The Ghost in love
by Jonathan Carroll
(*)(*)(*)(*)( )(60)
Ben Gould ha appena adottato il suo cane, quando cade sulla neve, batte la testa e muore. Ma succede qualcosa di strano: l'uomo non muore davvero, così, al fantasma che è stato mandato a prendere la sua anima viene imposto di rimanergli accanto per fare chiarezza sull'accaduto. Ma è un fantasma, non una balia, e non è per niente felice della cosa: fino a quando non si innamora perdutamente della fidanzata dell'uomo. Le cose ovviamente si complicano e presto scopriranno che Ben Gould non è morto quando avrebbe dovuto, perché per la prima volta nella loro storia, gli esseri umani hanno ripreso in mano il proprio destino. È un cambiamento meraviglioso, ma è un cambiamento che può costare molto. "The ghost in love" parla di quello che succede quando scopriamo di essere diventati i padroni del nostro destino. Senza più scuse, forze esterne o divinità con cui potersela prendere. Ma parla anche di un amore impossibile, di cani parlanti, di fantasmi che si improvvisano chef e di pic-nic sotto la pioggia fatti con un te stesso a venti diverse età.

scarlet's Review

scarletscarlet wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Uno dei miei scrittori preferiti
Non riesco ancora a capire per quale motivo sia così poco conosciuto in Italia, nelle librerie della mia città è praticamente introvabile qualunque suo libro e lo trovo un vero peccato.
Sebbene non lo trovi uno dei suoi libri migliori ho comunque apprezzato l'originalità (sempre presente) dei temi trattati. Carroll riesce sempre a tirare fuori questioni a cui non avrei mai pensato prima, voglio dire "e se l'umanità decidesse di prendere le redini del proprio destino e decidesse di non morire?". E se nel farlo ti ritrovassi ad affrontare tutti i te stesso del passato e tutti i sentimenti che portano con sé?
Leggendolo mi è venuta in mente, non so per quale collegamento, una frase di Anatole France: "Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciamo dietro è una parte di noi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un'altra."
scarletscarlet wrote a review
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Uno dei miei scrittori preferiti
Non riesco ancora a capire per quale motivo sia così poco conosciuto in Italia, nelle librerie della mia città è praticamente introvabile qualunque suo libro e lo trovo un vero peccato.
Sebbene non lo trovi uno dei suoi libri migliori ho comunque apprezzato l'originalità (sempre presente) dei temi trattati. Carroll riesce sempre a tirare fuori questioni a cui non avrei mai pensato prima, voglio dire "e se l'umanità decidesse di prendere le redini del proprio destino e decidesse di non morire?". E se nel farlo ti ritrovassi ad affrontare tutti i te stesso del passato e tutti i sentimenti che portano con sé?
Leggendolo mi è venuta in mente, non so per quale collegamento, una frase di Anatole France: "Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciamo dietro è una parte di noi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un'altra."