Pane e bugie
by Dario Bressanini
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Chiarelettere editore srl Soci: Gruppo editoriale Mauri Spagnol S.p.A. Lorenzo Fazio (direttore editoriale) Sandro Parenzo Guido Roberto Vitale (con Paolonia Immobiliare S.p.A.) Sede: Via Melzi d'Eril, 44 Milano ISBN 9788861902060 Prima ...

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KappeKappe wrote a review
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Penso che la cosa peggiore di questo testo testo sia il titolo. Se non avessi conosciuto l’autore, per il quale nutro una stima quasi cieca, avrei pensato al solito testo di denuncia, concentrato di dietrologie e complottismi, con la pretesa di “aprirti gli occhi” con verità “anti-sistema”. E la meraviglia di questo testo è che fa esattamente questo, ma su un piano “anti-anti-sistema”. Con l’umiltà di chi sa, e quindi è consapevole di ciò che non sa, Bressanini smonta, o quantomeno ridimensiona, le certezze del culto del mangiare sano, del faro rassicurante dell’agricoltura bio, no-OGM, km 0… opponendo a facili slogan, che ho spesso considerato condivisibili, un’analisi pragmatica, scientifica e complessa (qual è la realtà) del mondo della produzione e distribuzione di beni alimentari. Appartengo alla generazione dei “no logo”, delle pubblicazioni di denuncia contro le cattive pratiche di multinazionali e dei dottor Frankenstein al loro servizio, così abituata a quel tipo di racconto da provare sconcerto nel realizzare che molte convinzioni sulle “scelte giuste” in campo alimentare siano dettate più da ingenuità e pigrizia che da effettive soluzioni per migliorare il mondo. Trovo questo libro davvero interessante, ha il merito di stimolare riflessioni e infondere ottimismo. Ci ricorda che i progressi di cui siamo beneficiari quotidiani sono un dono a cui dobbiamo dare il giusto valore: penso alla “banale” pastorizzazione del latte o ai grani selezionati nei decenni con risultati di produzione e qualità impensabili nel passato. Insomma, non è il solito “si stava meglio quando si stava peggio”.
terraterra wrote a review
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Un libro impegnativo, molto interessante. Confesso che leggere in copertina "La verità su ciò che mangiamo" mi ha causato una certa diffidenza, dato che ormai i portatori di verità spuntano come funghi. Non avendo le competenze per giudicare, ho scelto di fidarmi almeno un po' di Bressanini. Il quale conduce un'operazione di debunking a tappeto, quindi occorre leggere a mente aperta. Si potrebbe scoprire di avere le idee confuse sull'agricoltura biologica, i prodotti a km0, gli OGM e anche su argomenti meno tecnici come le banane e lo zucchero.
lunilaelunilae wrote a review
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I recensori negativi del libro non hanno capito un fico secco dell’intento dell’autore e anche molti passaggi, generalizzando e distorcendone (loro sì) le parole. Grata per questo libro, una manna dal cielo. Ricco di fonti ed esatte citazioni. Viva la buona scienza!
TatuTatu wrote a review
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Avevo iniziato a leggerlo appena uscito, poi abbandonato. Ma nell'ultimo periodo mi sto sensibilizzando e consapevolizzando su alcuni aspetti: dall'inquinamento, al fast fashion, ai rifiuti e all'alimentazione. Dati alla mano. E questo libro è utile, e urla in tutti i modi "non fidarti di quello che i media ti dicono, Approfondisci".
ChrisChris wrote a review
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Un libro per tutti!
Bressanini va conosciuto. Dopo averlo seguito per diversi anni sui social mi sono stati regalati tutti i suoi libri e questo è il primo in cui mi sono imbattuto. Su molti temi trattati mi ero già fatto una "cultura" seguendolo su Instagram quindi non sono rimasto scioccato come potrebbe essere per tanti nuovi lettori.. Divertente leggere tante "convinzioni" a cui tutti noi siamo, consciamente o meno, legati. Un libro estremamente leggibile adatto anche a chi non mastica tutti i giorni molecole e nomenclature. Consigliatissimo!
Giordano BrunoGiordano Bruno wrote a review
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Semplicemente illuminante, lettura obbligatoria
Un libro che chiunque al giorno d'oggi si nutra di un qualche tipo di cibo (quindi chiunque e basta!) deve leggere per essere informato correttamente sul cibo che compriamo e che acquistiamo, ma soprattutto di cui sentiamo parlare e che ci viene venduto e pubblicizzato e di cui i giornali parlano con tanta ignoranza. Bressanini fa un ottimo lavoro e con il suo stile chiaro e divertente (mai noioso o pedante) sfata i miti legati al latte crudo, al cibo cinese, allo zucchero di canna, ecc. Leggetelo e subito dopo passate a "Le bugie nel carrello" per completare il viaggio nel mondo del cibo e dell'informazione sul cibo, da un rigoroso punto di vista scientifico.
Jessica fu Lady MercuryJessica fu Lady Mercury wrote a review
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Interessante
Da leggere per capire che i claim pro e contro qualcosa non vanno presi per buoni nemmeno se provengono da fonti che consideriamo buone, ed ecco che Report, coop, verdi, slowfood ecc perdono molta credibilità. Chimico non vuol dire cattivo, perché tutto è chimica, noi stessi lo siamo, naturale non vuol dire necessariamente sano e il bio potrebbe non essere il futuro auspicabile.
Nikla88Nikla88 wrote a review
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Un libro che apre gli occhi su molti alimenti definiti oramai come "cattivi" e poco salutari. Mette chiarezza su tanti temi scottanti che come al solito i media affrontano in modo superficiale e allarmistico.
RaeRae wrote a review
Consiglio questo libro a chiunque: sfata i miti di biologico, cibi cancerogeni, elementi "naturali" versus di sintesi, con un linguaggio alla portata anche dei non-chimici. Bravo il "chimico di quartiere" , un libro veramente utile e che fa la differenza.
breizh79breizh79 wrote a review
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noioso, presuntuoso, ingannevole
L'autore ha una visione limitata e pregiudiziale dei problemi che affronta, a dispetto del titolo. Per tutti i problemi che analizza riporta solo alcuni aspetti, senza ampliare il discorso analizzandone tutte le varianti possibili, ma circoscrivendolo al suo campo di analisi, cioè la chimica. Insinua opinioni spacciandole per fatti scientifici. Così la molecola d'acqua prodotta in laboratorio è più pura di quella che si può trovare in un torrente: peccato che la prima non si possa bere e che tal quale non porti alcun beneficio all'organismo. Così l'apporto di zuccheri viene banalizzato alla sola tazzina da caffè: secondo alcuni studi gli zuccheri liberi assunti sono 40g in una giornata. E ad ogni modo non ci vuole un genio per capire come gli zuccheri facciano parte della nostra dieta: dai cibi confezionati alle bibite. Non solo il caffè. Così decenni di studio sugli OGM rientrano a far parte, secondo l'autore, dello stesso processo evoluzionistico che ha permesso dopo MILIONI di anni a uomini, volpi e alberi di essere oggi quello che sono. Così per difendere i suoi amati OGM smentisce giustamente che i semi OGM siano sterili, ma si guarda bene dal dire che non è possibile ripiantare i semi OGM perchè bisognerebbe RICOMPRARE la licenza. Dunque non sono semi che si possono comprare solo una volta, ma il contadino è obbligato a ricomprarli ogni anno, e non per un problema di resa, ma di BREVETTO. Così per i temi che gli stanno a cuore NON gira "tutte le carte" (per citare il suo esempio del test cognitivo di Wason), mentre cerca strenuamente di confutare tutte le altre teorie (bio, natura, ambiente, etc: la solita noia insomma) girando tutte le carte possibili. Così afferma dell'esistenza di pesticidi di sintesi meno dannosi di altri "naturali" ammessi nel biologico, ma si dimentica di citarne i nomi, confermando il livello di non-informazione del suo libro. Così i prodotti omeopatici sono solo acqua con lattosio, senza specificare che fino alla diluizione di 11CH difatto sono ancora presenti delle molecole del principio attivo. Ma l'importante è banalizzare anche qui il discorso, non approfondirlo. Così il cibo biologico costa di più perchè ha una resa minore, ma non si interroga su come l'"altro" cibo possa avere dei prezzi così bassi a fronte dell'energia spesa per produrlo. Così la "rivoluzione verde" attuata grazie ai fertilizzanti chimici ha incrementato la biodiversità (ma dove? solo nella matrice suolo o anche nelle altre matrici ambientali? e l'inquinamento dovuto ai composti azotati nelle acque?) nei paesi sviluppati, riducendo le aree coltivate e aumentando le aree incolte. Nei paesi sviluppati. Nei paesi in via di sviluppo le aree incolte sono state comprate da occidentali e cinesi, deforestate, e usate per pascoli, allevamenti e colture intensive per nutrire i paesi sviluppati di cui sopra. E poi siamo così sicuri che in Europa le aree coltivate si siano ridotte a favore di quelle incolte? E la cementificazione? Mancano i numeri. Se l'uomo necessita di meno terra per mangiare, perchè non costruire di più? Dopotutto, è qui che sta il business. Ah no è vero, dimenticavo: il vero business è nel cibo biologico. AGGIORNAMENTO: se la tesi dell'autore, cioè che grazie alle moderne tecniche agricole e ai maggiori rendimenti le aree agricole si son ridotte a vantaggio di altre aree naturali aumentando così la biodiversità (tesi dell'autore NON dimostrata dai numeri), potrebbe essere vera per il XX secolo, ciò non è più vero, per l'Italia e per l'Europa, almeno a partire dal 1990 e fino al 2012 (dati CORINE Land Cover del 1990, 2006 e 2012 - eea.europa.eu) L'autore si vuole contrapporre al marketing del "bio", del "naturale", dell'"ambientalismo", facendo egli stesso marketing (per vendere i suoi libri, immagino) ponendosi come "originale" voce fuori dal coro quando invece è ben inserito nel panorama agro-alimentare main-stream globale. Vede del marcio e del business in qualsiasi cosa non sia OGM o medicina convenzionale o chimica di sintesi. Come se questi 3 temi siano guidati da aziende no-profit che cercano nient'altro che nutrire e far star bene l'umanità. Buoni i tentativi di analizzare i fatti con gli studi scientifici, peccato che ogni tanto si perda nella sua arroganza e circoscriva troppo i problemi, puntando sempre il dito contro tutto e tutti ma che alla fine sono sempre gli stessi. Noioso. L'autore parte ogni volta dalla sua tesi e cerca di confermarla: un metodo scientifico opinabile. Afferma che la scienza è separata dall'ideologia, che è oggettiva o che almeno dovrebbe esserlo: peccato che le implicazioni che essa comporta, a livello sociale, etico e politico, non lo siano! Cita studi scientifici sull'alimentazione, notoriamente affetti da gravi problemi di rappresentatività del campione, ma che lui comunque continua a citare come fossero la Bibbia. Ma alla fine confessa: "la pubblicazione su una rivista non è una garanzia che la ricerca sia valida", o ancora "la scienza non fornisce sicurezze, solo probabilità". Tutto il suo livore e attacchi sostenuti da "probabilità"...che poi alchemicamente diventa "verità", o "bugia", a seconda si tratti di OGM o omeopatia. Critica i toni "manipolatori, intimidatori, arroganti" degli altri: ma il suo libro non è da meno, sicuramente in quanto arroganza. Mette continuamente da parte l'etica ponendo al centro delle scelte dell'uomo la SCIENZA, unico faro dell'umanità. Ma questo, ovviamente, può essere opinabile. E con questo penso di aver detto tutto. Non compratelo. Non perdete tempo a leggerlo.