scatola's Reviews211

scatolascatola wrote a review
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poteva essere il libro morboso per antonomasia. invece il binimio non regge bene, fondamentalmente perché signorini mette troppo gossip, trasormandolo in un numero speciale di "CHI" ma senza le foto e facendo sentire poco la mano del criminologo. poi non ho capito la scelta di raccontare storie come quella dei figli di marlon brando o di jackson, ma credo fosse un abile mossa per far lievitare il prezzo (ed evitare che il resto del libro fosse scritto in corpo 18), ma questa è un'altra storia
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a pietro rosini si deve volere bene, e accettare tutto quel migliaio di paranoie a pagina che ci sono dentro. perché è così che ragiona un cattolico. e io ringrazierò sempre francesco pacifico per averlo messo in parole così bene.
Storia della mia purezza
by Francesco Pacifico
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confesso che ho molto peccato
i casi letterari li compro sempre quando escono in economica. l'uscita in economica di giordano era parallella all'uscita del film tratto dal libro stesso, per cui, mi ero detta, se mi fosse piaciuto il libro sarei andata a vedere il film. il libro l'ho letto in una giornata ed è stato fastidioso. un senso di oppressione dalla prima all'ultima pagina-che può essere anche funzionale perché il crescendo può presupporre, chessò, una svolta serial killer nella vita di uno dei due personaggi. e invece no. i primi capitoli, quelli di loro bambini filano anche bene. ma mi aspettavo una risoluzione, mentre è solo la descrizione, fatta pure maluccio, non se ne abbia l'autore, di due vite di due esseri inutili e anaffettivi. poi ci sarebbe da parlare a lungo del finale, ma poi si entra nel merito degli spoiler...
La solitudine dei numeri primi
by Paolo Giordano
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scatolascatola wrote a review
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la curiosità di leggerlo era tanta. devo dire che mi aspettavo un altro genere di libro. ci sono cose che mi sono piaciute molto e che sono scritte bene, come una descrizione molto sentita della vita in versiglia ai tempi dell'eroina. c'è la mitopoiesi di un delitto inesistente che io ho goduto molto, essendo appassionata di cronaca nera e becera. e c'è il momento di visita della madre che è davvero bellissimo. però ci sono un po' di falle nel plot. non succede molto, non si svela molto della presunta cattiveria dell'io narrante (che o ha un concetto tutto suo della cattiveria, molto all'acqua di rose, o si trattiene per tutta la durata del libro, e allora perché?). ho trovato la lettura un po' ostica per le prime 50 pagine, non riuscendomene a spiegare la ragione. poi decolla.
Sono io che me ne vado
by Violetta Bellocchio
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tutta la filiera della vita a rate; dai tipi che lavorano come recupero crediti a quelli che si sono indebitati per potersi permettere la casa dei loro sogni, quelli che si sono ammazzati perché non sapevano come pagare e quelli che ti vendono soldi e ti inducono a fare debiti su debiti. andrebbe recapitato a casa a tutte le famiglie italiane
La tua vita in 30 comode rate
by Gianluigi Ricuperati
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non amo gli istant book ma per travaglio faccio una eccezione. non aggiunge niente alle cronache degli ultimi mesi, ma ha il pregio di racchiudere tutto il brossura. e il loro umorismo, che illumina lo squallore della storia, vale tutto il prezzo della copertina
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storia assurda tra bologna e taranto. personaggi meravigliosi e situazioni che ti avvolgono piano piano. è bellissimo.
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in attesa di "la chiamavano bimba" (che prima o poi avrò il coraggio di comprare...)
e per il terzo anno in vacanza mi sono portata il libro morboso "strade blu-mondadori". i casi trattati sono quelli della cronaca degli ultimi anni, quelli per cui picozzi ha fatto delle perizie e delle consulenze. lo spaccato che offre è il delitto di provincia, quasi sempre a sfondo familiare. la cosa irritante è il suo essere costantemente al centro dell'attenzione, in quanto filo rosso, tra avvenimenti assolutamente slegati che hanno come minimo comun denominatore solo lui. ha degli spunti interessanti, ma come narratore è pessimo (ma non gliene si può fare una colpa, dato che il suo lavoro è un altro).
Un oscuro bisogno di uccidere
by Massimo Picozzi
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mannaggia a te e a quando ti sei ammazzato 1)
io credevo di non amare foster wallace. fondamentalmente perché "la ragazza coi capelli strani" mi aveva dannatamente fatto schifo. poi, complice il moroso che ha una discreta collezione di sui libri sullo scaffale e l'amica che ha cominciato "infinite jest", ho pensato che, magari, potevo rivedere il mio giudizio e dargli una ulteriore chance, sebbene postuma. ecco, ho pensato che era un peccato che fosse morto, perché è il tipo di saggio che leggerei per il resto della mia vita. il racconto della sua crociera fatta ai caraibi, pagato da un giornale è un acuto ritratto della società americana e del suo modo di consumare i luoghi e le esperienze. tutto diventa spunto per riflessioni precise e mirate, che colpiscono dritto al segno. un consiglio, se lo leggete, non trascurate le note. a volte le cose migliori sono scritte lì sopra
Una cosa divertente che non farò mai più
by David Foster Wallace
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scatolascatola wrote a review
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hai capito concitina...
a me la de gregorio mi sta simpatica. un sacco. soprattutto da quando è diventata direttrice dell'unità: ha dovuto tirarte fuori unghie, denti e attributi per essere presa sul serio da parte dell'establishment politico. questo libro è precedente ed è nella linea dei libri scritti da giornalisti, quindi ci sono delle storie, lunghe più o meno quanto un articolo di quelli che scriveva per "d", che hanno tutte un unico punto di riferimento, la maternità. figli voluti, figli ammazzati (quasi sempre per mano dei genitori, ma non solo le mamme...) o morti per cause naturali, bimbi adottati, con due mamme e nessun papà. e poi, quella che credo sia la parte più importante, quella sul baby blues, la depressione post parto che è sempre esistita, che è un tabù e se ne parla sempre e solo quando è troppo tardi.
Una madre lo sa
by Concita De Gregorio
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