Trilogia della città di K.
by Agota Kristof
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Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.

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FrancescavitaFrancescavita wrote a review
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Superbo
Meraviglioso. Scrittura interessantissima e incalzate, ti tiene incollato dall’inizio alla fine. La prima trilogia in particolare è scorrevolissima (seppur ‘pesante’ e drammatica ma a tratti ironica). Ti senti completamente parte del racconto, del luogo e di tutte le vicende che accadono ai gemelli, e poi a Lucas. Finale sorprendente.
LaurettaLauretta wrote a review
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Così si scrivono i capolavori
Geniale! Assolutamente e totalmente geniale!! Avevo questo libro nella lista dei desideri da anni e finalmente l'isolamento da Covid mi ha permesso di dedicarci il tempo e le energie che meritavano. E' stata un'epifania! L'ho trovato un assoluto capolavoro. Ogni capitolo della trilogia è geniale, mi ha letteralmente ipnotizzato. Sono arrivata in fondo, sentendomi affascinata, ingannata e ancora affascinata. Magistrale, non mi entusiasmavo così tanto da parecchi libri fa (Dostoevskij sempre escluso).
Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
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La miseria senza speranza
E' vero che questo libro parla di guerra. E' vero che parla della miseria che ne deriva: miseria economica ,morale, fisica, psicologica e sentimentale. Ma per me quello di cui parla è soprattutto la miseria che la tragedia familiare e l'infanzia distrutta portano con se, perchè questa è una miseria senza speranza, che scava nell'essere umano strade la cui direzione è imprevedibile. Questo è un libro molto duro, nel contenuto e nella forma: descrive solo l'indispensabile e con il minimo di parole e concetti indispensabili, ma non gli manca niente, è esattamente come dovrebbe essere: un grido di dolore.
UnpopularOpinionUnpopularOpinion wrote a review
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Piacevolmente sorpresa
Il linguaggio è drasticamente essenziale e tagliente, perfettamente adatto al tipo di storia che racconta. La guerra, la morte, la povertà, la solitudine, il dolore, i legami spezzati, sono lo sfondo tetro, costantemente presente ed opprimente, di un intrecciarsi di storie nelle quali il confine tra verità e menzogna è labile, talvolta impercettibile. Personaggi e lettore sono insieme vittime del vortice dell’incertezza.
Lilium 🌺Lilium 🌺 wrote a review
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Non potevo lasciarti fra i libri ancora da leggere, era arrivato il tuo tempo ma...
 Eccomi qui in attesa di un verdetto, la giuria mi scruta, mi osserva attentamente spiando ogni mio atteggiamento, ogni espressione, anche una piccola mossa che possa dar loro motivo di... … di un cambiamento d'opinione, una diversa riflessione ma non posso dire loro che non ho faticato ad arrivare al traguardo, una salita inizialmente piacevole che pian piano è diventata disagevole. Tre romanzi compongono l'intera opera, “Il grande quaderno” il primo racconto narra la vita di due gemelli, Klaus e Lucas, due bambini ingegnosi e inseparabili in grado di affrontare ogni avversità, sempre complici fino alla fine del romanzo, fino alla loro separazione. Portati dalla madre a vivere nella città di K, dalla nonna materna, una donna avida, insensibile e incapace di semplici gesti affettuosi, i due birbantelli riusciranno con il passare del tempo a farsi amare. Inizialmente si rifiutano di collaborare aiutando la nonna nelle varie mansioni fino a digiunare ma i morsi della fame sempre più insopportabili, li portano nel bosco a tagliare la legna, a prendersi cura degli animali e dell'orto ad imparare a pescare. Si esercitano a combattere il freddo, le umiliazioni fisiche e verbali, annotando con scrupolo ogni singola azione, ogni dettaglio nel “Grande quaderno”. Il secondo racconto ,“La prova”, inizia con Lucas il gemello rimasto nella città di K, disorientato e afflitto per la mancanza di klaus, considerato matto per i suoi comportamenti fino a far credere che il gemello è pura invenzione, non sia mai esistito. L'incontro con Yasmine e il figlio menomato, Mathias, lo risvegliano dal torpore, dalla pigrizia fisica e mentale, dai frutti lasciati a marcire, dagli animali dimenticati senza cibo e senza acqua. Inizia per lui una nuova fase, accudire la donna e il suo bimbo che crescerà come un figlio... Il terzo capitolo, “La terza menzogna” narra dell'arrivo di Lucas o Claus nella città di K, il ritorno della madre morta nel primo romanzo, scene confuse che mi hanno disorientata, a volte rileggevo per cercare di capire ma sinceramente mi sono persa... La salita inizialmente piacevole è diventata sempre più impegnativa, mi sono smarrita, volevo arrendermi ma ho voluto proseguire per quell'unico sentiero che è la mia testardaggine, il rifiuto di abbandonare una gara a pochi metri dal traguardo. Alla giuria posso dire che la storia del primo romanzo mi è piaciuta anche se avrei preferito una scrittura meno asciutta e meno scarna, ma che ho apprezzato meno il secondo racconto fino a non capire l'ultimo, troppo confuso quasi non appartenesse allo stesso libro, una storia da leggere escludendo i primi due capitoli perché questo è scollegato. Pronta ad un verdetto, ergastolo o pena di morte , a voi la scelta. Dopo aver apprezzato moltissimo “Ieri” leggerò altro di Agota Kristof con la speranza di trascorrere altro tempo piacevole, di farmi catturare da una storia che ha un inizio ed una fine...
MaggiolinoMaggiolino wrote a review
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La trilogia della separazione
Essere costretti a lasciare la propria terra perchè inospitale. Essere costretti a diventare crudeli perchè così sopravvivere. "Non conosco il significato della parola amore". " Non penso mai, perchè mi fa paura". Nessun essere umano può vivere queste condizioni. E' questo che io ho letto nel dualismo proposto dalla Kristof
Graziano Graziano wrote a review
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Tre romanzi scritti da Agota Kristof tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, raccolti in un unico volume. È un racconto di guerra, di orrore e di miseria, ma anche d'amore, di resilienza e di disillusione.  La prosa della scrittrice ungherese, scarna ed essenziale, sembra contrastare con la violenza delle immagini evocate dalla narrazione, talvolta forti al punto da avere l'effetto di un pugno diretto allo stomaco. È una lettura intensa, priva di pause o rallentamenti.   Il primo romanzo (Il grande quaderno), composto da periodi e capitoli brevissimi, è esplicitamente feroce. Nei successivi (La prova e La terza menzogna) la scrittura diviene più ariosa e la trama si infittisce tanto da provocare un senso di confusione nel lettore, ma la trilogia è emotivamente coinvolgente senza soluzione di continuità.  Ho letto "Trilogia della città di K." dopo aver ascoltato pareri contrastanti, personalmente ho divorato le trecento pagine e non esiterei a definirle un capolavoro.
PacePace wrote a review
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PacePace wrote a review
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Letto già da qualche anno ma è stato una delusione.
PacePace wrote a review
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Letto già da qualche anno ma è stato una delusione.