santo Panzarella. Angela conosce molto bene l'ambiente degli ndranghetisti anche se non ne è mai entrata a far parte. Nonostante conosca bene l'ambiente nulla ha potuto per salvare la vita di suo figlio. Sì perchè quando si decide per la tua morte, niente e nessuno li può fermare. E' il 10 luglio 2002 quando Santo viene ucciso ed è il 23 maggio 2006 quando viene ritrovato un frammento osseo. A questa madre non rimane altro che denunciare tutto e tutti, ma quando tutti hanno forze e mezzi ecco che vengono tutti assolti.
quando leggi libri come questo o come altri la desolazione è tanta perchè sono meccanismi talmente ben organizzati ed integrati nel territorio che difficilmente li si estirpa.