Giglineri's Review

GiglineriGiglineri wrote a review
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Geniale romanzo di Toole, talento cristallino che ci ha lasciati troppo presto (questo libro è un Pulitzer postumo). Sullo sfondo di una New Orleans mai così affascinante, che ti viene voglia di andare su expedia e fissare il primo volo di sola andata, si muove una galleria di personaggi incredibili (tra i tanti, il nero tabagista, il poliziotto italoamericano coi suoi improbabili travestimenti, le donne del night club) che accompagnano ognuno a suo modo la vita sgangherata di Ignatius, colto e obeso attaccabrighe, principalmente impegnato a non fare un accidente, parassitare sua madre e creare casini di vario genere. Non ho mai letto una commedia di quasi 600 pagine (non una accessoria) di questo livello, divertente, intelligente, complessa... La critica al sogno americano (l'obesità, il razzismo, la violenza metropolitana) è di un'attualità pazzesca e non scade mai nel già sentito. La compagnia di personaggi è indimenticabile e (non ho prove ma azzarderei) sembra non aver lasciato indifferenti i Cohen del Grande Lebowski. Nella mia personalissima top five.
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Geniale romanzo di Toole, talento cristallino che ci ha lasciati troppo presto (questo libro è un Pulitzer postumo). Sullo sfondo di una New Orleans mai così affascinante, che ti viene voglia di andare su expedia e fissare il primo volo di sola andata, si muove una galleria di personaggi incredibili (tra i tanti, il nero tabagista, il poliziotto italoamericano coi suoi improbabili travestimenti, le donne del night club) che accompagnano ognuno a suo modo la vita sgangherata di Ignatius, colto e obeso attaccabrighe, principalmente impegnato a non fare un accidente, parassitare sua madre e creare casini di vario genere. Non ho mai letto una commedia di quasi 600 pagine (non una accessoria) di questo livello, divertente, intelligente, complessa... La critica al sogno americano (l'obesità, il razzismo, la violenza metropolitana) è di un'attualità pazzesca e non scade mai nel già sentito. La compagnia di personaggi è indimenticabile e (non ho prove ma azzarderei) sembra non aver lasciato indifferenti i Cohen del Grande Lebowski. Nella mia personalissima top five.