Zia Mame
by Patrick Dennis
(*)(*)(*)(*)( )(7,122)
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

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Valentina ViolaValentina Viola added a quotation
“Quindi mi abbracciò, mi bació, e capii che ero salvo”.
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“Quindi mi abbracciò, mi bació, e capii che ero salvo”.
IsaironIsairon added a quotation
Però vedi tesoro, in questa città non conta cosa sai fare, ma a chi puoi arrivare, e grazie al cielo io posso arrivare a un sacco di gente.
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Però vedi tesoro, in questa città non conta cosa sai fare, ma a chi puoi arrivare, e grazie al cielo io posso arrivare a un sacco di gente.
Mstislava AlojzyMstislava Alojzy added a quotation
Agnes si tolse gli occhiali e li sbatté sul tavolo con una tale violenza che, involontariamente, controllai se fossero ancora interi. «Senti a me,» disse «se tu ti trovassi chiuso in una stanza con Brian, avresti tutta questa fretta di uscire?». Mi morsi la lingua per non risponderle «Be’, francamente sì». Agnes sbuffò e tolse l’ombrellino arancione dal bicchiere. Quindi mi rivolse una lunga occhiata assassina. Altro che incolori, i suoi occhi erano due lampi grigi, profondi e magnifici. E anche enormi. Qualche ciocca di capelli era andata fuori posto,
Mstislava AlojzyMstislava Alojzy added a quotation
Agnes si tolse gli occhiali e li sbatté sul tavolo con una tale violenza che, involontariamente, controllai se fossero ancora interi. «Senti a me,» disse «se tu ti trovassi chiuso in una stanza con Brian, avresti tutta questa fretta di uscire?». Mi morsi la lingua per non risponderle «Be’, francamente sì». Agnes sbuffò e tolse l’ombrellino arancione dal bicchiere. Quindi mi rivolse una lunga occhiata assassina. Altro che incolori, i suoi occhi erano due lampi grigi, profondi e magnifici. E anche enormi. Qualche ciocca di capelli era andata fuori posto,
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Già che c’era, la sua amica Phyllis avrebbe potuto spiegarle che gli alcolici sono un fatto di tenuta, non di scatto, ma pazienza. «Gesù, mi sento così allegra, così felice, così giovane che potrei addirittura ballare». E qui ritenne fosse il momento di un altro «Maddài!». «Agnes, non credo che all’Algonquin ci sia l’orchestra» mi affrettai a puntualizzare. «Devo andare dove neanche lo zar entra a cavallo» strillò, per poi chinarsi su di me e mordicchiarmi un lobo: «Da bravo, cocchino, offrimene un altro». La trasformazione di Agnes Jekyll in Agnes Hyde era talmente sbalorditiva che feci esattamente quel che mi veniva chiesto, cioè suonai il campanello e ordinai un terzo Pink Whiskers. Il cameriere mi squadrò con aria truce: «Giusto perché è il nipote di sua zia, altrimenti questa signora con me avrebbe chiuso. Non c’è niente di peggio delle maestrine».
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Già che c’era, la sua amica Phyllis avrebbe potuto spiegarle che gli alcolici sono un fatto di tenuta, non di scatto, ma pazienza. «Gesù, mi sento così allegra, così felice, così giovane che potrei addirittura ballare». E qui ritenne fosse il momento di un altro «Maddài!». «Agnes, non credo che all’Algonquin ci sia l’orchestra» mi affrettai a puntualizzare. «Devo andare dove neanche lo zar entra a cavallo» strillò, per poi chinarsi su di me e mordicchiarmi un lobo: «Da bravo, cocchino, offrimene un altro». La trasformazione di Agnes Jekyll in Agnes Hyde era talmente sbalorditiva che feci esattamente quel che mi veniva chiesto, cioè suonai il campanello e ordinai un terzo Pink Whiskers. Il cameriere mi squadrò con aria truce: «Giusto perché è il nipote di sua zia, altrimenti questa signora con me avrebbe chiuso. Non c’è niente di peggio delle maestrine».
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A quel punto, facendo sobbalzare il cameriere, ordinò una cosa che si chiamava Pink Whiskers. L’intruglio aveva un aspetto mefitico, almeno per me, ma Agnes lo tracannò con gusto - senza togliersi i guanti, e mantenendo il mignolo ostentatamente arcuato. Arrivata all’ ultima goccia, affermò di sentirsi molto meglio: e, dopo un ruttino, disse non so quale scemenza sul palcoscenico e la bella vita. La mia mente si stava perdendo in una lontana regione astrale, ma fu bruscamente riportata sulla terra quando Agnes sbatté sul tavolo il bicchiere vuoto e strepitò: «Biondo, ‘sta roba mi brucia viva. Ne voglio subito un altro!». Quindi, per qualche misteriosa ragione, aggiunse: «Maddài!».
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A quel punto, facendo sobbalzare il cameriere, ordinò una cosa che si chiamava Pink Whiskers. L’intruglio aveva un aspetto mefitico, almeno per me, ma Agnes lo tracannò con gusto - senza togliersi i guanti, e mantenendo il mignolo ostentatamente arcuato. Arrivata all’ ultima goccia, affermò di sentirsi molto meglio: e, dopo un ruttino, disse non so quale scemenza sul palcoscenico e la bella vita. La mia mente si stava perdendo in una lontana regione astrale, ma fu bruscamente riportata sulla terra quando Agnes sbatté sul tavolo il bicchiere vuoto e strepitò: «Biondo, ‘sta roba mi brucia viva. Ne voglio subito un altro!». Quindi, per qualche misteriosa ragione, aggiunse: «Maddài!».
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Agnes, con quella pelle flaccida, quei capelli morti color topo, quegli occhialini, quel vestito all’uncinetto informe e del blu sbagliato, quella volgare proprietà di linguaggio, era la tipica dattilografa innamorata di un uomo che aveva dieci anni più di lei.
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Agnes, con quella pelle flaccida, quei capelli morti color topo, quegli occhialini, quel vestito all’uncinetto informe e del blu sbagliato, quella volgare proprietà di linguaggio, era la tipica dattilografa innamorata di un uomo che aveva dieci anni più di lei.
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Ma ormai hai quasi trent'anni, e per citare un brillante editor di mezza età che so io, è tempo che tu esca dal tuo carapace e affronti il mare aperto della vita adulta...
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Al mattino Claude, caschi il mondo, si fa le sue diciotto buche. Oh, io gliel'ho detto un milione di volte che dovrebbe andare in chiesa, ma lui sai cosa mi risponde? "Con Dio ci parlo già abbastanza fra un colpo e l'altro". Non è orribile?
[...] i giochi che si svolgono in silenzio sono quelli più pericolosi.
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Del resto si sa su cosa si fondano le amicizie di gioventù, sul disinteresse.
Del resto si sa su cosa si fondano le amicizie di gioventù, sul disinteresse.