Scrittori e amanti
by Lily King
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Casey è una ragazza di trent’anni che ha fatto un patto con se stessa: non pensare ai soldi e al sesso, almeno al mattino. Appassionata di letteratura e aspirante scrittrice, si è indebitata pesantemente per pagarsi gli studi e ora si ritrova a vivere in una piccola stanza ammuffita e a lavorare come cameriera. Rimane però aggrappata al sogno che quasi tutti i suoi vecchi amici hanno ormai abbandonato e, con ostinata determinazione, ogni mattina scrive. Di recente ha perso la madre, con la quale aveva un rapporto di confidenza profonda e che rappresentava, sebbene vivesse dall’altra parte del paese, la sua unica ancora affettiva. E infine, gli uomini: reduce dall’ennesima relazione fallita in maniera inspiegabile, girovagando per librerie e happening letterari, Casey incontra due scrittori che cambieranno le cose. Da una parte c’è Silas, giovane poeta gentile e sognatore spiantato quanto lei, dall’altra Oscar, maturo padre di famiglia, autore affermato prigioniero del proprio talento...

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ii wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
I sogni son desideri
Tutti cresciamo dentro ai nostri desideri.
Essi spuntano impercettibilmente come dal nulla, a volte. Rimangono silenti e poi improvvisamente ti accorgi di loro e ci devi fare i conti. Oppure esplodono come fuochi d’artificio nel sangue e possono diventare perfino dolorosi.
Alcuni desideri si compiono, altri no. Alcuni scompaiono nel tempo, si rimpiccioliscono come prugne lasciate a seccare al sole e, semplicemente, un giorno, non sono più importanti. Altri ti rimangono dentro, incastonati come un frammento di vetro nelle ossa.

Alcuni desideri non sono desideri, ma solo sogni, immagini, pensieri che hanno a che fare coi desideri ma solo di sfuggita.

Ad esempio, non so, io da adolescente ho desiderato fortissimamente che la famiglia Caulfield fosse la mia famiglia o di vivere in “Franny e Zooey”. Ma ero solo una ragazzetta di un paesino nel milanese e diventare il personaggio di un romanzo non era praticabile in nessun modo.

Questo romanzo non avrebbe dovuto piacermi. Troppi scrittori, troppi amori deludenti, troppe disillusioni e il lieto fine che non mi convince quasi mai nei libri che solitamente mi piacciono.
Ma Casey è un personaggio che, col tempo, si fa voler bene.
Sì porta in giro per il romanzo i desideri come le molliche di pane di hansel e Gretel. Li semina ovunque, a sproposito.
E forse è per quella tenerezza di vedere tanti desideri sprecati che non si può, alla fine, non volerle un po’ di bene.
Alla fine del romanzo mi sono pure commossa a un certo punto. E succede raramente.
Sarà che ho messo la mano in tasca e le mie dita hanno incontrato degli oggetti minuscoli e lisci, come semi.
Vi ho riconosciuto alcuni desideri che non ricordavo di avere.
Ho deciso, poi, di metterli in terra
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I sogni son desideri
Tutti cresciamo dentro ai nostri desideri.
Essi spuntano impercettibilmente come dal nulla, a volte. Rimangono silenti e poi improvvisamente ti accorgi di loro e ci devi fare i conti. Oppure esplodono come fuochi d’artificio nel sangue e possono diventare perfino dolorosi.
Alcuni desideri si compiono, altri no. Alcuni scompaiono nel tempo, si rimpiccioliscono come prugne lasciate a seccare al sole e, semplicemente, un giorno, non sono più importanti. Altri ti rimangono dentro, incastonati come un frammento di vetro nelle ossa.

Alcuni desideri non sono desideri, ma solo sogni, immagini, pensieri che hanno a che fare coi desideri ma solo di sfuggita.

Ad esempio, non so, io da adolescente ho desiderato fortissimamente che la famiglia Caulfield fosse la mia famiglia o di vivere in “Franny e Zooey”. Ma ero solo una ragazzetta di un paesino nel milanese e diventare il personaggio di un romanzo non era praticabile in nessun modo.

Questo romanzo non avrebbe dovuto piacermi. Troppi scrittori, troppi amori deludenti, troppe disillusioni e il lieto fine che non mi convince quasi mai nei libri che solitamente mi piacciono.
Ma Casey è un personaggio che, col tempo, si fa voler bene.
Sì porta in giro per il romanzo i desideri come le molliche di pane di hansel e Gretel. Li semina ovunque, a sproposito.
E forse è per quella tenerezza di vedere tanti desideri sprecati che non si può, alla fine, non volerle un po’ di bene.
Alla fine del romanzo mi sono pure commossa a un certo punto. E succede raramente.
Sarà che ho messo la mano in tasca e le mie dita hanno incontrato degli oggetti minuscoli e lisci, come semi.
Vi ho riconosciuto alcuni desideri che non ricordavo di avere.
Ho deciso, poi, di metterli in terra