Tramonto Falck
by Fabio Musati
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Fin dalla prima volta in cui si mette piede al Villaggio Falck, si ha la sensazione di varcare una porta del tempo. Anche senza saperne niente, è palese che in quel posto tutto è come cinquant'anni fa, eppure tutto è diverso. Come se il tempo avesse dimenticato di scorrere in quel quartiere di casette incuneato tra il Concordia, l'Unione e il Vulcano. In tutta Italia, a Milano e anche a Sesto c'era stata la ricostruzione del primo dopoguerra, il boom economico degli anni '60, le battaglie di classe dei primi anni '70, gli anni bui del terrorismo, il vuoto culturale degli '80 terminato con la crisi di Mani pulite, la fine di tutti i comunismi, l'avvento del Berlusconismo. Entrando al Villaggio Falck si capisce subito che tutto questo è passato lì accanto, come se fosse sfrecciato veloce su viale Italia senza lasciare segni visibili del suo passaggio in via Canducci, via Migliorini, via De Candia, viale Vobarno e Piazza Galli. Più di un milione di metri quadrati coperti da acciaierie, laminatoi, depositi, pozzi, torri, carri gru e ciminiere lo separavano dal resto del paese e lo avevano reso un'isoletta che si affacciava sugli scarichi industriali del Lambro.

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Una musica in fumo
di Silvia Maccarini Tramonto Falck Fabio Musati Laruffa Editore, 2010 € 12,00 Non solo parole ma immagini disegnate tra le pagine per raccontare e ricordare. I disegni racchiudono in sé sia un unico esplicito significato, sia mille perché. Emozionante è l’immagine di una fabbrica dentro una palla di vetro il cui fuoco ardente delle ciminiere può placarsi solo capovolgendola e facendo cadere dei fiocchi di neve ormai anneriti dai fumi, montata su di una base nera con apposto il nome della città, Sesto. Essa è seppur artistica, un pessimo souvenir giacché mai alcun operaio avrebbe voluto riceverla come ricordo. Ma cosa si evince dal ...Continua a leggere su Pub-lettori alla spina pubzine.eu/2011/06/29/una-musica-in-fumo