Quando Teresa si arrabbiò con Dio
by Alejandro Jodorowsky
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Nonna Teresa si arrabbiò con Dio e con quanti continuavano a credere in Lui dopo la micidiale inondazione del fiume Dnepr. E' così che comincia la meravigliosa, magica storia di una famiglia cilena di origine ebreo-russa, una storia di antenati lontanissimi e mitici, reali e immaginari, che risalgono la corrente dei secoli attraverso la lente deformante dell'ironia e della parodia, per diventare romanzo e favola. L'incalzante fantasia di Alejandro Jodorowsky trasfigura e moltiplica gli eventi, mescolando storia e memoria, miracoli e follie. Ci sono antenati sempre avvolti da sciami d'api, stregoni e incantatori di serpenti, stupratori di vecchiette e attentatori anarchici; cappelle incantate e bordelli, terremoti, scioperi di minatori e cariche della polizia. Una saga travolgente che sa unire alla grazia delle novelle yiddish il realismo magico latinoamericano. (dalla quarta di copertina)

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ArtemisiaArtemisia wrote a review
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Sarà anche che io non capisco la sottile ironia di questo romanso ma.... una donna decapitata e poi stuprata (tanto per dire una delle tante esagerazioni di questo libro) non si può proprio sentire...
Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
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il calzaturologo è una professione utile
Tremenda questa nonnetta che si arrabbia con Dio e non ne vuole sapere di farci la pace! E' da questo scoppio d'ira matriarcale che si svolge la complicata saga di questa originale famiglia cilena di origine ebreo-russa. Ed è un bel raccontare questo di Jodorowsky, ricco, fantastico, ironico, che unisce la liricità dei racconti yiddish al realismo latino americano. Teresa si arrabbia, ma anche gli altri personaggi della storia si muovono nel mondo e nella storia cercando di affermare se stessi al di la di ciò che il destino (o Dio) sembra aver progettato per loro. C'è un gustoso sottofondo anarchico in questo romanzo dove al di sotto del tessuto sociale ufficialmente riconosciuto ve n'è un altro ufficioso, fatto di personaggi che sfuggono al controllo del potere e cercano una vita autonoma e indipendente. Un altro autore latino americano che non smentisce la tradizione letteraria di quel fantastico continente. 
Anto. [capelli capelli]Anto. [capelli capelli] wrote a review
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Un libro che ti viene voglia di leggerlo di notte, per tante..ma tante, notti. Un libro anti-appapagnamento, insomma. Un libro che ti viene voglia di mordere, come quando mordi il torrone dei morti (o le clavicole di qualcuno). Un libro che ti lascia sulla pelle il profumo del sapone palmolive, quello verde. Un libro che ti scalda i piedi come il gatto ragù, e dai uno stato a chi vuoi tu. Un libro che sgrani come un rosario a san lomexin. E Jodoroswky come Super Saiyan.
ikkokuikkoku wrote a review
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Un viaggio in bilico
È proprio la sensazione di essere in bilico che accompagna il mio primo approccio a Jodorowsky. In bilico tra sogno e realtà, tra rifiuto ed apprezzamento, tra religiosità e blasfemia. - Tanti opposti, quindi, che mi hanno tenuto, per tutta la durata del libro, in equilibrio su un filo sottile; in un continuo sentirmi scivolare un po’ da una parte ed un po’ dall'altra. Un libro che faccio fatica a valutare, così come fatico a comprendere appieno se, e quanto, abbia realmente apprezzato. - Un percorso familiare surreale, trasudante ebraismo, sesso e violenza, in un susseguirsi di discese e risalite, crolli e resurrezioni, tentativi di radicarsi e fughe, lotte per portare avanti un ideale e scartamenti per non farsi cancellare dall'impeto degli avvenimenti. - Di certo Jodorowsky ha stile; una grande potenza narrativa. Una scrittura magnetica che, nonostante l’infinità di scene eccessivamente assurde che più volte mi hanno fatto storcere il naso ed inarcare un sopracciglio, ha saputo catturarmi e, per motivi che ancora non riesco interamente a spiegarmi, ha saputo trasmettermi quella necessità di avanzare speditamente nella stramba epopea familiare che acquista forma tra le pagine. - Un autore che mi sono imposto di scoprire meglio ed al quale riserverò altro spazio sui futuri scaffali della mia personale libreria. Da considerare nel caso si fosse alla ricerca di un viaggio al limite dell’assurdo; un percorso surreale che è, al contempo, fiaba genealogica e mitologia in un groviglio di misticismo, ebraismo e magia.
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"Là, in quelle solitudini infinite, lui, eremita contumace, aveva imparato a stimare la compagnia degli esseri umani, aveva compreso i cani sempre ansiosi della presenza del padrone, aveva scoperto che l'altro è una forma di nutrimento, che l'uomo senza l'uomo muore di fame spirituale." (p. 16) "Il passato non è fisso e inalterabile. Con fede e volontà lo possiamo cambiare, non cancellando l'oscurità, ma aggiungendo luce, per abbellirlo sempre più, come chi taglia un diamante." (p. 58)
MariannaMarianna wrote a review
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Solo per stomaci forti
Libro eccessivo in tutto : nella storia -fin troppo romanzata - nelle descrizioni, nel linguaggio, nella violenza, persino nell'amore che pure è molto presente. Eppure mi è piaciuto. Ci sono pagine che meritano di essere lette, anche faticando un po' ad andare avanti, anche chiudendo un occhio quando sembra troppo ( e a volte è davvero troppo), ma non fatevi ingannare, c'è sempre dell'altro. Dietro l'orrore c'è l' amore, c'è il dolore, c'è la poesia, insomma, la vita.
TheBluETheBluE wrote a review
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Una saga famigliare molto fantasiosa e a tratti surreale. Si ha la sensazione di leggere un Cent'anni di solitudine in versione più "tosta" ed ebrea. Infatti con il romanzo di Marquez ha in comune il relismo magico che , anche qui, si mescola con fatti reali ma distorti. Jodorowsky ripercorre la storia della sua famiglia. Un albero, o forse due, genealogico partendo dai bis nonni fino ad arrivare allo scrittore stesso. Le vicende di famiglie ebree russe che , ognuno a suo modo e per i propri motovi si ritroveranno costretti ad abbandonare la Russia per ritrovarsi in Sud America, dove tra le varie cose avranno anche occasione per prendere parte al movimento "rosso" dei lavoratori. Di miti, esoterismo,orgasmi,dolori,penitenze,saggezza, fede, sacrificio, amore, violenza e misticismo si impregna questa storia che tiene incollati per 3/4 buoni ma che si perde in un finale , come se avesse esaurito la spinta della genialità iniziale, perde molto esaurendosi, purtroppo poco all'altezza. È un libro duro per certi versi. Filosofico per altri. Forse un po troppo mistico/spirituale nel finale ma che in definitiva se ci si arma di pazienza si fa pure piacere.
CristinaCristina wrote a review
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Peccato per il finale
I primi tre quarti del libro sono genio puro e assoluto, con grandi affinità con Cent'anni di solitudine e altri capolavori del realismo magico. Nel finale per me è diventato meno interessante perché c'è meno contenuto e più elucubrazioni filosofiche/esistenzialistiche, e per questo do 4 e non 5 stelle, ma è una questione di gusto personale.
AmelieAmelie wrote a review
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mi ricorda l'amatissimo "Cent'anni di solitudine", ma con tanto autocompiacimento e violenza gratuita (e inutile) in più. un libro di alti e bassi. un po' di delusione dettata da alte aspettative.
PerlasilPerlasil wrote a review
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da brivido
Ho amato molto questo romanzo familiare autobiografico. Molti i personaggi, vividi nel ricordo dell'autore, alcuni reali altri no, ma tutti degni di nota. Mi ha ricordato lo stile dell' Allende, e i sudamericani in generale ma passionalità e magie sono uniche: la scena in cui la danza di uno dei protagonisti diventa così ardente da farlo letteralmente incendiare è emblematica e impressa nella mia memoria.