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ElenaElena added a quotation
[...] La morte gli apparve, a don Ciccio, una decombinazione estrema dei possibili, uno sfasarsi di idee interdipendenti, armonizzate già nella persona. Come il risolversi d'una unità che non ce la fa più ad essere e ad operare come tale, nella caduta improvvisa dei rapporti, d'ogni rapporto con la realtà sistematrice.
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[...] La morte gli apparve, a don Ciccio, una decombinazione estrema dei possibili, uno sfasarsi di idee interdipendenti, armonizzate già nella persona. Come il risolversi d'una unità che non ce la fa più ad essere e ad operare come tale, nella caduta improvvisa dei rapporti, d'ogni rapporto con la realtà sistematrice.
Miss KamalaMiss Kamala added a quotation
Non far del bene se non vuoi aver male
Miss KamalaMiss Kamala added a quotation
Non far del bene se non vuoi aver male
AntoniettaAntonietta added a quotation
"Che, nun cià moje, lei?" la sguaiata! "Un par de sorelle? manco quelle?... che ce l'hanno tutti, oggi, se po dì. Che è, ar giorno d'oggi, co tutti sti maschioni che vanno in giro, che nun cià du sorelle da marità? Ce l'aveva perfino quer gran poeta patriottico, che cià fatto tanto piagne, de Natale, in Libia, ad Ain Zara, col sesto berzaglieri... che se chiamava, perché adesso è morto, poveretto! come se chiamava? Giovanni... sapete, quei posti dove ce cresce l'erba," e con la mano cavava il nome dalla fronte, "Giovanni, Giovanni Prati! ma no Giovanni Prati, aspetta," e seguitava con la mano, "possibile che nun me l'aricordo? So' li dispiaceri che m'è toccato da passà... che m'hanno fatto perde la memoria. Giovanni Pascoli! Ecco, ora me lo so' aricordato: ce lo sapevo che ereno posti da facce er fieno."
AntoniettaAntonietta added a quotation
"Che, nun cià moje, lei?" la sguaiata! "Un par de sorelle? manco quelle?... che ce l'hanno tutti, oggi, se po dì. Che è, ar giorno d'oggi, co tutti sti maschioni che vanno in giro, che nun cià du sorelle da marità? Ce l'aveva perfino quer gran poeta patriottico, che cià fatto tanto piagne, de Natale, in Libia, ad Ain Zara, col sesto berzaglieri... che se chiamava, perché adesso è morto, poveretto! come se chiamava? Giovanni... sapete, quei posti dove ce cresce l'erba," e con la mano cavava il nome dalla fronte, "Giovanni, Giovanni Prati! ma no Giovanni Prati, aspetta," e seguitava con la mano, "possibile che nun me l'aricordo? So' li dispiaceri che m'è toccato da passà... che m'hanno fatto perde la memoria. Giovanni Pascoli! Ecco, ora me lo so' aricordato: ce lo sapevo che ereno posti da facce er fieno."
AntoniettaAntonietta added a quotation
Da ritta, ove il piano s'infoltiva di abitacoli e discendeva a fiume. Roma gli apparì distesa come in una mappa o in un plastico: fumava appena, a porta San Paolo: una prossimità chiara d'infiniti penzieri e palazzi, che la tramontana avea deterso, che il tepido sopravvenire di scirocco aveva dopo qualche ora, con la cialtroneria abituale, risolto in facili imagini e dolcemente dilavato. La cupola di madreperla: cupole, torri: oscure macchie de' pineti. Altrove cinerina, altrove tutta rosa e bianca, veli da cresima: uno zucchero in una haute pâté, in un mattutino di Scialoia. Pareva n'orologgione spiaccicato a terra, che la catena de l'acquedotto Claudio legasse... congiungesse... alle misteriose fonti del sogno.
AntoniettaAntonietta added a quotation
Da ritta, ove il piano s'infoltiva di abitacoli e discendeva a fiume. Roma gli apparì distesa come in una mappa o in un plastico: fumava appena, a porta San Paolo: una prossimità chiara d'infiniti penzieri e palazzi, che la tramontana avea deterso, che il tepido sopravvenire di scirocco aveva dopo qualche ora, con la cialtroneria abituale, risolto in facili imagini e dolcemente dilavato. La cupola di madreperla: cupole, torri: oscure macchie de' pineti. Altrove cinerina, altrove tutta rosa e bianca, veli da cresima: uno zucchero in una haute pâté, in un mattutino di Scialoia. Pareva n'orologgione spiaccicato a terra, che la catena de l'acquedotto Claudio legasse... congiungesse... alle misteriose fonti del sogno.
dreistundendreistunden added a quotation
"La porca, la porca! Ciavemo la porchetta, signori! la bella porca de l'Ariccia co un bosco de rosmarino in de la panza!" ... "Uno e novanta l'etto, la porca!" ... ""Chi prova ciariprova, er guadambio è tutto vostro. La bella porca de li Castelli! L'emo portata a balia a la macchia: a la macchia de Galloro, l'emo portata, a mmagnà la ghiandola de l'imperatore Calìgula! la ghiandola der principe Colonna! Der gran principe de Marino e d'Albano!
dreistundendreistunden added a quotation
"La porca, la porca! Ciavemo la porchetta, signori! la bella porca de l'Ariccia co un bosco de rosmarino in de la panza!" ... "Uno e novanta l'etto, la porca!" ... ""Chi prova ciariprova, er guadambio è tutto vostro. La bella porca de li Castelli! L'emo portata a balia a la macchia: a la macchia de Galloro, l'emo portata, a mmagnà la ghiandola de l'imperatore Calìgula! la ghiandola der principe Colonna! Der gran principe de Marino e d'Albano!
Valentina CarpinetiValentina Carpineti added a quotation
Era in una giornata meravigliosa: di quelle così splendidamente romane che perfino uno statale di ottavo grado, ma vicino a zompà ner settimo, bè, puro quello se sente aricicciasse ar core un nun socchè, un quarche cosa che rissomija a la felicità.
Valentina CarpinetiValentina Carpineti added a quotation
Era in una giornata meravigliosa: di quelle così splendidamente romane che perfino uno statale di ottavo grado, ma vicino a zompà ner settimo, bè, puro quello se sente aricicciasse ar core un nun socchè, un quarche cosa che rissomija a la felicità.
Palomar1960 Palomar1960 added a quotation
L'eternità, medichessa infallante, era già china su di lui. Amorosa lo affissava...
Palomar1960 Palomar1960 added a quotation
L'eternità, medichessa infallante, era già china su di lui. Amorosa lo affissava...
RaperînRaperîn added a quotation
La qualità eminentemente ecolalica della di lei anima (il concilio di Magonza, nel 589, le concesse un'anima: a un voto di maggioranza) la induce a soavemente farfallare d'attorno al perno del coniugio: plastile cera, chiede dal sigillo l'impronta: al marito il verbo e l'affetto, l'ethos e il pathos. Donde, cioè dal marito, il lento e greve maturare, il discendere doglioso dei figli. Mancandole i figli, sentenziò Ingravallo, il marito cinquantottenne decade senza suo demerito a buon amico ma di gesso, a ornamento piacevole della casa, a delegato e segretario generale della confederazione dei soprammobili, a mera immagine ovvero cioè manichino di marito: e l'uomo in genere (nel di lei apprendimento inconscio) è degradato a pupazzo: un animale infruttifero, con un testone finto da carnevale. Un arnese che non serve: uno sdipanato succhiello. È allora che la povera creatura si dissolve, come fiore o corolla, già vivida, che renda al vento i suoi petali. L'anima dolce e stanca vola verso la crocerossa, nell'inconscio abbandona il marito: e forse abbandona ogni uomo in quanto elemento gamico. La personalità di lei, strutturalmente invida al maschio e solo racchetata della prole, quando la prole manchi accede a una sorta di disperata gelosia. Accede, potrebbe credersi, a una forma di omoerotia sublimata: cioè a una paternità metafisica. La dimenticata da Dio accarezza e bacia nel sogno il ventre fecondo delle consorelle. Guarda tra i fiori de' giardini i bambini delle altre: e piange. Si rivolge alle monache e agli orfanotrofi pur di avere la sua creatura, pur di fare anche lei il suo bambino. Intanto gli anni chiamano, dalla lor buia caverna. La carità educatrice, d'anno in anno, ha surrogato la fiala soave dell'amore.
RaperînRaperîn added a quotation
La qualità eminentemente ecolalica della di lei anima (il concilio di Magonza, nel 589, le concesse un'anima: a un voto di maggioranza) la induce a soavemente farfallare d'attorno al perno del coniugio: plastile cera, chiede dal sigillo l'impronta: al marito il verbo e l'affetto, l'ethos e il pathos. Donde, cioè dal marito, il lento e greve maturare, il discendere doglioso dei figli. Mancandole i figli, sentenziò Ingravallo, il marito cinquantottenne decade senza suo demerito a buon amico ma di gesso, a ornamento piacevole della casa, a delegato e segretario generale della confederazione dei soprammobili, a mera immagine ovvero cioè manichino di marito: e l'uomo in genere (nel di lei apprendimento inconscio) è degradato a pupazzo: un animale infruttifero, con un testone finto da carnevale. Un arnese che non serve: uno sdipanato succhiello. È allora che la povera creatura si dissolve, come fiore o corolla, già vivida, che renda al vento i suoi petali. L'anima dolce e stanca vola verso la crocerossa, nell'inconscio abbandona il marito: e forse abbandona ogni uomo in quanto elemento gamico. La personalità di lei, strutturalmente invida al maschio e solo racchetata della prole, quando la prole manchi accede a una sorta di disperata gelosia. Accede, potrebbe credersi, a una forma di omoerotia sublimata: cioè a una paternità metafisica. La dimenticata da Dio accarezza e bacia nel sogno il ventre fecondo delle consorelle. Guarda tra i fiori de' giardini i bambini delle altre: e piange. Si rivolge alle monache e agli orfanotrofi pur di avere la sua creatura, pur di fare anche lei il suo bambino. Intanto gli anni chiamano, dalla lor buia caverna. La carità educatrice, d'anno in anno, ha surrogato la fiala soave dell'amore.
RaperînRaperîn added a quotation
In occasione dello smarrimento d'un anello con un topazzio o topazzo (quarcuna, sempre pe rispetto, pronunziava topaccio), che la Menegazzi o per più pulito dire Menecacci aveva dimenticato al cesso, unicamente perché era un'oca vanesia e le era svaporato il cervello (...) in quell'occasione e in quel giorno medesimo, risaputa la notizzia, varie donne del 217 e 221 ci aveveno giocato ar lotto: sulla ruota di Napoli: specializzata in materia di miracoli, com'è noto. Difatti era uscito un ambo, un bell'ambo giusto giusto: ma su la rota de Bari. Per dire che la fama de quell'oro era granne. Fama volat, sospirò il dottor Fumi co le mano a una pila de cartelle rosse: Fama volat. Doveva esser volata a vela fino agli orecchi 'e chillo carugnone.
RaperînRaperîn added a quotation
In occasione dello smarrimento d'un anello con un topazzio o topazzo (quarcuna, sempre pe rispetto, pronunziava topaccio), che la Menegazzi o per più pulito dire Menecacci aveva dimenticato al cesso, unicamente perché era un'oca vanesia e le era svaporato il cervello (...) in quell'occasione e in quel giorno medesimo, risaputa la notizzia, varie donne del 217 e 221 ci aveveno giocato ar lotto: sulla ruota di Napoli: specializzata in materia di miracoli, com'è noto. Difatti era uscito un ambo, un bell'ambo giusto giusto: ma su la rota de Bari. Per dire che la fama de quell'oro era granne. Fama volat, sospirò il dottor Fumi co le mano a una pila de cartelle rosse: Fama volat. Doveva esser volata a vela fino agli orecchi 'e chillo carugnone.
DunjaDunja added a quotation
Discesero lungo le gote, lasciandovi, o parve, due gore bianche, discesero fino alla bocca: il cammino della umiliazione, dello sgomento. Non aveva di che soffiarsi il naso, né rasciugarsi quel pianto: levò la mano come per contenere col solo gesto ciò che dalla solitudine immiserita del suo volto avrebbe potuto sgorgare, a render perfetta la crudeltà degli attimi, il gelo e l'irrisione dell'ora che ne è la somma. Le pareva d'esser nuda, sprovveduta, avanti a chi ha la facoltà d'inquisire la nudità della vergogna e, se pur non la irride, la giudica: nuda, sprovveduta: come sono i figli e le figlie senza ricovero e senza sovvento, nell'arena bestiale della terra.
DunjaDunja added a quotation
Discesero lungo le gote, lasciandovi, o parve, due gore bianche, discesero fino alla bocca: il cammino della umiliazione, dello sgomento. Non aveva di che soffiarsi il naso, né rasciugarsi quel pianto: levò la mano come per contenere col solo gesto ciò che dalla solitudine immiserita del suo volto avrebbe potuto sgorgare, a render perfetta la crudeltà degli attimi, il gelo e l'irrisione dell'ora che ne è la somma. Le pareva d'esser nuda, sprovveduta, avanti a chi ha la facoltà d'inquisire la nudità della vergogna e, se pur non la irride, la giudica: nuda, sprovveduta: come sono i figli e le figlie senza ricovero e senza sovvento, nell'arena bestiale della terra.