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WisconsinWisconsin wrote a review
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In due dei quattro racconti antologizzati, il protagonista è un uomo che si scopre impotente di fronte allo strapotere di donne inarrivabili, perfette di quella perfezione divina in cui la somma bellezza si mescola alla quasi totale assenza di empatia per le sofferenze umane. Di una di esse, Ango scrive che è simile a "un uccello che attraversa il cielo in linea retta, senza fermarsi", con una leggerezza matematica e infinita. La presa di coscienza del divario fra sé e la donna, e della propria inconsistenza, è annichilente. Ecco che alcuni personaggi si scoprono fatti di nulla: di acqua corrente, di petali di fiore.
Nikki's BookshelfNikki's Bookshelf wrote a review
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"In tempi più antichi nessuno avrebbe mai pensato che passare sotto i ciliegi costituisse uno spettacolo meraviglioso; anzi sembrava una cosa terribile. Oggi abbiamo preso l'abitudine di ritrovarci sotto gli alberi, di bere e di litigare, la scena ci pare festosa e allegra. Ma proviamo a escludere dall'ombra dei ciliegi gli esseri umani; allora lo spettacolo diventa terrificante." "Nessuno è riuscito a sciogliere il mistero degli alberi fioriti. Forse, chissaà, si chiama 'solitudine' e l'uomo ormai non aveva più motivo di temerla. Lui stesso era solitudine."
Anna PrejanòAnna Prejanò wrote a review
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Il racconto che dà il titolo a questa raccolta è stato inserito nella bellissima serie anime "Aoi Bungaku" ("Letteratura blu", espressione che indica i classici), nella quale si trovano anche "Il cuore delle cose" di Soseki, "Lo squalificato" di Dazai e la famosa storia del dipinto infernale di Akutagawa. Da amante della letteratura giapponese ho pensato di non farmi mancare questo classico, e ho fatto bene. Anche gli altri racconti del volume sono meritevoli. Quattro storie di incontri fatali e fallimenti. Di un procione con un monaco, di un funzionario gaudente con una fanciulla venuta dalla luna, di un artista con una principessa dal volto sereno di Buddha, incarnazione del Male. E di un brigante con una donna demoniaca che ama giocare con teste mozzate come fossero burattini. I ciliegi in fiore del titolo possono trarre in inganno e deludere chi si aspetta idilliaci bozzetti naturalistici. Basti pensare che proprio nel titolo Sakaguchi si ispira a un poema dove la rigogliosa fioritura dei ciliegi si deve ai cadaveri che ne fecondano le radici.
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bello ma non solo anche evocativo e molto poetico racconti racchiusi in piccole espressioni curate, che danno esattamente la misura dell'eco che intendono produrre nel lettore... lo consiglio!!
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Sarò forse una voce fuori dal coro, ma ho trovato questi raccontini abbastanza scialbi, inutili e spesso senza senso. Salvo solo il terzo, quello che da il titolo alla raccolta, per le sue belle atmosfere cariche di inquietudine e di mistero e per le immagini molto forti, e le ultime pagine dell'ultimo, veramente da brivido. Per il resto mi sono annoiata a morte e solo la brevità estrema del libro mi ha convinto a non abbandonarlo. Forse non era il suo momento e il titolo così bello e suggestivo mi aveva dato dato l'idea di un libro diverso, forse prima o poi lo rileggerò, forse. A chi vuole qualche bella storia sovrannaturale giapponese vi consiglio il molto più valido “Racconti di pioggia e di luna” di Ueda Akinari. Voto: 4/10
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Algide donne mortali
Una raccolta di quattro racconti che hanno per spunto storie fantastiche tradizionali giapponesi e sentimenti moderni ed eterni, misti tra grottesco e terrore. Un Tanuki monaco aerofagico.**** La fanciulla celeste ed il consigliere: la vecchia storia della veste di piume sotto diverse fattezze.*** Il bandito ed una donna tanto bella quanto terribile (mamma mia quelle scene con le teste), sotto una foresta di ciliegi in fiore.***** Lo scultore iroso e la principessa dalla bellezza e crudeltà infantili: apparentemente innocente ed implacabile. **** I racconti, tranne il primo, sono accomunati da donne algide, bellissime, terribili, il cui semplice sorriso provoca ammaliamenti e catastrofi. Esseri umani che hanno poteri apparentemente sovrannaturali, che siano fanciulle lunari o avatar di divinità, il cui aspetto non basta a nasconderne il terribile marciume morale. Su tutto campeggia una certa gradevole ironia, la suspense ed un tocco horror che ritroviamo nell’imperare della solitudine. Leggendo il racconto del titolo ho pensato all’opera Tokyo Babylon delle CLAMP. Al fatto che lo splendore dei ciliegi fosse dovuto al raccogliere la loro energia da cadaveri sepolti nelle loro radici. Probabilmente la forte suggestione di questi famosi racconti colpì anche queste autrici. Consigliato a chi ama il sovrannaturale alla giapponese.
♦ Ladyhawke ♦♦ Ladyhawke ♦ wrote a review
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E' un alone anticonvenzionale e quasi trasgressivo quello che traspare dai racconti di Ango. In linea con una visione di sostanziale sfiducia nei rapporti umani, la sua prosa si carica di profonde risonanze simboliche. Le identità che egli descrive sono personaggi in bilico: presenze contraddittorie e mimetiche, a tratti persino grottesche che si animano sul filo di una surreale molteplicià di sentimenti. Inquietudine e disincanto si fondono in un unicum di grande impatto evocativo.
AlProfumoDiLavandaAlProfumoDiLavanda wrote a review
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la bellezza sta (solo) nel titolo...
Mi sono fatta incantare dalla dolcezza del titolo. peccato che questo libro di dolce non abbia proprio nulla. non vi ho trovato il solito candore della letteratura giapponese. anzi, a tratti è stato piuttosto crudo e violento. mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca.
NarelenNarelen wrote a review
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Una raccolta di racconti pervarsi da un' inquietante ed innocente crudeltà, personificata soprattutto da donne bellissime e raffinate. Ma non solo: si tratta di racconti ambientati in un passato tratteggiato con pochi accenni suggestivi, una dimensione quasi mitica in cui si svolgono, spesso con toni grotteschi, le vicende dei personaggi. Senza una morale precisa, storie che si svolgono soprattutto nell'animo di coloro che le popolano. Il primo racconto 'Kanzan', è la storia di un tanuki che diviene abate di un tempio e che si dedica alla vita ascetica in modo molto rigoroso: la solennità del racconto viene tuttavia meno quando il protagonista è costretto a subire un certo disturbo di flatulenza continua e molesta... Il secondo racconto 'Il gran consigliere Murasaki', parla di un uomo lascivo e un po' fanfarone, colui che da' il titolo alla storia. Egli un giorno si imbatte in un flauto che viene reclamato da una fanciulla proveniente dalla luna, che lo prega di restituirlo in quanto esso appartiene alla sua padrona: l'uomo rifiuterà, seguendo il capriccio di tenere con sè la fanciulla, ma finendo per dover subire l'inesplicabile angoscia che la tristezza della creatura celeste causa nel suo stesso animo, impegnandosi per riuscire a riparare il torto che le ha fatto ma fallendo nell'impresa. Il terzo racconto, 'Sotto la foresta di ciliegi in fiore', ha per tema il terrore che una foresta di ciliegi in piena fioritura è in grado di suscitare nell'animo umano. E' la storia di un bandito che vive tra i monti, e che non riesce a superare la paura di attraversare la foresta di ciliegi che si stende a poca distanza dalla sua casa. Quando egli rapirà una splendida donna durante una delle sue scorrerie e la porterà nella sua casa, giungerà pian piano a comprendere che quello che lo spaventa potrebbe essere la sensazione di infinito, di ripetizione priva di un apparente senso e di solitudine insopportabile di fronte a questo ostile infinito. La perversa crudeltà della donna, che lo costringe a trasferirsi per un periodo in Capitale e ad uccidere per lei, fanatica di teste mozzate cui fa recitare delle scenette raccapriccianti, non fa che rendergli più chiare le sue paure, unendosi alla noia di una vita sempre uguale a se stessa. Nel loro ritorno alle montagne si consumerà la tragedia, pietosamente o indifferentemente sepolta dai fiori di ciliegio. L'ultimo racconto, 'La principessa Yonaga e Mimio', narra di un artigiano che decide di scolpire un Buddha dalle fattezze mostruose per la principessa in questione, una ragazza dal sorriso innocente e dall'animo lercio di crudeltà. Quando si renderà conto che il mondo potrebbe soccombere di fronte alla malvagità della donna, il giovane prenderà una decisione estrema, dopo anni di patimenti e di ossessione. I racconti sono scritti molto bene, e si leggono con piacere. L'atmosfera è quasi di fiaba, anche se ci si trova ogni tanto di fronte a scene grottesche e macabre. Il racconto più suggestivo è quello che da' il titolo alla raccolta: è davvero difficile dimenticare la descrizione inquietante delle sensazioni di paura che una foresta di ciliegi in fiore può suscitare nell'animo umano, aldilà della celebrazione della bellezza di tale spettacolo. E forse è proprio questo scenario l'aspetto che mi è rimasto maggiormente impresso in questa raccolta, dove si sfoga un'immaginazione davvero pittoresca.
TiganaTigana wrote a review
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Il racconto che da il titolo al libro è senz'altro il più bello...