The Ghost in love
by Jonathan Carroll
(*)(*)(*)(*)( )(60)
Ben Gould ha appena adottato il suo cane, quando cade sulla neve, batte la testa e muore. Ma succede qualcosa di strano: l'uomo non muore davvero, così, al fantasma che è stato mandato a prendere la sua anima viene imposto di rimanergli accanto per fare chiarezza sull'accaduto. Ma è un fantasma, non una balia, e non è per niente felice della cosa: fino a quando non si innamora perdutamente della fidanzata dell'uomo. Le cose ovviamente si complicano e presto scopriranno che Ben Gould non è morto quando avrebbe dovuto, perché per la prima volta nella loro storia, gli esseri umani hanno ripreso in mano il proprio destino. È un cambiamento meraviglioso, ma è un cambiamento che può costare molto. "The ghost in love" parla di quello che succede quando scopriamo di essere diventati i padroni del nostro destino. Senza più scuse, forze esterne o divinità con cui potersela prendere. Ma parla anche di un amore impossibile, di cani parlanti, di fantasmi che si improvvisano chef e di pic-nic sotto la pioggia fatti con un te stesso a venti diverse età.

Engash-Krul's Review

Engash-KrulEngash-Krul wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Carroll è uno scrittore straordinario. Apprezzato, amato, adorato in mezzo mondo. Negli Stati Uniti le prime edizioni di molti dei suoi libri sono vendute a peso d'oro.
In Italia?
Purtroppo, in Italia a momenti neanche ci accorgiamo della sua esistenza. I diritti dei suoi libri sono passati, fin'ora, attraverso almeno 4 case editrici diverse, senza trovare mai stabilità e continuità. Spesso, inoltre, non son mai stati ristampati o non hanno goduto di nuove edizioni; alcuni titoli, quindi, risultano pressoché introvabili. Le stesse case editrici che si son susseguite fin qui han spesso pescato un po' a caso, pubblicando solo alcuni volumi (mai in ordine cronologico) di certi cicli e lasciando diversi buchi qui e là nella sua bibliografia (emblematico il caso del "Sestetto delle Preghiere Esaudite", di cui son stati editati in italiano, nell'ordine: il terzo, il sesto, il primo e infine il quinto, dimenticando per strada il secondo e il quarto).
Insomma, non solo i lettori italiani non sembrano tenerlo in grande considerazione, ma neanche le case editrici l'hanno certo trattato con i guanti bianchi.
Ultimi, in ordine di tempo, ad accostarsi a Carroll, son quelli de La Corte Editore. Il primo nato sotto l'egida di questa casa editrice è proprio questo "The Ghost in Love", attualmente l'ultimo romanzo di Carroll (anche se risalente, ormai, al 2008 e da noi giunto a 5 anni di distanza).
Come spesso accade nei libri dello scrittore trapiantato a Vienna, i titoli son parzialmente fuorvianti. Protagonista di questo romanzo non è un fantasma innamorato, per quanto sia uno dei personaggi principali, né si tratta di una storia d'amore. E', invece, la storia di Ben Gould e di come sia morto, ma non sia morto. No, non avete letto male, effettivamente Ben avrebbe dovuto morire, in un certo modo e in un certo momento, almeno stando alla burocrazia ultraterrena che gestisce tutto quanto. Eppure non è morto... e questo è l'inizio di tutto.
Non proseguo troppo nel riassumere la storia perché, come tutte le trame di Carroll, è piena di colpi di scena e merita di essere scoperta da soli.
Mi soffermo, invece, sui contenuti del libro. Quello che appare come un "normale" romanzo fantastico, che potremmo quasi inquadrare nell'ambito del fantasy metropolitano, in realtà è molto di più. Proprio in questo sta la bravura di Carroll: nel riuscire a creare sempre intrecci, vicende, situazioni, capaci di calamitare l'attenzione del lettore, quasi fosse un avvincente blockbuster, ma con una profondità non comune.
Tutto il libro, infatti, ruota attorno a un concetto principale, quello del sé. L'accettazione di sé stessi, il fatto di cambiare quando si cresce, cosa si diventa e cosa ci si lascia alle spalle. Il modo in cui Carroll riesce a farci riflettere su questi punti è estremamente originale e, nonostante in diversi momenti del libro torni su temi apparentemente già affrontati e sviscerati, lo fa in maniera sempre nuova, andando ad aggiungere nuovi tasselli a un affresco sempre più grande e complesso.
Una volta terminata la lettura, volenti o nolenti, ci si ritrova arricchiti e accresciuti. Una lettura consigliata, perché speciale (come spesso sono i libri di Carroll) e perché non può lasciare indifferenti. Romanzi come questo non sono tanti, per questo è un delitto lasciarseli sfuggire. Inoltre, nonostante sia profondo e complesso, si legge tutto d'un fiato, come una avventura che ti lascia senza fiato e ti costringe a girare una pagina dopo l'altra di corsa.
Quindi, che si può volere di più?
Engash-KrulEngash-Krul wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Carroll è uno scrittore straordinario. Apprezzato, amato, adorato in mezzo mondo. Negli Stati Uniti le prime edizioni di molti dei suoi libri sono vendute a peso d'oro.
In Italia?
Purtroppo, in Italia a momenti neanche ci accorgiamo della sua esistenza. I diritti dei suoi libri sono passati, fin'ora, attraverso almeno 4 case editrici diverse, senza trovare mai stabilità e continuità. Spesso, inoltre, non son mai stati ristampati o non hanno goduto di nuove edizioni; alcuni titoli, quindi, risultano pressoché introvabili. Le stesse case editrici che si son susseguite fin qui han spesso pescato un po' a caso, pubblicando solo alcuni volumi (mai in ordine cronologico) di certi cicli e lasciando diversi buchi qui e là nella sua bibliografia (emblematico il caso del "Sestetto delle Preghiere Esaudite", di cui son stati editati in italiano, nell'ordine: il terzo, il sesto, il primo e infine il quinto, dimenticando per strada il secondo e il quarto).
Insomma, non solo i lettori italiani non sembrano tenerlo in grande considerazione, ma neanche le case editrici l'hanno certo trattato con i guanti bianchi.
Ultimi, in ordine di tempo, ad accostarsi a Carroll, son quelli de La Corte Editore. Il primo nato sotto l'egida di questa casa editrice è proprio questo "The Ghost in Love", attualmente l'ultimo romanzo di Carroll (anche se risalente, ormai, al 2008 e da noi giunto a 5 anni di distanza).
Come spesso accade nei libri dello scrittore trapiantato a Vienna, i titoli son parzialmente fuorvianti. Protagonista di questo romanzo non è un fantasma innamorato, per quanto sia uno dei personaggi principali, né si tratta di una storia d'amore. E', invece, la storia di Ben Gould e di come sia morto, ma non sia morto. No, non avete letto male, effettivamente Ben avrebbe dovuto morire, in un certo modo e in un certo momento, almeno stando alla burocrazia ultraterrena che gestisce tutto quanto. Eppure non è morto... e questo è l'inizio di tutto.
Non proseguo troppo nel riassumere la storia perché, come tutte le trame di Carroll, è piena di colpi di scena e merita di essere scoperta da soli.
Mi soffermo, invece, sui contenuti del libro. Quello che appare come un "normale" romanzo fantastico, che potremmo quasi inquadrare nell'ambito del fantasy metropolitano, in realtà è molto di più. Proprio in questo sta la bravura di Carroll: nel riuscire a creare sempre intrecci, vicende, situazioni, capaci di calamitare l'attenzione del lettore, quasi fosse un avvincente blockbuster, ma con una profondità non comune.
Tutto il libro, infatti, ruota attorno a un concetto principale, quello del sé. L'accettazione di sé stessi, il fatto di cambiare quando si cresce, cosa si diventa e cosa ci si lascia alle spalle. Il modo in cui Carroll riesce a farci riflettere su questi punti è estremamente originale e, nonostante in diversi momenti del libro torni su temi apparentemente già affrontati e sviscerati, lo fa in maniera sempre nuova, andando ad aggiungere nuovi tasselli a un affresco sempre più grande e complesso.
Una volta terminata la lettura, volenti o nolenti, ci si ritrova arricchiti e accresciuti. Una lettura consigliata, perché speciale (come spesso sono i libri di Carroll) e perché non può lasciare indifferenti. Romanzi come questo non sono tanti, per questo è un delitto lasciarseli sfuggire. Inoltre, nonostante sia profondo e complesso, si legge tutto d'un fiato, come una avventura che ti lascia senza fiato e ti costringe a girare una pagina dopo l'altra di corsa.
Quindi, che si può volere di più?