The Ghost in love
by Jonathan Carroll
(*)(*)(*)(*)( )(60)
Ben Gould ha appena adottato il suo cane, quando cade sulla neve, batte la testa e muore. Ma succede qualcosa di strano: l'uomo non muore davvero, così, al fantasma che è stato mandato a prendere la sua anima viene imposto di rimanergli accanto per fare chiarezza sull'accaduto. Ma è un fantasma, non una balia, e non è per niente felice della cosa: fino a quando non si innamora perdutamente della fidanzata dell'uomo. Le cose ovviamente si complicano e presto scopriranno che Ben Gould non è morto quando avrebbe dovuto, perché per la prima volta nella loro storia, gli esseri umani hanno ripreso in mano il proprio destino. È un cambiamento meraviglioso, ma è un cambiamento che può costare molto. "The ghost in love" parla di quello che succede quando scopriamo di essere diventati i padroni del nostro destino. Senza più scuse, forze esterne o divinità con cui potersela prendere. Ma parla anche di un amore impossibile, di cani parlanti, di fantasmi che si improvvisano chef e di pic-nic sotto la pioggia fatti con un te stesso a venti diverse età.

Thais's Review

ThaisThais wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Mettiamo le mani avanti: io non leggo fantasy, genere che non conosco e di cui non posso elencare i sottogeneri. Può darsi che uno di questi si adatti a Carroll. Ma questo libro, nonostante la trama, mi è stato presentato come "non fantasy" da una persona di cui mi fido e che ama molto Carroll, mentre io non lo conoscevo affatto, quindi ho deciso di provare.
Ed è proprio vero, non è un fantasy. A tratti mi ha ricordato vagamente un incrocio fra "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" e le pagine più deliranti di Christopher Moore, quelle in cui gli animali iniziano a parlare, spuntano mostri da ogni dove e tutto sembra possibile.
Perché in questo non-fantasy succedono cose decisamente strane: chi era destinato a morire non muore e convive con il proprio fantasma, che fra parentesi ama cucinare proprio come il suo corrispettivo umano, i cani parlano, si può fare una chiacchierata con le incarnazioni di diverse parti di sé, l'Angelo della Morte viene accoltellato mentre mangia una pizza, strani animali bianchi, i verz, proteggono chi si trova in pericolo e li evoca, e così via.
Ma non è solo questo. È soprattutto un romanzo sulla scoperta di sé, sui sentimenti, sui rapporti tra le persone, sull'amore, sulla consapevolezza, sulle scelte, sul passato, sulla felicità, il tutto in salsa onirica e surreale.
Certo, richiede una sospensione dell'incredulità notevole, ma si divora che è un piacere, nell'ansia di scoprire cosa succederà a Ben, a German, al fantasma, al vecchio cane Pilot, e chi diavolo sia quel barbone che li sta cercando.
Leggerò sicuramente qualche altro libro di Carroll, perché mi sembra un buon conoscitore dell'animo umano, in grado di distillare nella scrittura riflessioni preziose mascherate sotto il pretesto di una serie di eventi surreali.

Peccato solo per la traduzione non eccelsa e per i molti, troppi refusi che disturbano la lettura.
ThaisThais wrote a review
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Mettiamo le mani avanti: io non leggo fantasy, genere che non conosco e di cui non posso elencare i sottogeneri. Può darsi che uno di questi si adatti a Carroll. Ma questo libro, nonostante la trama, mi è stato presentato come "non fantasy" da una persona di cui mi fido e che ama molto Carroll, mentre io non lo conoscevo affatto, quindi ho deciso di provare.
Ed è proprio vero, non è un fantasy. A tratti mi ha ricordato vagamente un incrocio fra "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" e le pagine più deliranti di Christopher Moore, quelle in cui gli animali iniziano a parlare, spuntano mostri da ogni dove e tutto sembra possibile.
Perché in questo non-fantasy succedono cose decisamente strane: chi era destinato a morire non muore e convive con il proprio fantasma, che fra parentesi ama cucinare proprio come il suo corrispettivo umano, i cani parlano, si può fare una chiacchierata con le incarnazioni di diverse parti di sé, l'Angelo della Morte viene accoltellato mentre mangia una pizza, strani animali bianchi, i verz, proteggono chi si trova in pericolo e li evoca, e così via.
Ma non è solo questo. È soprattutto un romanzo sulla scoperta di sé, sui sentimenti, sui rapporti tra le persone, sull'amore, sulla consapevolezza, sulle scelte, sul passato, sulla felicità, il tutto in salsa onirica e surreale.
Certo, richiede una sospensione dell'incredulità notevole, ma si divora che è un piacere, nell'ansia di scoprire cosa succederà a Ben, a German, al fantasma, al vecchio cane Pilot, e chi diavolo sia quel barbone che li sta cercando.
Leggerò sicuramente qualche altro libro di Carroll, perché mi sembra un buon conoscitore dell'animo umano, in grado di distillare nella scrittura riflessioni preziose mascherate sotto il pretesto di una serie di eventi surreali.

Peccato solo per la traduzione non eccelsa e per i molti, troppi refusi che disturbano la lettura.