Splendore
by Margaret Mazzantini
(*)(*)(*)(*)( )(1,532)
"Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?" si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due destini. Uno eclettico e inquietto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d'acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per l'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l'amore, un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l'archeologia e la contemporaneità. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

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In ogni caso ormai era finita. Cinque anni fumati, pisciati. Il caldo era l’ultimo oppiaceo, portavamo tutti le maniche corte. Ormai si parlava solo degli esami finali, delle materie che sarebbero uscite, si facevano tesine e gruppi di studio, si simulava di essere già all’Università. Eravamo pronti a salutarci. Di lì a un mese ci saremmo divisi, ognuno guardava già la sua strada. Finito il tempo dei vetrini, dei germogli nell’ovatta bagnata, finito il tempo di laudabamus e “Cantami O diva”, finite le corse in palestra nelle giornate di pioggia, i cazzi sulla lavagna, il puzzo di cuore sotto le tute. Un giorno diremo “siamo stati giovani, tutti”
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In ogni caso ormai era finita. Cinque anni fumati, pisciati. Il caldo era l’ultimo oppiaceo, portavamo tutti le maniche corte. Ormai si parlava solo degli esami finali, delle materie che sarebbero uscite, si facevano tesine e gruppi di studio, si simulava di essere già all’Università. Eravamo pronti a salutarci. Di lì a un mese ci saremmo divisi, ognuno guardava già la sua strada. Finito il tempo dei vetrini, dei germogli nell’ovatta bagnata, finito il tempo di laudabamus e “Cantami O diva”, finite le corse in palestra nelle giornate di pioggia, i cazzi sulla lavagna, il puzzo di cuore sotto le tute. Un giorno diremo “siamo stati giovani, tutti”
oBiond78oBiond78 added a quotation
Chi di noi avrebbe retto alla vita? Il mare che sbatteva sotto la finestra ripeteva all'infinito la malinconia di quella vacanza finita, quando le cose, tutte le cose paiono salutarti e dirti mai più sarai qui così, con queste sculture umane intorno, questo sentimento nel cuore.
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Chi di noi avrebbe retto alla vita? Il mare che sbatteva sotto la finestra ripeteva all'infinito la malinconia di quella vacanza finita, quando le cose, tutte le cose paiono salutarti e dirti mai più sarai qui così, con queste sculture umane intorno, questo sentimento nel cuore.
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Non ti metti il paracadute se hai deciso di schiantarti.
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Non ti metti il paracadute se hai deciso di schiantarti.
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Capii come grazie alla pazienza e al candore di un'altra persona le cose possono cambiare, diventare altre cose.
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Capii come grazie alla pazienza e al candore di un'altra persona le cose possono cambiare, diventare altre cose.
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Tutte le relazioni d'amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante per farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci.
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Tutte le relazioni d'amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante per farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci.
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Sapevo che è sempre così, volti inutili diventano stampe indelebili e le persone che ami misteriosamente hanno il viso bruciato.
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Sapevo che è sempre così, volti inutili diventano stampe indelebili e le persone che ami misteriosamente hanno il viso bruciato.
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Perché da quel giorno niente mi sembra più atroce di un ricordo magnifico.
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Perché da quel giorno niente mi sembra più atroce di un ricordo magnifico.
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Il disprezzo aveva la fila allo sportello.
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Il disprezzo aveva la fila allo sportello.
Pucci58Pucci58 added a quotation
Forse è questo un matrimonio, la vicendevole cura nell'alternarsi delle stagioni.
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Forse è questo un matrimonio, la vicendevole cura nell'alternarsi delle stagioni.
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Tutte le relazioni d'amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante x farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci.
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Tutte le relazioni d'amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante x farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci.