Revolutionary road
by Richard Yates
(*)(*)(*)(*)(*)(3,943)
"Revolutionary road" è uno dei più acclamati classici della letteratura americana del Novecento. Nella commovente storia d'amore di Frank e April Wheeler - giovane coppia anticonformista e romantica, caparbiamente attaccata al suo sogno di una vita felice fuori dagli schemi, malgrado le convenzioni sociali e gli eventi sembrino congiurare contro di loro - i lettori di tutto il mondo continuano a riconoscere se stessi e le proprie aspirazioni alla felicità. Dal 2008 "Revolutionary road" è anche un film di successo, diretto da Sam Mendes e interpretato dalla straordinaria coppia Leonardo Di Caprio Kate Winslet.

All Reviews

780 + 142 in other languages
ZugzwangZugzwang wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
It's not like you to say "Sorry" / I was waiting on a different story
"Gli inizi dell'estate del 1955 avrebbero potuto anche essere insopportabili  per i coniugi Wheeler, e la fine cambiare totalmente piega, non fosse stato  per il calendario appeso alla parete in cucina." Ripetere la prima strofa e cambiare il finale. Ripetere la prima stanza del poema e cambiare il finale. Ripeterselo, quando si vive la prima scena, e accontentarsi del "buona la prima",  oppure misericordiosamente dimenticarla e passare oltre. Frank lo sentiamo parlare spesso nella sua testa, April la ascoltiamo parlare spesso a qualcun altro.  Entrambi costruiscono con le parole la realtà. Cercano di fletterla.  Ma la realtà, lastra d'acciaio, non si può piegare. Se i Wheeler fossero solo dei giovani narcisisti Revolutionary Road non sarebbe quello che è.  Se si trattasse solo dell'impossibilità di collocare un ennui che non si può definire e di discuterne, o dell'impermeabilità alla vita alla sua a volte misericordiosa materialità di proprietà e di affetti, non sarebbe un romanzo tragico ma un romanzo esistenzialista. Essendo invece una carrellata di interruzioni  ( lo stesso Yates a quanto pare ne ha parlato così, ma usando un termine più netto e più forte, una parola che proprio oggi, ed è il 2022, è su tutti i giornali ),  comprende pagine molto complicate il cui maggior pregio è la linearità.  Una linearità che ti prende a schiaffi più di una volta, senza preavviso. Chi può dire come sarebbe andata se lo spettacolo dei Laurel Players, all'inizio della vicenda,  avesse svolto la funzione palliativa che doveva avere, invece di deludere le aspettative? Leggo di Yates che è uno scrittore che piace agli scrittori.  L'ho letto di Updike, l'ho letto di Anne Tyler, ho letto di Updike che loda Tyler e di Nick Hornby  che cita Yates e apprezza Tyler pure lui. Vero o meno che sia si capisce che Yates é certamente  uno che sapeva scrivere.  Con la parabola discendente de I non conformisti  - titolo che suona come un anatema contro un'eresia, o un'assoluzione programmatica di fronte all'inevitabile -  ha forse voluto dar conto di un ulteriore aspetto della problematicità matrimoniale (americana?)  con largo anticipo e un'ottica interessante sul rapporto post bellico con l'esistenza.  Quando anni come i secondi '40 coincidono con la prima giovinezza l'ottimismo dei '50 dovrebbe introdurre alla solidità della maturità. Ma non è facile ri-livellare le aspettative e trovare il proprio posto, il senso della propria esistenza. Leggo sulla quarta di copertina della mia ( trafugata, ma d'altra parte se i libri arrivano alla terza  generazione vuol dire che invecchiano bene o non invecchiano affatto) copia dell' edizione italiana del '66 che non importa che i Wheeler siano americani, perché lo "stile di vita" americano è diventato ormai condiviso,  universale. Ma l'ironia implicita più oltre lascia intendere che l'America,  più giovane, è necessariamente più sprovveduta dell'Europa (Pittoresca? Bombardata? Colta?) più vecchia, nell'affrontare le asperità del proprio io.  La verità è che le asperità non si possono affrontare in un vuoto emotivo che non lascia scampo, in una totale assenza di tenerezza, anche per se stessi. Le affinità con lo "stile di vita" descritto, se ci sono, sono anticipatorie.  Lo spaesamento da collocazione negata di April (perché Frank in realtà attenderebbe  con sollievo di sentirsi dire cosa fare da un'entità migliore e paterna che per  un momento si incarnerà in Bart Pollock ) è di sicuro contemporaneo, forse più adesso di allora. "Al contempo si rese conto, con un ultimo frammento di se stesso,  che esisteva un qualcosa di errato nella natura stessa della logica  dalla quale era stato portato fino a quel punto, ma ormai era troppo tardi." É Fitzgerald questo, non Yates, e siamo nel 1931, trent'anni esatti prima di Revolutionary Road . Queste storie di meccanismi che non funzionano, di rondelle che stridono e si inceppano disegnano  costellazioni di personaggi (persone) sole, e sole inutilmente. Lasciando sul ciglio l'analisi sociologica ho trovato, con sorpresa,  un grande senso - gusto? - del tragico, e delle pagine bellissime, interne, e interiori. "L'intera sua giornata era stata un'eroica preparazione di questo istante di auto-umiliazione;  e ora il momento era giunto, e che fosse dannata se permetteva a qualcuno la minima interferenza."  [ April ] " [...] e si levó in piedi di scatto per indossare il resto dei suoi semplici, simpatici panni da campagna,  ma ormai era troppo tardi, e per i cinque minuti che seguirono dovette starsene lì, aggrappata con ambo  le mani alla spalliera del letto, stringendo con forza le mascelle perché stava piangendo."  [ Helen Givings ] Ho trovato - sorpresa ancora più grande - un racconto classico, circolare, che ti aspetteresti di vedere  rappresentato con dei templi sullo sfondo: la vicenda si sviluppa tra due eventi identici.  Solo che la prima volta il fatto viene in qualche modo aggirato, rimandato.  Diventa chiaro nell'ultima parte che non può essere eluso, come una profezia. Belle le cesure, le ripartizioni non annunciate, ci vuole una mano istintiva e tecnica per questo,  il taglio è tanto più difficile delle cuciture, e i tagli mi lanciavano avanti come una biglia  su una pista che credevo sarebbe stata una discesa e invece era un otto scavato nella sabbia. "La capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione"  inizia così la terza parte del romanzo, forse perché a misurarlo, il tempo, ci si rendo conto che non è immobile,  che non è fisso a una certa data e a una certa ora, dopo le quali, come accade invece a Frank Wheeler,  non si può tornare all'illusione precedente. "Non c'era nessuno, e non sarebbe arrivato nessuno; la casa echeggiante era tutta per loro." E poi parte terza, capitolo settimo, e capitolo ottavo.  "Ci hai pensato bene, April?" Forse dopo tutto la discesa c'è stata. E anche rovinosa. Dolorosa. Olimpica.
SUN50SUN50 wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Romanzo complesso e feroce
Revolutionary Road tratta diversi temi cari a Yates, su cui ha basato molti dei suoi romanzi successivi, in particolare quello della famiglia. Secondo l'autore, infatti, non vi è altro di cui parlare e scrivere se non la famiglia. Quella del libro è una famiglia scomposta, che si logora col passare del tempo. La coppia formata da Frank e April si respinge a vicenda ed è alla costante ricerca di un equilibrio. Yates si è ispirato ai suoi genitori, che divorziarono quando lui aveva tre anni e, in parte, a sé stesso, due volte divorziato. Frank e April Wheeler, con i loro due bambini e la bella casa in un sobborgo del Connecticut, sono l’immagine della famiglia perfetta e felice dell’America degli anni 50 ma, in realtà, il loro matrimonio è in profonda crisi e la speranza di salvarlo è affidata a un trasferimento in Francia, sognato da lei ma non da lui: quando il viaggio salta, si scatena una tragedia. Il romanzo di Yates affronta, in modo critico, diversi aspetti della società americana degli anni 50, un mondo che a noi lettori di oggi sembra lontanissimo e del quale possiamo anche sorridere, ma che finisce per toccarci perché il fallimento umano di Frank e April è il fallimento dei sogni e delle illusioni che entrambi rappresentano e non è un caso che l’unico personaggio in grado di analizzare lucidamente tale fallimento sia un malato di mente, incapace comunque di far parte di questo sogno. Lo stile dell’autore è un altro punto a favore del romanzo, uno stile che lo stesso autore rivela di aver elaborato a partire dalla lettura di Fitzgerald e Flaubert: Yates usa immagini, parole, che evochino precise sensazioni, emozioni creando un sotto-testo emotivo che raggiunge il cuore del lettore, facendogli percepire la plumbea atmosfera della casa di Revolutionary Road Consigliato. Voto: 4 stelline e mezza.
Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Solo persone
L'ultima eco della prova generale si spense, e gli attori della Compagnia dell'Alloro si ritrovarono senza altro da fare che starsene lì, silenziosi e smarriti, a guardare oltre le luci della ribalta verso una platea deserta, battendo le palpebre; osavano appena respirare, mentre la figura tozza e solenne del regista emergeva tra le nude sedie per raggiungerli sul palcoscenico e dalle quinte tirava fuori, trascinandola rumorosamente, una scala doppia, vi saliva fino a metà, e da qui si voltava e gli diceva, raschiandosi più volte la gola, che erano tipi maledettamente in gamba e che era proprio un piacere lavorarci assieme.
Amaro, divertente, triste....un romanzo che parla di persone, senza alzare i toni, sempre senza esagerare, eppure in modo così reale. E in questa pacatezza niente viene lasciato da parte: sia le caratteristiche positive che quelle negative dei personaggi ci vengono mostrate in tutta la loro grandezza e in tutta la loro valenza umana, cosicché è impossibile non ritrovar inaspettatamente noi stessi in questo o quell'altro aspetto dell'uno o dell'altro dei protagonisti. Non ci sono buoni, non ci sono cattivi, ma solo persone con i loro limiti e i loro sentimenti. 
VincenzoVincenzo wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Opera superlativa!
Trasporta il lettore su un’altalena di emozioni. La crisi di coppia che squarcia il velo di apparenza di una famiglia perfetta della middle-class. Da quelle evidenti come amore tenerezza, poi conflitto, testardaggine, rabbia e rancore. Poi ancora pace. Ma anche a quelle quasi impercettibili ma reali come l’accettazione repressa, il senso di rivalsa e l’ambizione e la prevaricazione sui bisogni dell’altro. E poi il senso di fallimento e la ricerca di nuove emozioni. Mi piace molto lo stile narrativo di Yates che non conoscevo ancora come autore: diretto, essenziale, conciso, senza essere prolisso e senza perdersi troppo in fronzoli. Profondo e introspettivo nella drammaticità della storia. Rivoluzionario e geniale anche per quei tempi, nel raccontare la classe media americana nella società del 1955.
wualewuale wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Vi piacerebbe vivere in una “via Rivoluzionaria” alla periferia di New York, impersonando l’alta borghesia dai gusti ricercati e rifuggendo da tutto ciò che è comune? Sentendovi i detentori dell’assoluta verità alla ricerca di una vita non banale, non convenzionale e non mediocre? Secondo Yates sareste inevitabilmente destinati al fallimento. Leggendo le pagine di questo romanzo si assiste a un lento ma inesorabile naufragio di una vita di coppia che di rivoluzionario ha ben poco, ma che finirà per ricadere nei più banali cliché da loro tanto detestati. Frank e April Wheeler si sono sposati presto, hanno due bambini e giocano a fare gli intellettuali: il loro svago più nobile è ritrovarsi con la solita coppia di amici e affrontare discorsi celebrali. Frank e April Wheeler si ritroveranno invece ad essere rispettivamente un impiegato per una compagnia di dilettanti e scansafatiche, una casalinga frustrata, entrambi tradiranno con segretarie ed amici di famiglia, le discussioni intellettuali di trasformeranno in semplici pettegolezzi sul vicinato.  Per evitare di ridursi a banali cittadini attuano un nuovo progetto: trasferirsi a Parigi e cambiare stile di vita, nuova linfa vitale di coppia. Questo progetto darà inizio a una serie di incomprensioni crescenti, svelando la vera essenza di Frank ed April: mancanza di chiarezza, dialoghi finti, egoismo e inconcludenza. Tensione crescente fino alla tragedia finale. Quant’è vero ed attuale questo romanzo. L’ineluttabilità di una vita che rifiuta i cliché, di una vita che non vuole essere una qualunque. Un romanzo per tutti coloro che hanno sempre pensato “io non finirò mai in questo modo”, “io non sarò mai così”: siate pronti a ricevere una sberla in pieno viso.
EpEp wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Capolavoro
Il sogno americano che va in frantumi: sotto questo aspetto, un capolavoro che va accomunato a Pastorale Americana o a Stoner, per capirci. La costruzione della tipica famiglia medio borghese nel dopoguerra - matrimonio, figli, villetta monofamiliare, lavoro di lui e lei che lo aspetta a casa gestendo gli affari domestici - va in tilt per colpa dell'incomunicabilità e dell'individualismo. Una storia che riguarda tutti, anche se portata alle estreme conseguenze. Scespiriano.
MariaLuisaMariaLuisa wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Terribilmente realistico
La coppia: lui intellettuale con mille dubbi esistenziali, che cita Sartre e si adatta, al momento, a fare lo scaricatore di porto; lei aspirante attrice. Si sposano giovanissimi, hanno due bambini e vanno a vivere in un quartiere residenziale alla periferia di New York, nella strada del titolo, che vorrebbe essere simbolica del loro modo di essere, del loro rifiuto delle convenzioni, della banalità e della mediocrità, delle loro aspirazioni a vivere qualcosa in più di una piatta quotidianità fatta di tendine pulite e pranzetti della domenica.  In realtà i due di rivoluzionario hanno ben poco. Lei si ritrova casalinga, attrice a tempo perso in una compagnia di dilettanti con scarso successo, lui impiegato nella grande ditta dove lavorava il padre. In trecento pagine di libro si assiste alla lenta ed ignara trasformazione dei due in tutto ciò che hanno sempre vituperato, e nella caduta in pieno in tutti i luoghi comuni che tentavano di rifuggire. Così le discussioni intellettualistiche con l’unica coppia amica a loro affine si trasformano in serate passate a spettegolare sui vicini; lui si abbandona al tradimento con una segretaria, e lei con l’amico di famiglia, come nei più triti dei cliché; finché il progetto che da tempo desiderano attuare, quello di trasferirsi a vivere a Parigi, darà il via ad una serie di incomprensioni che scateneranno la tragedia finale.  Le incomprensioni, in una coppia dove sembra che il dialogo non manchi, ove si parla in continuazione (“ma perché dobbiamo sempre parlare di tutto?”) dice lei ad un certo punto), nascono lente e striscianti da modalità sbagliate, in cui ognuno dei due fa le cose tentando di interpretare quella che pensa sia la volontà dell’altro, e nello stesso tempo non esplicita la propria, e il dialogo ad oltranza maschera in realtà la mancanza di chiarezza di un dialogo vero. A poco a poco affiorano l’egoismo di lui, l’inconcludenza di lei, la mediocrità di entrambi, una sotterranea tensione fino a che la corda si spezza.  La storia è terribile, come tutte le storie narrate da Yates: qui viene sancito l’inevitabile fallimento di tutti coloro che cercano qualcosa di più di una vita qualunque, di tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono detti “noi non diventeremo mai così”, di chi si sente apocalittico e non integrato, di chi crede che la propria personalità volitiva e debordante non verrà mai scalfita dall’ambiente esterno, qualunque esso sia.
Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
IL DISAGIO. No no, non sto per dire che il libro non mi è piaciuto, anzi. Di sicuro però questo libro è più o meno la definizione di DISAGIO. Leggi e stai male per i suoi protagonisti, ti senti a disagio per loro. Un po' vorresti prenderli a schiaffi tutti quanti, un po' senti l'angoscia di situazioni che si creano spesso, senza neanche andarsele troppo a cercare. Se così non fosse, perchè sentiamo così spesso i nostri amici sfogarsi e lamentarsi della propria moglie, le nostre amiche sfogarsi e lamentarsi dei loro mariti; amiche e amici che sparlano di altre amiche e amici? Sono proprio tutte così autentiche e sane le nostre relazioni? Revolutionary Road è la storia di Frank e April, dei loro amici, dei vicini di casa. Tutti accomunati da una vita con poche gioie e tante bugie, cose non dette, altre non ascoltate, tradimenti e incomprensioni irrisolte. Una vita apparentemente felice che solo "il pazzo" di turno, John, che poi tanto pazzo non è, riesce a smascherare e sbattere in faccia le cose per quello che realmente sono. Non c'è via d'uscita, dopo storie d'amore nate troppo per caso, famiglie costruite per dovere morale e così via, e a niente serve neppure l'idea rivoluzionaria di April, di trasferirsi in europa e mantenere Frank lavorando come segretaria mentre lui cerca la sua vera strada. I protagonisti di questa storia si sentono superiori agli altri ma vorrebbero sempre avere altro, avere di più, ma senza sapere di preciso che cosa. Quel nome della via in cui vivono, "Revolutionary Road", ormai sembra una presa in giro. Mentono agli altri e soprattutto a sè stessi e per tutta la durata del romanzo, anche quando le cose vanno bene, ti fanno sentire sull'orlo di un baratro. Yates insomma, non sembra essere un autore famoso per donare gioia e serenità... però c'è un qualcosa di così autentico nella sua scrittura, che non si può non amarlo.
AK-47AK-47 wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Il romanzo definitivo sulle tensioni della coppia che diventa famiglia
Due sono, secondo me, le possibili letture di questo romanzo del 1961, giustamente assurto allo status di libro di culto. La prima lettura è prettamente satirico-simbolica, una critica a un modello di società, quella americana degli anni cinquanta, apparentemente spumeggiante e spensierata, in realtà paurosamente vuota e conformista. La seconda lettura, meno sociologica e più universale, vede i due protagonisti come rappresentanti di un momento di passaggio che tutti vivono, dalla giovinezza all'età adulta, delle responsabilità, da single a genitori e dei traumi e delle rinunce, comunque dei cambiamenti enormi che ciò porta con sé. I due coniugi Wheeler, giovane coppia con due figli che si trasferisce in una casa suburbana di New York e si dibatte tra le ambizioni di una vita diversa, piena, autentica e la realtà di una vita matrimoniale e familiare borghese che finisce con l'appiattirsi sulla quotidianità, sull'essere esattamente ciò che non si vorrebbe essere (casa-lavoro-figli, e nient'altro, divertimento stereotipato e prevedibile, alcool e infedeltà coniugale come uniche valvole di sfogo contro l'alienazione), con il fardello delle responsabilità e delle scelte obbligate ma non volute che la vita porta con sé. Ci sono due modi di reagire a un conflitto del genere: adeguarsi al sentiero già tracciato, rinunciando alle proprie aspirazioni (è ciò che i Wheeler provano a fare quando programmano di trasferirsi a Parigi, senza uno straccio di idea ma solo per cambiare aria sperando poi di trovare la propria strada) oppure ribellarsi a ciò,scegliendo una via diversa: ma per quest'ultima via non tutti sono tagliati e, se si tenta, bisogna provarci con convinzione, o le conseguenze possono essere terribili, come capita ai Wheeler. Ho apprezzato molto questo romanzo, soprattutto perché parla in modo davvero realistico, convincente, dei conflitti interiori e interconiugali che ogni coppia di persone adulte che si accinga a cessare di essere semplicemente"due fidanzati" per diventare una famiglia, con tutto quello che comporta, sperimenta sulla propria pelle. Certo, la soluzione estrema e tragica dei due protagonisti rappresenta l'esito ultimo, radicale, di un mancato adattamento: sta alla capacità dei singoli preservare il più possibile la propria unicità in un mondo e in una società che tendono a livellarle il più possibile.
JejelillaJejelilla wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Spoiler Alert
OGNUNO ALLA FINE PENSA A SE'
OGNUNO ALLA FINE PENSA A SE’ *** e ½ E’ quello che ho subito pensato chiudendo l’ultima pagina di questo romanzo April e Frank, una giovane coppia americana degli anni ‘50, una bella casa, un buon lavoro, due bei figli un rapporto in crisi dovuto ad una moglie insoddisfatta e un po’ immatura, e ad un marito egocentrico, i soliti amici, vicini di casa che spesso si rivelano tutt’altro che amici, un parlare molto ma senza comunicare veramente, un epilogo annunciato. ….spesso ci ritroviamo ad un certo punto della vita che ognuno pensa a se stesso, a ciò che lo rende felice e sereno a ciò che lo aiuta a vivere. Da giovani da innamorati o convinti di esserlo, siamo generosi disposti all’ascolto, con il tempo, tutto questo sbiadisce…. Si vorrebbe cambiare quello che si ha, ma poi, nel preciso momento che questo ci viene a mancare, ci troviamo sconfitti e soli. Come lessi una volta: ... Non lasciatevi ingannare dalla nostalgia di “quel che poteva essere”, non poteva essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato.... Il libro sembra più che un romanzo una buon soggetto per un film: bicchieri tintinnanti di ghiaccio e whisky , i posacenere zeppi di mozziconi, i battibecchi tra una coppia inconsapevole dei propri sentimenti, un marito che tradisce per egocentrismo, una moglie che lo fa perché è capitata l’occasione, il tutto condito da interessanti dialoghi scenografici. Ho trovato la seconda metà del romanzo molto più "viva" della pirma. Scrittura scorrevole e fluida Forse , in futuro, leggerò altro di questo autore !