Romanzi e racconti - Vol. I
by Yukio Mishima
(*)(*)(*)(*)(*)(42)
Tra gli scrittori giapponesi che hanno riscosso in Italia il maggior successo negli ultimi cinquant'anni, il nome di Mishima Yukio si segnala non soltanto per il numero relativamente alto di opere tradotte, ma anche per la regolarità con cui i suoi romanzi e racconti sono apparsi nelle librerie italiane. Questo primo volume contiene: La leonessa; Colori proibiti; La morte di Radiguet; L'amore dell'abate di Shiga; Il Padiglione d'oro; Onnagata; La casa di Kyoko; Patriottismo.

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Succedeva spesso che un tale esperto di gelosia provasse sentimenti misti di ammirazione, gelosia e sdegno, ma questa volta il suo cuore era rimasto fisso su quel giovane uomo di una bellezza tanto rara, piuttosto che su Yasuko. Essere un giovane all'apice della propria perfezione, essere la perfetta rappresentazione esteriore della bellezza: ecco il sogno che questo scrittore dall'aspetto sgradevole aveva nutrito nella sua giovinezza. Ed era un sogno che non solo aveva nascosto agli altri, ma che egli stesso si rimproverava di nutrire. La giovinezza dello spirito, gli anni in cui esso cominciava a svilupparsi, ecco il veleno che fa perdere a vista d'occhio al giovane la propria "qualità della giovinezza". Shunsuke aveva vissuto la propria giovinezza consumato dal desiderio irrefrenabile di essere un giovane uomo. Che sciocchezza! Perchè se è vero che la giovinezza ci fa soffrire di mille speranze e delusioni, ignoriamo tuttavia che una tale sofferenza appartiene esclusivamente alla giovinezza stessa. Non passava un solo istante senza che Shunsuke, da giovane, pensasse a questo. [...] A quell'epoca non desiderava altro se non il dono della fortuna di pensare le sue sofferenze come impeccabilmente giuste in un giovane uomo. Tutto questo, com'è ovvio, implicava il suo considerare anche i piaceri come propri di quell'età e, allo stesso tempo, si trattava di un talento indispensabile per poter vivere.
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Succedeva spesso che un tale esperto di gelosia provasse sentimenti misti di ammirazione, gelosia e sdegno, ma questa volta il suo cuore era rimasto fisso su quel giovane uomo di una bellezza tanto rara, piuttosto che su Yasuko. Essere un giovane all'apice della propria perfezione, essere la perfetta rappresentazione esteriore della bellezza: ecco il sogno che questo scrittore dall'aspetto sgradevole aveva nutrito nella sua giovinezza. Ed era un sogno che non solo aveva nascosto agli altri, ma che egli stesso si rimproverava di nutrire. La giovinezza dello spirito, gli anni in cui esso cominciava a svilupparsi, ecco il veleno che fa perdere a vista d'occhio al giovane la propria "qualità della giovinezza". Shunsuke aveva vissuto la propria giovinezza consumato dal desiderio irrefrenabile di essere un giovane uomo. Che sciocchezza! Perchè se è vero che la giovinezza ci fa soffrire di mille speranze e delusioni, ignoriamo tuttavia che una tale sofferenza appartiene esclusivamente alla giovinezza stessa. Non passava un solo istante senza che Shunsuke, da giovane, pensasse a questo. [...] A quell'epoca non desiderava altro se non il dono della fortuna di pensare le sue sofferenze come impeccabilmente giuste in un giovane uomo. Tutto questo, com'è ovvio, implicava il suo considerare anche i piaceri come propri di quell'età e, allo stesso tempo, si trattava di un talento indispensabile per poter vivere.
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Hinoki Shunsuke odiava tutti i bei ragazzi del mondo. Tuttavia, la bellezza lo costrinse al silenzio. Tra i motivi ci fu la sua cattiva abitudine di associare direttamente, nelle sue riflessioni, la bellezza e la felicità: più della perfetta bellezza del giovane, a calmare il suo odio fu forse l'idea di felicità assoluta che questa gli suggeriva.
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Hinoki Shunsuke odiava tutti i bei ragazzi del mondo. Tuttavia, la bellezza lo costrinse al silenzio. Tra i motivi ci fu la sua cattiva abitudine di associare direttamente, nelle sue riflessioni, la bellezza e la felicità: più della perfetta bellezza del giovane, a calmare il suo odio fu forse l'idea di felicità assoluta che questa gli suggeriva.
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In alcuni momenti il calore sprigionato dai suoi ruoli sfumava nella vita reale con la stessa delicatezza con cui il bagnasciuga divide il mare dalla terra ferma; se nella vita di tutti i giorni si fosse comportato da uomo, quello stesso calore si sarebbe però dissolto in una femminilità ordinaria intesa come il prolungamento della finzione, sarebbe stato come se la realtà fosse stata divisa dai sogni da una squallida porta, Masuyama riteneva che alla base di una recitazione fittizia ci fosse una vita fittizia, e che un interprete di ruoli femminili fosse il figlio nato dalla relazione illecita tra i sogni e la realtà.
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In alcuni momenti il calore sprigionato dai suoi ruoli sfumava nella vita reale con la stessa delicatezza con cui il bagnasciuga divide il mare dalla terra ferma; se nella vita di tutti i giorni si fosse comportato da uomo, quello stesso calore si sarebbe però dissolto in una femminilità ordinaria intesa come il prolungamento della finzione, sarebbe stato come se la realtà fosse stata divisa dai sogni da una squallida porta, Masuyama riteneva che alla base di una recitazione fittizia ci fosse una vita fittizia, e che un interprete di ruoli femminili fosse il figlio nato dalla relazione illecita tra i sogni e la realtà.
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In quel momento Mangiku sembrava una donna intenta a filare nella solitudine della propria stanza. Stava filando il suo amore, e avrebbe continuato a farlo con aria trasognata chissà per quanto tempo ancora. Il ragazzo intuì che la fonte di quell'amore risiedeva nel teatro. Il teatro gli era accanto giorno e notte, era il teatro il luogo in cui l'attore rilasciava senza sosta le grida, i gemiti, il sangue della sua frenesia d'amore. Nelle orecchie di Mangiku risuonavano senza sosta le melodie che celebravano i vertici delle passioni, e le sue movenze delicate erano sempre al servizio degli amori che viveva in scena. Dalla sommità della testa alla punta dei piedi non c'era nulla in lui che non fosse amore. [...] Per arricchire la recitazione, qualunque altro attore sarebbe ricorso alle emozioni della vita reale, ma nel caso di Mangiku erano le passioni di Yukihime, di Omiwa e di Hinaginu a riversarsi su di lui quando si innamorava.
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In quel momento Mangiku sembrava una donna intenta a filare nella solitudine della propria stanza. Stava filando il suo amore, e avrebbe continuato a farlo con aria trasognata chissà per quanto tempo ancora. Il ragazzo intuì che la fonte di quell'amore risiedeva nel teatro. Il teatro gli era accanto giorno e notte, era il teatro il luogo in cui l'attore rilasciava senza sosta le grida, i gemiti, il sangue della sua frenesia d'amore. Nelle orecchie di Mangiku risuonavano senza sosta le melodie che celebravano i vertici delle passioni, e le sue movenze delicate erano sempre al servizio degli amori che viveva in scena. Dalla sommità della testa alla punta dei piedi non c'era nulla in lui che non fosse amore. [...] Per arricchire la recitazione, qualunque altro attore sarebbe ricorso alle emozioni della vita reale, ma nel caso di Mangiku erano le passioni di Yukihime, di Omiwa e di Hinaginu a riversarsi su di lui quando si innamorava.
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Per quale motivo ci sentiamo tutti stranamente obbligati a distruggere e mutare ogni cosa, ad affidare la nostra esistenza alle vicissitudini della vita?
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Per quale motivo ci sentiamo tutti stranamente obbligati a distruggere e mutare ogni cosa, ad affidare la nostra esistenza alle vicissitudini della vita?
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Mi sembrava di possedere ogni cosa, e molto probabilmente era vero: non c'è momento migliore per sentirsi padroni di un viaggio di quello in cui ci si occupa dei preparativi. In seguito resta solo un atto che distrugge il senso di dominio, un atto del tutto effimero: quello del viaggio.
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Mi sembrava di possedere ogni cosa, e molto probabilmente era vero: non c'è momento migliore per sentirsi padroni di un viaggio di quello in cui ci si occupa dei preparativi. In seguito resta solo un atto che distrugge il senso di dominio, un atto del tutto effimero: quello del viaggio.
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Nelle stampe dell'era Genroku, i volti degli innamorati mostrano somiglianze sorprendenti. Anche l'ideale universale di bellezza delle statue greche si avvicina all'omologazione dei due sessi. Non si celerà forse in ciò uno dei segreti dell'amore? Nell'amore non scorre forse l'irrealizzabile desiderio di somigliare il più possibile alla persona amata? Non è forse questo desiderio che spinge avanti gli uomini e che li conduce verso la tragica separazione dal loro opposto nella speranza di rendere possibile l'impossibile? Dal momento che non ci è dato essere uguali a chi amiamo, forse lo sforzo di esaltare la diversità è riconducibile al meccanismo mentale che utilizza la separazione come forma di seduzione. Purtroppo la somiglianza non è che una momentanea illusione. Per quanto una ragazza si sforzi di diventare ardita e un ragazzo timido, prima o poi finiranno per attraversare le reciproche esistenze e volare ormai senza scopo in direzioni lontane.
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Nelle stampe dell'era Genroku, i volti degli innamorati mostrano somiglianze sorprendenti. Anche l'ideale universale di bellezza delle statue greche si avvicina all'omologazione dei due sessi. Non si celerà forse in ciò uno dei segreti dell'amore? Nell'amore non scorre forse l'irrealizzabile desiderio di somigliare il più possibile alla persona amata? Non è forse questo desiderio che spinge avanti gli uomini e che li conduce verso la tragica separazione dal loro opposto nella speranza di rendere possibile l'impossibile? Dal momento che non ci è dato essere uguali a chi amiamo, forse lo sforzo di esaltare la diversità è riconducibile al meccanismo mentale che utilizza la separazione come forma di seduzione. Purtroppo la somiglianza non è che una momentanea illusione. Per quanto una ragazza si sforzi di diventare ardita e un ragazzo timido, prima o poi finiranno per attraversare le reciproche esistenze e volare ormai senza scopo in direzioni lontane.