Piccolo atlante celeste
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Quando Primo Levi scriveva che trovare un linguaggio adeguato alla descrizione della volta celeste era sforzo immane, come "arare con una piuma", non poteva immaginare a quali risultati sarebbe giunta la ricerca scientifica: oggi siamo in grado di studiare l'universo fin da pochi istanti dopo la sua nascita. I racconti qui presentati - che comprendono un folgorante inedito di John Updike - evocano i momenti più avvincenti di questa lunga avventura alla scoperta del cosmo e dei suoi segreti. Una cronaca (quella quotidiana dell'uomo che si confronta con l'infinito) fatta di qualche successo e di molti vergognosi fallimenti, di entusiasmi infantili e di oscillazioni della fede. Suddivisi in categorie emotive - "Piccolo atlante celeste", "Sentimento del cielo", "Astronomi" e "Cosmologie" -, i testi giocano la doppia carta dello scienziato prestato alla letteratura e dello scrittore alle prese con la prosa scientifica. Da Galileo che s'inventa un volgare italiano che possa restituire tutte le imperfezioni del volto lunare, ad Alice Munro, che rivela lo scacco delle verità scientifiche di fronte alla complessità degli affetti. La caccia ai confini del cosmo, la ricerca della vita oltre quella nata sulla terra, sono - lo dimostra questa raccolta - temi fondanti della grande letteratura. Lettera di Galileo Galilei ad Antonio de' Medici Ray Bradbury, Le auree mele del sole Guido Ceronetti, I giorni della Luna e il mistero della grande peste Adalbert Stifter, L'eclissi di Sole dell'8 luglio 1842 André Theuriet, Stelle cadenti Daniele Del Giudice, Come cometa Italo Calvino, L'occhio e i pianeti Julio Cortázar, I pulitori di stelle Primo Levi, Una stella tranquilla Dino Buzzati, Di notte in notte Alice Munro, Le lune di Giove Isaac Asimov, Notturno Mario Rigoni Stern, Riaccendiamo le luci del cielo Alphonse Daudet, Le stelle. Racconto d'un pastore provenzale Luigi Pirandello, Ciàula scopre la Luna Giovanni V. Schiaparelli, La vita sul pianeta Marte Edward Bellamy, Il mondo dei ciechi Giuseppe Pontiggia, Viaggio tra gli astronomi del Cervino Giacomo Leopardi, Il Copernico: dialogo Paul Collins, A spasso sugli anelli di Saturno Giovanni Papini, L'astronomo deluso Herbert G. Wells, All'osservatorio di Avu John Updike, L'espansione accelerata dell'universo Ray Vukcevich, No comet Stanislaw Lem, Alfred Testa. La nuova cosmogonia Raymond Queneau, Quando lo spirito Peter Høeg, Immagine riflessa di un giovane in equilibrio

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SvalbardSvalbard wrote a review
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Come già capitato altre volte, gli Struzzi Einaudi offrono qui un’antologia tematica di racconti e scritti, stavolta di argomento astronomico. L’idea è decisamente buona, la realizzazione forse un po’ meno; non tanto per la qualità del materiale riportato, quanto per la disorganicità e la disomogeneità dello stesso. Si parte infatti da uno scritto decisamente scientifico di Galileo, una lettera ad Antonio dé Medici sulle montagne della Luna, per poi inanellare tutta una serie di scritti e di racconti dei più vari autori, a volte veramente di argomento astronomico-cosmologico ( ad esempio Schiaparelli sulla vita su Marte, o una bellissima operetta morale di Leopardi, dedicata a Copernico e di certo non una delle tre o quattro che abitualmente fanno studiare a scuola), a volte fantascientifico (un lungo racconto di Asimov su un mondo con molti soli e nessuna stella, uno di Stanislaw Lem su un’ipotetica cosmogonia in cui l’universo stesso è una creatura pensante e razionale), qualche scritto polemico (Ceronetti) e moltissimi racconti in cui la menzione di argomenti astronomici o cosmologici è puramente casuale e forse anche un po’ pretestuosa ai fini di questa antologia, per quanto interessanti (Alice Munro, André Theuriet). Ci sono anche Calvino, Levi, Papini, Updike e vari altri. Avrebbe potuto forse comparire anche il racconto di Riccardo Bacchelli (autore forse un po’ passato di moda, molto nominato un po’ di anni fa ed oggi molto meno) di una persona che impazzisce per non essere riuscito a vedere la stella Alcor, la doppia del Gran Carro utilizzata anticamente per verificare l’acuità visiva dei naviganti. Nell’insieme, comunque, qualche bella scoperta c’è stata.
fedfed wrote a review
"...Come cometa non ho una grande magnitudo, ma sono feconda, sperma celeste, ovulo celeste, femminile-maschile qui non conta, mi chiameranno Anita, sarebbe adeguato, piccola Anna, meglio Anita che un impronunciabile nome giapponese o la numerazione dei corpi celesti, tanto i nomi non contano niente, coi nomi non si prende niente, non prenderanno nulla di me, non ho spiegazioni, non ho volontà non ho finalità. Come cometa sono soltanto violenza vitalità e catastrofe, astro disastro, la buona stella o la stella discorde, vengo dalla zona di chi è stato tagliato fuori, dalla zona estrema dei corpi non nati, trascurati dalla generazione, troppo lontani dal sole al momento in cui tutto si generava per collisione e conflitto, e in quella nube sono rimasta interdetta e confinata, nube di Oort, sono rimasta lì ai margini, pianeta mancato, gravida di materia originaria e schegge schizzate da ciò che si andava creando e deflagrando, come cometa sono feconda, porto ciò che chiamano vita, ma per fecondare devo distruggere, abbattermi su un corpo e penetrarlo rovinosamente, lacerandomi-lacerandolo, mescolando i miei liquidi, acqua e ghiacci, alla sua aridità. Fra un milione di anni, può darsi, fra un milione di probabilità, magari mai più. Come cometa sono un viaggiatore perenne, periodico, ad ogni periodo perdo qualcosa, ad ogni periodo orbitale mi assottiglio col sole, come cometa non sono niente, se non i nomi e le motivazioni che mi danno al passaggio, non ho volontà, non ho spiegazioni, non ho alcun fine, non ho memoria, ogni volta è una novità, come cometa, mentre mi osservano, me ne sto andando..." D. Del Giudice Come cometa
Quando Primo Levi scriveva che trovare un linguaggio adeguato alla descrizione della volta celeste era sforzo immane, come "arare con una piuma", non poteva immaginare a quali risultati sarebbe giunta la ricerca scientifica: oggi siamo in grado di studiare l'universo fin da pochi istanti dopo la sua nascita. I racconti qui presentati - che comprendono un folgorante inedito di John Updike - evocano i momenti più avvincenti di questa lunga avventura alla scoperta del cosmo e dei suoi segreti. Una cronaca (quella quotidiana dell'uomo che si confronta con l'infinito) fatta di qualche successo e di molti vergognosi fallimenti, di entusiasmi infantili e di oscillazioni della fede. Suddivisi in categorie emotive - "Piccolo atlante celeste", "Sentimento del cielo", "Astronomi" e "Cosmologie" -, i testi giocano la doppia carta dello scienziato prestato alla letteratura e dello scrittore alle prese con la prosa scientifica. Da Galileo che s'inventa un volgare italiano che possa restituire tutte le imperfezioni del volto lunare, ad Alice Munro, che rivela lo scacco delle verità scientifiche di fronte alla complessità degli affetti. La caccia ai confini del cosmo, la ricerca della vita oltre quella nata sulla terra, sono - lo dimostra questa raccolta - temi fondanti della grande letteratura.
Adso CorsoAdso Corso wrote a review
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I curatori hanno estrapolato una antologia che senza pretese di esaustività colpisce il lettore per profondità. Cosa resta di questo libro? emozioni, ricordi, déjà vu personali di letture passate, come guardando in cielo le stelle, in silenzio. Un continuo andirivieni dello sguardo dal libro al cielo e viceversa. La meraviglia di Galileo e del Ciàula di Pirandello. La claustrofobica versione cosmica di Updike. Il capriccioso Sole di Leopardi. La fantasia di Asimov e Bradbury. La genialità linguistica di Queneau. Il disincanto di Pontiggia accanto all'appello poetico di Rigoni Stern. Idealmente può continuare il lettore ad aggiungere brani, d'ora in poi ogni libro sarà un atlante celeste. In me resta l'esempio del Principe di Salina, per sfuggire al mondo il Gattopardo si rifugiava nella sua attività d'astronomo : "Da una viuzza traversa intravide la parte orientale del cielo, al disopra del mare. Venere stava lì, avvolta nel suo turbante di vapori autunnali. Essa era sempre fedele, aspettava sempre Don Fabrizio alle sue uscite mattutine, a Donnafugata prima della caccia, adesso dopo il ballo". Aggiungo anche l'eccellente recensione di Vinceanno, meriterebbe a pieno di stare in una prossima antologia. Lo ringrazio per avermi fatto scoprire questo libro. Colonna sonora: "Gattaca" di Michael Nyman.
LucyinthewindLucyinthewind wrote a review
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Ventisei racconti e una lettera in questa bella (ma non bellissima) raccolta tematica articolata nelle quattro sezioni Piccolo atlante celeste, Sentimento del cielo, Astronomi e Cosmologie. A parte Galileo Galilei (Pisa, 1564-Arcetri 1642), la cui presentazione illustrata degli astri medicei costituisce il prologo ideale, tutti gli autori sono moderni e contemporanei, prevalentemente anglofoni: il più "antico" dei moderni è Leopardi (nato nel 1798), il più giovane tra i contemporanei è il pennsylvano Paul Collins (nato nel 1969). Contando quest'ultimo, i viventi sono quasi un quarto del totale, mentre gli italiani (Ceronetti, Del Giudice, Calvino, P. Levi, Buzzati, Rigoni Stern, Pirandello, Schiaparelli, Pontiggia, Leopardi, Papini) oltre un terzo: due squilibri non dichiarati un po' troppo marcati. Ma veniamo ai best of: -Ray Bradbury, "Le auree mele del sole": il sogno di Prometeo. Conferma inoltre una vecchia fregatura delle raccolte di racconti; spesso il primo è anche il migliore. -Italo Calvino, "L’occhio e i pianeti", da Palomar: elogio della chiarezza e della leggerezza. -Alice Munro, "Le lune di Giove": non so perché, ma è sempre il primo che mi viene in mente. -Isaac Asimov, "Notturno": a parte "Il Copernico" di Leopardi, tratto dalle Operette morali, probabilmente il più denso di significato, sicuramente il meglio scritto. -Edward Bellamy, "Il mondo dei ciechi": vorreste avere il dono della preveggenza? I marziani ce l’hanno, paiono vivere più felici… Un autore quarantenne, la più bella scoperta della raccolta. Meritano almeno una menzione d’onore "Come cometa" di Daniele Del Giudice, qualche passo di "Immagine riflessa di un giovane in equilibrio" (gran titolo) di Peter Hoeg e sì, certo, Ciàula di Pirandello. Il peggiore? Quello di Giovanni Papini. Escludo volutamente Leopardi e Cortàzar da ogni classificazione perché tanto, sul genio, non c'è niente da aggiungere.
vinceiannovinceianno wrote a review
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Eclisse
ANNO 2410. UN PAPA' E IL SUO BAMBINO... - Ehi piccolo uomo, ti va di venire col papà, domani, ad ammirare una eclisse? - Di cosa si tratta, papà? - Domani vedrai…ti va? - si, si...Certo papà. - Bene. Ne sono felice. Vedrai: sarà uno spettacolo molto emozionante… L'INDOMANI, POMERIGGIO INOLTRATO... - Guarda, guarda…osserva…si stanno avvicinando… - “Si stanno avvicinando”…cosa? - Eccole…vedi? Le nubi. - Ah…si…ora si, le vedo…Ma n’eravamo qui per una… –come avevi detto tu?- una ellisse, mi pare. - Una eclisse, figlio mio. Eclisse. Con la C di “cometa”, non con la L di “lubrificante”. - ECLISSE. Ok…scusa papà, ma non avevo mai sentito questa parola. - Lo immagino. Lo so. Osserva… - Vedo… - Ecco, ecco! Stanno per sovrapporsi! La nube tossica della Chernobyl SPA e quella della Three Mile Island Plc…guardale…le due nubi tossiche più grandi degli ultimi 2 anni! L’eclisse, con la E maiuscola, è ormai prossimo figlio mio. Uno spettacolo così si verifica una volta ogni 2 anni…pensa quanto siamo fortunati! - E ora cosa succederà, papà? - Vedrai che le due nubi si sovrapporranno per qualche attimo e una delle sue scomparirà alla vista…L’effetto sarà incredibile! - Wow…è vero papà…guardà lì. Che spettacolo immenso! - (pausa) - Papà…oh…ma…ma…ma…e quello cos’è? C’è un buco tra le nubi/nuvole? Un buco azzurro… - Ah! Figliolo…quello è il cielo. Che giornata fortunata, vedi? Non solo l’eclissi di nubi tossiche ma addirittura il cielo! Erano 12 anni che non si intravedeva uno spiraglio, sai? - Il “cielo”…e cos’è il cielo? - Ah…figliolo…il cielo…Tuo nonno me ne parlava sempre…come qualcosa che stesse perdendo…a cui fosse legato da sentimenti fortissimi ma a cui sembrava dovesse rinunciare definitivamente da un momento all’altro…Io l’ho visto solo poche volte…tanto tanto tempo fa…E anche io ne ho un vaghissimo ricordo. E’ qualcosa di immenso…non si può spiegare, la casa del sole, delle stelle e dei pianeti. La casa nascosta da quest’inquinamento che da un secolo ce lo nasconde alla vista. - Ah! E come mai una cosa così…così maestosa come dici, non la si può più ammirare? Perché quest’inquinamento? - Figlio mio purtroppo il mondo è fatti dalle persone…e più o meno 4 secoli fa le persone hanno avuto la possibilità di scegliere, tra un mondo con un cielo o senza… Hanno scelto di pensare solo all’”oggi” (cioè al “ieri”) piuttosto che anche un pochino al domani…Sarebbe bastato così poco…Meno indifferenza, meno ipocrisia… Di fatto hanno deciso di non scegliere quando, addirittura, non hanno saputo scegliere il male peggiore. Così si legge dai libri di storia… - Che tristezza papà… - Già, piccolo mio, un’eredità amara ci hanno lasciato i nostri padri. - Oh! Papà…papà…e quelle lucine, cosa sono? Quella cosa così strana, lassù, in quello sprazzo di cielo…cos’è? - Che cosa immensa…guarda che spettacolo…questo si che è uno spettacolo…le stelle, figlio mio. E quella lì: la luna. - Stelle…luna…ce ne ha parlato la maestra di storia… - Storia…già…ai tempi miei si leggeva delle stelle sui libri di astronomia, poi l’ennesimo taglio alla scuola, l’ennesimo accorpamento dei programmi, l’ennesima riforma firmata Mariastella Gelmini (nipote della nipote della nipote della nipote dell’attuale ministro dell’istruzione, n.d.r.) e anche l’astronomia è stata abolita… - Mariastella…stella…una che ce l’ha nel nome, anche… - Hai visto? Pensa te quanto ce capisce…talis “zia”, talis “nipotA”, ai geni (che non sta per genialità) non si scappa… - Ma cosa sono, papà, le stelle? - Ah! Le stelle…figlio mio…visto dalla terra il firmamento è un agglomerato di amore, amicizia, rabbia, paura, nostalgia, tristezza, attesa, speranza, ansia. Di emozioni. Di sentimenti. Hanno guidato gli italiani-popolo di navigatori, prima che popolo di coglioni -ops, scusami, figliolo ma ancora mi scaldano certi argomenti! Ti prego, non lo dire alla mamma, magari…- hanno ispirato poeti e scrittori, hanno impegnato uomini di scienza e uomini di fede…hanno rasserenato gli animi di miliardi di persone. E hanno guardato con distacco lo sfacello a cui l’uomo ha consegnato questa terra. - Mamma mia…Dimmi qualcos’altro di quell’affascinante spiragliO di universo…delle stelle, dei pianeti, papà…ti prego. - No, figlio mio…non posso, non ci riesco.Le stelle si possono solo ammirare…contemplare. Delle stelle non si può parlare… «… il nostro linguaggio è inadeguato, come chi volesse arare con una piuma: è nato con noi, ha le nostre dimensioni, è umano». Lo diceva Primo Levi…un grande scrittore, un grande uomo…uno che, come noi, ha desiderato a lungo di poter vedere le stelle… - Capisco… - Tieni figliolo. Questo è un libro che il tuo bisnonno conservava gelosamente… - “Piccolo Atlante Celeste”…cos’è? - E’ una raccolta di racconti che ha per protagonista l’uiniverso a noi ormai precluso…”pagine stracciate” da altri libri…pagine riempite dalla penna di uomini di scienza prestati alla letteratura/poesia e di letterati/poeti alle prese coll’immensità delle stelle, dei pianeti ecc…Pagine che potrebbero toglierti qualche curiosità…Pagine che, una dopo la'ltra, cercano (e a tratti ci riescono) di riempire l’enorme distanza che separa la punta di un naso rivolto verso l’alto e..l’immensità.
michelamichela wrote a review
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"L'avventura umana è breve.Un respiro cosmico ed è la fine." -Guido Ceronetti-
Account deletedAnonymous wrote a review
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Cinque stelle a: - L'eclissi di Sole dell'8 luglio 1842, di Adalbert Stifter - Stelle cadenti, di André Theuriet - Viaggio tra gli astronomi del Cervino, di Giuseppe Pontiggia - Immagine riflessa di un giovane in equilibrio, di Peter Hoeg - Le auree mele del sole, di Ray Bradbury