Finestrella's Reviews28

FinestrellaFinestrella wrote a review
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~ Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto e invecchiato in
soli duecento giorni.

~ Ma se davanti a scuola c'è Beatrice è un'altra cosa. Occhi verdi che quando li spalanca prendono tutto il viso. Capelli rossi che quando li scioglie l'alba ti viene addosso. Poche parole ma giuste. Se fosse cinema: genere ancora da inventare. Se fosse profumo: la sabbia al mattino presto, quando la spiaggia è sola con il mare. Colore? Beatrice è rosso. Come l'amore è rosso.
Tempesta. Uragano che ti spazza via. Terremoto che fa crollare il corpo a pezzi. Così mi sento ogni volta che la vedo. Lei ancora non lo sa, ma un giorno di questi glielo dico.

~ Sì, un giorno di questi glielo dico che lei è la persona
fatta apposta per me e io per lei.

~ Beatrice, per esempio, deve essere stata una stella nella vita passata. Sì, perché le stelle hanno una luminosità accecante attorno: le vedi da lontano a milioni di anni luce. Sono un concentrato di materia rossa incandescente e luminosa. E Beatrice è così. La vedi a centinaia di metri di distanza e brilla con i suoi capelli rossi. Chissà se un giorno riuscirò a baciarla. A proposito, fra poco è il suo compleanno. Magari mi invita alla festa. Oggi pomeriggio vado alla fermata davanti a scuola, così la vedo. Beatrice è vino rosso. Mi ubriaca: io la amo.

~ «Significa che quando ci sembra di non pensare a niente, in realtà noi pensiamo a quello che ci sta a cuore. L'amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica. Inevitabilmente il nostro cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, come la mela con la gravità.»

~ Io non ho avuto ancora il tempo di esprimere un desiderio che Silvia lo ha già soddisfatto. Se non fosse solo un'amica forse potrei amarla. Ma l'amore è un'altra cosa. L'amore non dà pace.
L'amore è insonne. L'amore è elevare a potenza. L'amore è veloce. L'amore è domani. L'amore è tsunami. L'amore è rossosangue.

~ Silvia è come la risacca del mare, anche se non la senti c'è sempre. E se la ascolti ti culla. Se la amassi me la sposerei subito, ma l'amore non è risacca, l'amore è tempesta.

~ I sogni sono come le stelle: le vedi brillare tutte quando
le luci artificiali si spengono, eppure stavano lì anche prima. Eri tu a non vederle, per il troppo chiasso delle altre luci.

~ Grazie, Silvia. Grazie, Silvia, perché ci sei. Grazie, Silvia, perché sei l'ancora che mi permette di non andare alla deriva e sei anche la vela che mi permette di attraversare la fatica del mare.

~ Silvia mi fruga negli occhi, e per la prima volta io la guardo dentro gli occhi. Ci sono due modi per guardare il volto di una persona. Uno è guardare gli occhi come parte del volto. L'altro è guardare gli occhi e basta, come se fossero il volto. È una di quelle cose che mettono paura quando le fai. Perché gli occhi sono la vita in miniatura. Bianchi intorno, come il nulla in cui galleggia la vita, l'iride colorata, come la varietà imprevedibile che la caratterizza, sino a tuffarsi nel nero della pupilla che tutto inghiotte, come un pozzo oscuro senza colore e senza fondo. Ed è lì che mi sono tuffato guardando Silvia in
quel modo, nell'oceano profondo della sua vita, entrandoci dentro e lasciando entrare lei nella mia: gli occhi.

~ Silvia sorride. Poi fissa la corteccia dell'albero: il tronco
è ferito dal mio coltellino con una formula matematica: F=B+L. Rimane seria, per un attimo contrae il viso, una smorfia di dolore. Svanisce subito, però, e lei dice: «Allora, andiamo a risolvere l'equazione della felicità?»
Silvia è la linfa del mio coraggio, nascosta ma viva, mi dà la forza per superare i miei limiti. Le prendo la mano.

~ Ammutolisco. Non riesco a immaginare il mondo senza Beatrice. Non riesco a sopportare il silenzio che ci sarebbe. Tutte le città da visitare sparirebbero immediatamente, bellezze inutili se fossi da solo. Tutto perderebbe senso, diventerebbe bianco come la Luna. Solo l'amore dà senso alle cose. Beatrice, se, come gli eschimesi per la neve, avessimo quindici modi per dire ti amo, io per te li userei tutti.

~ I Greci raccontavano che originariamente l'uomo era sferico e che Zeus per punirlo delle sue malefatte lo aveva spaccato a metà. Le due metà vagano per il mondo e si cercano. La nostalgia le spinge a cercare ancora e ancora, e quando si trovano quella sfera vuole tornare unita. Questa storia ha del vero, ma non è sufficiente. Quando le due metà si incontrano di nuovo, hanno vissuto le loro vite fino a quel momento. Non sono uguali a come si erano lasciate. I loro lembi non coincidono più. Hanno difetti, debolezze, ferite. Non basta che si incontrino di nuovo e si riconoscano. Adesso devono anche scegliersi, perché le due metà non combaciano più perfettamente, ma solo l'amore porta ad accettare gli spigoli che non combaciano e solo l'abbraccio li smussa, anche se fa male.
Bianca come il latte, rossa come il sangue
by Alessandro D'Avenia
(*)(*)(*)(*)( )(8,638)
FinestrellaFinestrella wrote a review
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~ Ma tu capisci, vero, che nasce tutto dalla paura? Che dopo essere
riuscito a prenderti per la manica, e a bloccarti per un attimo
accanto a me, il mio fascino già appassito sarebbe completamente
svanito e non avrei mai avuto una seconda occasione. Tu devi, devi
credermi. Io mi rivelo solo al secondo sguardo, o al terzo, mai a
quello che effettivamente mi osserva.

~ Non ho niente da aggiungere oggi. Sono contento che tu sia tornata, che siamo tornati. Che non ti sia nemmeno passata per la testa l'idea di sparire. Al contrario.

~ Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto. Perché, forse, solo attraverso questo prodigo "tutto" ci verrà svelata, a poco a poco, l'essenza particolare che può crearsi tra te e me, ma mai tra altre due persone.

~ Dopo aver fatto l'amore, dormiremo abbracciati. La tua schiena
contro il mio ventre. E io stringerò le dita dei piedi intorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte. Saremo come un'immagine su un libro di scienze: un frutto tagliato a metà, tu la buccia e io il torsolo.

~ Quando sono con altra gente [...] c'è un pensiero che non mi abbandona: sanno tutti fare con naturalezza ciò di cui io mi sento assolutamente incapace: mettere radici.

~ Come se cercasse di mescolare con cura le carte dei nostri mazzi per ridistribuirle in maniera più giusta per entrambi.

~ Ho pensato per la millesima volta a quanto sia bello esserci trovati in questo gigantesco mucchio di piselli, e che fortuna abbiamo a essere entrambi nati nello stesso paese, a parlare la stessa lingua e a essere cresciuti sugli stessi libri di testo...

~ Ieri, mentre scrivevo, ho di nuovo pensato quanto sono strane le
lettere. Quando tu ricevi una mia lettera io sono già altrove. Quando io ne leggo una tua, mi trovo di fatto in un tuo momento passato. Sono con te in un tempo in cui ormai non sei più.

~ Sai cosa mi piace veramente nelle tue lettere? Proprio le piccole cose. La macchia di caffè, per esempio, che hai deciso di lasciare. Una macchia della realtà, hai scritto.

~ Non ce la faccio più così - la lontananza da te, questa astrazione - perché non riesco a contenere tutto quello che sta succedendo: ho veramente bisogno di un contatto diretto. Di un contatto diretto con te. Basta, vieni con il tuo corpo, nella tua interezza, nella tua concretezza, completa o parziale, divisa o moltiplicata. Ma vieni a braccia aperte.

~ Non sai di quante allusioni a te sia pieno il mondo.

~ Di te probabilmente non mi innamorerò, ormai mi è piuttosto chiaro. E poi, che tipo di amore potrebbe essere? Quello che c'è tra noi è già un po' troppo per essere amore, non ti pare? Non che io lo disdegni, ci mancherebbe, ma negli ultimi giorni ho la
sensazione che, in qualche modo, siamo compressi dentro quest'unica parola: "amore". Correggimi se sbaglio.

~ Senti, forse ti cerco già da anni, ti cerco disordinatamente, a
casaccio, e continuo a brancolare. Capisco che ti sto cercando da
molto tempo come uno che cerca una finestra in una stanza piena di
fumo.

~ Te l'ho detto: non voglio saperne di "burocrazie" e clandestinità. Se deciderai di venire da me, sarà alla luce del sole, senza bugie, perché io non so vivere negli anfratti.

~ Ma la cosa meravigliosa è che ti sento nel punto che pensavo fosse già morto completamente in me. Sigillato da una cicatrice.

~ Dimmi (hai notato che coppia meravigliosa siamo? Io dico sempre "dimmi" e tu dici "senti")

~ "Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso"

~ Un pensiero che non mi abbandona: dove mi sorprenderà la prima
pioggia della stagione? A casa? Per strada? In classe, durante una
lezione? E in che parte del corpo mi colpirà la prima goccia?

~ Un altro giorno. Non ci sei. Non smetto di guardare il cielo. Come sei riuscito a trasformare il mondo intero in un'enorme morsa che, a poco a poco, si stringe intorno a me?

~ Un pensiero che non mi concede tregua: cos'è avvenuto realmente in quel primo momento? E se non avessi sorriso in quel modo? E se non mi fossi stretta nelle braccia?

~ Ho bisogno che tu fluisca liberamente verso di me, senza alcun ostacolo esterno. Ne ho bisogno come dell'aria che respiro.
Se non puoi donarmi tutto questo, non venire. Davvero: non venire.
Perché probabilmente mi sono sbagliata sul tuo conto.

~ E se stessero aspettando noi? Forse qualcuno sta bloccando la pioggia per noi.

~ E' così strano pensare che in questo momento qualcuno è partito da te per venire da me. Un filo.

~ Se mi rimane un altro desiderio voglio, chiedo, che tutte
quelle migliaia di parole diventino corpo.

~ Voglio che le nostre paure, i trabocchetti che abbiamo teso a noi stessi, che continuiamo a tenderci, si accoppino.
Che tu sia per me il coltello
by David Grossman
(*)(*)(*)(*)( )(5,368)
FinestrellaFinestrella wrote a review
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L'eleganza del riccio
by Muriel Barbery
(*)(*)(*)(*)( )(26,255)
FinestrellaFinestrella wrote a review
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Cortili del cuore Collection 1
by Yazawa Ai
(*)(*)(*)(*)(*)(109)
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Ultimi raggi di luna - Collection vol. 1
by Ai Yazawa
(*)(*)(*)(*)(*)(101)