Sull'orlo del baratro
by Alain de Benoist
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Il sistema finanziario internazionale è scosso dalle basi e la crisi dell'euro sta spaventano il mondo intero. Il debito continua ad aumentare, come pure i deficit che hanno raggiunto un valore molto alto. Le contraddittorie stime degli esperti si sommano all'impotenza dei politici. Nessuno ha ricette valide e tutti navigano a vista. Siamo forse giunti alla fine del sistema del denaro? In questa nuova e straordinaria opera, il famoso scrittore e conferenziere Alain de Benoist, ci mostra un quadro preciso e reale dell'attuale situazione economica globale e di cosa fare per uscire da questa crisi. Non è certamente limitandosi a indignarsi che cambieranno le cose. Lo sdegno che non sfocia nell'azione concreta è una comoda maniera di sentirsi a posto con la coscienza. Solo un forte intervento dei ceti popolari può dare allo sdegno nei confronti dell'attuale sistema, o semplicemente al malcontento antibancario, una base sociale concreta in grado di invertire la rotta verso un modello comunitario di economia sostenibile. Prefazione di Massimo Fini.

Dark Matter's Review

Dark MatterDark Matter wrote a review
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Meditate, gente, meditate.
Alain de Benoist è l’unico intellettuale europeo a produrre opinioni realmente nuove e diverse sull'attuale difficile momento storico. Definisce queste sue idee “di destra e di sinistra” e già questo lo mette in contrapposizione con il 99,9% dei “pensatori” attuali. In pratica, il suo pensiero è l’unico che si ponga in netta e irrisolvibile contrapposizione con il sistema liberale capitalistico che oggi permea ed intossica ogni aspetto della nostra vita (economico, sociale e culturale) nel quadro di quello che ormai è diventato un “pensiero unico” al quale si conformano con diverse sfumature tutte le posizioni politiche, che si definiscano “di destra” piuttosto che “di sinistra”.
Questo scritto è del 2011 e porta un attacco frontale al cuore del sistema economico capitalistico globale, criticandone l’essenza e non semplicemente la deriva. Ciò che De Benoist chiama “la Forma-Capitale” è, fin dai tempi della Rivoluzione Francese, l’essenza mercantile ed ideologica della classe borghese, che ha finito per scalzare da ogni posizione sia le vecchie classi aristocratiche che quelle popolari/proletarie. Le crisi economiche e sociali che investono le nostre società non sono passeggere, episodiche, derivanti insomma da malfunzionamenti o errate applicazioni di un sistema che, in sé, sarebbe ottimale: sono implicite, inerenti il funzionamento stesso del sistema che, puntando alla crescita continua e illimitata, porta in sé i germi dell’autodistruzione che può essere solo spostata nel tempo e non evitata.
Gran parte del libro è dedicata alla dimostrazione tecnica, con cifre e statistiche, di questa progressiva deriva verso la catastrofe sociale, illustrandone i punti-chiave come la globalizzazione, la delocalizzazione produttiva, la liberalizzazione dei mercati, la pauperizzazione delle classi medie e la crescita inarrestabile delle differenze economiche tra i più ricchi e i più poveri, sia a livello locale che internazionale. Anche se la materia è un po’ tecnica, la scrittura è facile ed il quadro che ne esce è facilmente comprensibile anche a chi non ha fatto studi di economia. In ogni caso, può bastare anche la lettura della sola “postfazione”, una ventina di pagine che contengono il cuore del pensiero di De Benoist, e che suggerisco a chiunque voglia aprire gli occhi sulla vera situazione economica e sociale che stiamo vivendo.
Chiudo citando pedissequamente alcune righe del libro dedicate al nichilismo che è il vero e proprio cuore pulsante della “Forma-Capitale”: “L’ignominia economica generalizzata, fondata sul monoteismo del mercato e sulla religione dell’illimitato, l’ideale della crescita infinita e il rinchiudersi consumatorio nella società dello spettacolo, la legittimazione dell’inautentico e l’impoverimento dell’immaginario simbolico, l’illusionismo di massa come modalità di organizzazione delle solitudini, e tutto questo, che sfocia nella colonizzazione dell’essere da parte dell’imperialismo dell’avere e del sembrare, è esattamente nichilismo, perdita totale, derelizione assoluta”.
Meditate gente, meditate.
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Meditate, gente, meditate.
Alain de Benoist è l’unico intellettuale europeo a produrre opinioni realmente nuove e diverse sull'attuale difficile momento storico. Definisce queste sue idee “di destra e di sinistra” e già questo lo mette in contrapposizione con il 99,9% dei “pensatori” attuali. In pratica, il suo pensiero è l’unico che si ponga in netta e irrisolvibile contrapposizione con il sistema liberale capitalistico che oggi permea ed intossica ogni aspetto della nostra vita (economico, sociale e culturale) nel quadro di quello che ormai è diventato un “pensiero unico” al quale si conformano con diverse sfumature tutte le posizioni politiche, che si definiscano “di destra” piuttosto che “di sinistra”.
Questo scritto è del 2011 e porta un attacco frontale al cuore del sistema economico capitalistico globale, criticandone l’essenza e non semplicemente la deriva. Ciò che De Benoist chiama “la Forma-Capitale” è, fin dai tempi della Rivoluzione Francese, l’essenza mercantile ed ideologica della classe borghese, che ha finito per scalzare da ogni posizione sia le vecchie classi aristocratiche che quelle popolari/proletarie. Le crisi economiche e sociali che investono le nostre società non sono passeggere, episodiche, derivanti insomma da malfunzionamenti o errate applicazioni di un sistema che, in sé, sarebbe ottimale: sono implicite, inerenti il funzionamento stesso del sistema che, puntando alla crescita continua e illimitata, porta in sé i germi dell’autodistruzione che può essere solo spostata nel tempo e non evitata.
Gran parte del libro è dedicata alla dimostrazione tecnica, con cifre e statistiche, di questa progressiva deriva verso la catastrofe sociale, illustrandone i punti-chiave come la globalizzazione, la delocalizzazione produttiva, la liberalizzazione dei mercati, la pauperizzazione delle classi medie e la crescita inarrestabile delle differenze economiche tra i più ricchi e i più poveri, sia a livello locale che internazionale. Anche se la materia è un po’ tecnica, la scrittura è facile ed il quadro che ne esce è facilmente comprensibile anche a chi non ha fatto studi di economia. In ogni caso, può bastare anche la lettura della sola “postfazione”, una ventina di pagine che contengono il cuore del pensiero di De Benoist, e che suggerisco a chiunque voglia aprire gli occhi sulla vera situazione economica e sociale che stiamo vivendo.
Chiudo citando pedissequamente alcune righe del libro dedicate al nichilismo che è il vero e proprio cuore pulsante della “Forma-Capitale”: “L’ignominia economica generalizzata, fondata sul monoteismo del mercato e sulla religione dell’illimitato, l’ideale della crescita infinita e il rinchiudersi consumatorio nella società dello spettacolo, la legittimazione dell’inautentico e l’impoverimento dell’immaginario simbolico, l’illusionismo di massa come modalità di organizzazione delle solitudini, e tutto questo, che sfocia nella colonizzazione dell’essere da parte dell’imperialismo dell’avere e del sembrare, è esattamente nichilismo, perdita totale, derelizione assoluta”.
Meditate gente, meditate.