foschia75's Reviews318

foschia75foschia75 wrote a review
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Forse per il fatto che più una storia è ricca di messaggi (più o meno diretti), più è difficile non lasciarne accidentalmente fuori qualcuno. Perciò ho pensato che per l'introduzione a questa mia insignificante opinione, su La prima cosa bella, fosse giusto lasciare la parola allo stesso"impacciato" protagonista, attraverso un principio che universalmente non fa una piega!

"So quello che dice Dante - l'altro Dante - ovvero che Amore obbligherebbe chi è amato a ricambiare il sentimento. Ma so anche, e lo sappiamo tutti, che è una delle più grosse idiozie mai pronunciate. La gente ci crede perché le parole sono la cosa più potente che esista e, ne segue, che una gran cazzata detta con un bellissimo endecasillabo sarà sempre più plausibile di una grande verità, espressa male".
Questo è l'enunciato del Teorema della Non Reciprocità, che il nostro Dante Berlinghieri cercherà di spiegare attraverso la sua esperienza di vita amorosa e, quella più famosa di Reth e Rossella.

Con questo credo di aver dato solo una minima idea della sottile arguzia di questa autrice, del suo pungente sarcasmo e del suo essere veracemente Nerd di nascita e d' animo.
Un libro per molti ma non per tutti, sottile e sagace, capace di portarci indietro nel tempo, ai pomeriggi passati al cinema in compagnia di E.T., a casa a leggere fumetti intramontabili, o sotto lo sguardo serio di Han Solo conducente una vita "piatta e immortale" sul muro della nostra cameretta.

Enunciato il Teorema della Non reciprocità, Dante Berlinghieri si impegnerà (sbattendoci malamente i denti) a dimostare, attraverso la sua personale "inesperta" performance amorosa che, L'amore non è altro che una serie di mancate coincidenze e cicliche inversioni di polarità. In pillole, un gran casino, spesso indecifrabile, altre volte così chiaro da sfuggirci proprio quando lo abbiamo davanti agli occhi, troppo facile da notare. Questo romanzo è un elogio alla natura Nerd, ma anche una storia d'amore davvero tenera e ricca di significati, a volte immediati a volte sottintesi, ricamati tra le righe, a disposizione di quei lettori che abbiano il piacere e la sensibilità di trovarli. Bianca Marconero. ha lasciato indizi, messaggi più o meno criptati e icone generazionali irresistibili. Ci sono delle chicche camuffate, degne del miglior risolutore Bartezzaghiano. Ma ci sono anche riferimenti alla generazione alla quale credo di appartenere anche io e forse per questo sono entrata immediatamente nella "scenografia" e nell'atmosfera. Non me ne voglia Bianca, ma in questo gruppo di amici "per la pelle", ho visto gli indimenticabili ragazzi nerd del film Goonies, quelli che vivevano i pomeriggi a pane e fumetti, sempre alla ricerca di emergere e mettersi nei guai. Dante e i suoi amici, si divertono a trascorrere il tempo libero tra la fumetteria di fiducia e i cortometraggi casalinghi con i quali si sfidano persino nelle rassegne cinematografiche di penultima categoria. Tra un concerto e una birra (rigorosamente Budweiser!), si dipaneranno le tragicomiche giornate di Dante, alle prese con l'ultimo esame, con il suo corto mai finito e con l'amore che, arriva proprio quando meno te lo aspetti, come un implacabile colpo di boomerang sulla nuca. Dante non ha capito proprio un granché delle donne, ma forse neanche di se stesso, e qui sta la sua forza, il suo potere magnetico sul lettore. Una notevole intelligenza offuscata dall'impacciato sex-appeal, uno scarmigliato nerd che attira le donne più diverse possibile dal suo genere ideale. E mentre passa da un errore di valutazione all'altro, l'amore gli camminerà al fianco, silenzioso e fiducioso che lui arrivi da solo alla conclusione più ovvia: dipende dalla prospettiva, dal punto di vista, con il quale guardi l'amore. E per quanto tu cerchi di essere il più razionale possibile, e ripeti al tuo cuore che sei sulla strada giusta... questo prima o poi ti riporterà al punto di partenza, quello più semplice ma mai scontato, che hai avuto sotto gli occhi dall'inizio, ma per non si sa quale assurdo motivo, hai scartato a priori.
Quante chicche potrei raccontare di questa folle storia... momenti assurdi eppure tragicomicamente realistici, vignette degne di una sit-com americana, istanti in cui uno sguardo o un movimento del corpo valgono più di tante parole.
Bianca Marconero non ha lasciato fuori nessuno, né i Cavalieri dello zodiaco (in abbinamento a Sailor Moon), né gli hater e gli autori emergenti. Adoro questo giovane uomo, il suo odio per Lancillotto (e qui devo per forza censurare il mio cavallo di battaglia), e il suo scarso trasporto verso un romanzo letto e citato, che io ho adorato... ma non gliene faccio una colpa, anzi a ben pensarci, dimostra di essere uno aperto alla critica!!!
Non posso esimermi dal dedicare qualche riga ai personaggi secondari, Gunny, Marco, Tommaso, Vincenzo, il suo gruppo di amici di vecchia data, tutti Nerd fino al midollo, le ragazze che gli graviteranno intorno, e un gruppo di personaggi che sembrano usciti da una registrazione di Tronisti della De Filippi. L'autrice, con maestria sagace e pungente, riesce a mettere insieme tanti scampoli (diversi per composizione e colore) e creare un oggetto cult, che non tutti hanno l'occhio fino per apprezzare.
A ben pensare, l'evoluzione di questo Nerd romantico, mi ricorda un altro indisponente studentello conosciuto e moooolto apprezzato non tanto tempo fa in un altro contesto .... la loro battaglia interiore "contro" l'amore e i suoi precetti (Saga Albion College)
Bianca Marconero, non solo sa scrivere dannatamente bene, ma sa trasportare il lettore dentro il suo fumetto personale, nella sua incasinatissima materia grigia, nella quale neanche il potere della forza oscura potrebbe fare luce... *__*
La prima cosa bella
by Bianca Marconero
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foschia75foschia75 wrote a review
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Il new adult che vorrei.
Questa è la frase che ho ripetuto mentalmente durante la lettura. Se in Italia potessimo leggere new adult come questo, potrei anche tornare sui miei passi.
Il new adult italiano esiste, funziona, ammalia e basta davvero poco, basta restare con i piedi per terra, scriverlo come avremmo voluto viverlo: intensamente. Nominare Bianca Marconero è come citare Varenne nel mondo dell'equitazione, una elegante purosangue, una penna che non lascia mai una sbavatura.
Marco è più reale di quanto si possa immaginare, e se non ne avessi conosciuto e amato uno, non sarei entrata così totalmente in questa magnifica storia. Grazie Bianca, perché fermare emozioni così reali su carta non è per tutti.
Ho cercato di essere il più "morigerata" possibile nello scrivere la mia umile opinione, ho cercato di non fare come le teenagers a un concerto degli One Direction... Però dopo aver chiuso questo romanzo mi sono sentita centrifugata in un turbinio di bellissime emozioni! Innamorata persa di questo suo nuovo romanzo.

Leggere l'ultimo magistrale lavoro di Bianca Marconero mi ha risucchiata nel vortice dei ricordi, ma questa volta senza rimpianti, con la consapevolezza di aver avuto la fortuna di amare un tipo come Marco.
Marco esiste, e per me che ne ho conosciuto uno è più facile rimanerne affascinata.
Bianca Marconero dimostra ancora una volta che il New adult italiano spacca, che il bello e dannato esiste anche nelle nostre città, che può far soffrire a livelli inimmaginabili.
L'ultima notte al mondo crea dipendenza sin dalla prima pagina, ti rapisce senza riserve in un crescendo emotivo che ti rende ostaggio degli eventi per niente scontati.
Uno dei grandi pregi di questa bravissima autrice è la certosina costruzione della trama che non conosce punti deboli, funziona e incanta. La sua cura nella scrittura, nel seminare citazioni e "chicche generazionali", ne fanno un esempio da seguire per chi vorrebbe scrivere un romanzo non solo credibile, ma pulsante e irresistibile.
Altro suo punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi, la loro intensità, il loro sconvolgente realismo calato in un contesto sociale che si compenetra perfettamente con la realtà. A rafforzare la trama c'è l'ambientazione anche questa volta italianissima (punto per me fondamentale!), i personaggi vivono a Bologna, città viva e pulsante, perfetta scenografia per questa storia d'amore dallo spiccato gap socioculturale. A riprova che il nostro Paese ben si presta anche al new adult, ma seguendo il nostro modo di vivere e pensare.
Infine altro grandissimo pregio che spesso passa "inosservato" sono i dialoghi, assolutamente impeccabili, ora ironici e spensierati, ora struggenti e taglienti. Non si fa fatica a immaginare certi discorsi come in un film, visualizzando senza fatica le scene e gli istanti. Più di una volta sono tornata indietro e li ho "assaporati" più volte come era successo anche ne La prima cosa bella. Bianca Marconero non lascia mai nulla al caso!
Non vi racconterò la storia, ma vorrei soffermarmi su ciò che emotivamente l'autrice riesce con una naturalezza disarmante a trasmettere al lettore. Le emozioni dei protagonisti sono così forti da essere percepite fisicamente: con Marco e Marianna si soffre, ma in senso buono. Si intraprende un percorso formativo che ci invita a riflettere sui valori dell'amicizia e della sincerità, su cosa si è disposti a mettere sul piatto della bilancia quando ci si trova davanti alla svolta della vita, quando davanti a quel bivio ci si domanda se siamo pronti a lasciare il noto per l'ignoto.
I valori che Bianca Marconero trasmette nei suoi romanzi sono sempre legati alla famiglia, all'amicizia e alla sincerità a discapito della felicità.
I personaggi maschili di questa autrice sono dei moderni eroi imperfetti, pronti a rinunciare alla felicità in nome dell'onestà e fedeltà verso il proprio migliore amico. Marco Bertani ha molte cose in comune con Marco Cinquedraghi, tra queste la più nobile è l'onore, pregio che li porterà a soffrire pur di non venire meno alla parola data.
Bianca Marconero è una delle mie autrici preferite, il suo amore per la scrittura si trasmette immediatamente sul lettore, restituendoci emozioni come pochi sanno fare.
Una lettura che consiglio senza riserve a tutti quei lettori in cerca di una storia bellissima e credibile, capace di riportarci indietro nel tempo e ricordare il "nostro" Marco, perché per molte di noi è esistito veramente!
A Bianca dico solo una cosa: NON SMETTERE MAI di farci vivere queste emozioni, di ricordarci che la Bella Narrativa Romantica c'è!
L'ultima notte al mondo
by Bianca Marconero
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foschia75foschia75 wrote a review
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Per chi, in quegli anni cominciava a conoscere l' amore
Come per un diamante, ogni singola sfaccettatura di questo romanzo, ne aumenta la qualità.

Sono convinta che questo romanzo non abbia età, ma come tutti i romanzi potenti, sia "per molti ma non per tutti". Molti giovanissimi si avvicineranno convinti (dal titolo), di essere davanti a un New Adult, e non lo capiranno, molti altri invece ci vedranno una generazione che per trovare la sua libertà, il proprio posto nel mondo e il significato dell'amore, non ha avuto bisogno di uno smartphone.
Io in questo romanzo mi ci sono immersa, totalmente, in apnea. Questa storia l'ho vissuta prima nella vita reale e poi con il potente "rewind" di Maria Daniela Raineri. Ecco perchè sono passati tre giorni prima di riuscire a scrivere qualcosa, e questo succede con quelle storie capaci di invitarti come personaggio. Una storia che ha la capacità di restituire a quella generazione, ciò che si è perso nel tempo, come nel mio caso, che sulla soglia dei quaranta, mi rendo conto di aver messo molte cose a far polvere nei cassetti della memoria e, con la frenesia di oggi, aver perduto quello che di più intenso e pulsante ho vissuto. Il primo amore, quel colpo di fulmine di Laura per Roberto che io capisco fin troppo bene (e non a caso si chiama colpo di fulmine), quelle sensazioni così vive e scatenanti, che solo a quell'età puoi provare, perché imparare a conoscere l'amore è un'esperienza unica, ma il più delle volte, il colpo di fulmine non è per sempre, e allora ci si rende conto che la prima volta ci si innamora dell'amore.
La prima cosa che ho pensato durante la lettura, è stata che questo romanzo meriterebbe davvero di essere trasposto in film, perché è talmente colmo di scorci, descrizioni dettagliate, usi, abitudini e costumi, che non ho fatto alcuna fatica a immaginarne i colori e le situazioni.
Non è facile trasmettere le mie emozioni, più sono intense più sono difficili da esprimere a parole. In questo romanzo ci sono tanti di quei messaggi da perdercisi piacevolmente, cullati da ricordi che l'autrice sa magistralmente tirare fuori da noi, che negli anni 80', ci affacciavamo con gli ormoni in subbuglio, sulla finestra dell'adolescenza; quel delicato passaggio che abbiamo vissuto intensamente, all'aria aperta, senza cellulare, liberi di dichiarare che eravamo da un'amica a studiare e invece davamo il primo indelebile bacio, quello capace di farti star male per giorni. Un lungo istante meraviglioso è uno scrigno prezioso di emozioni, un inno all'amore in tutte le sue sfaccettature, una magistrale sceneggiatura di quelli che siamo stati: sognatori innamorati, della vita, dell'idea dell'amore, della sensazione seppur effimera della libertà. Oggi mi guardo indietro e mi rendo conto che ci dissetavamo delle piccole cose, delle piccole faticose conquiste fatte nel tempo, come un'ora in più di coprifuoco, o il permesso di andare a una festa, ottenuto dopo estenuanti negoziazioni e ricatti.
Quello che abbiamo vissuto, lo abbiamo sudato, guadagnato, non è stato mai dato per scontato.
Forse proprio per questo eravamo più felici e spensierati della nuova generazione, perché anche andare a una festa di nascosto, ci faceva sentire felici per giorni; stare un'intera giornata al mare era un evento; poter uscire per il paese con la Graziella e le cuffie sulle orecchie, era qualcosa che riempiva il cuore di speranza e felicità.
Un romanzo intenso, struggente, vivo come pochi. Una lettura che porterò nel cuore. Un album di ricordi e ritagli, di oggetti cult e playlist senza tempo.
Consiglio anche a chi, negli anni 80' nasceva, di leggere questo romanzo, per capire "quanto eravamo avanti".

Un lungo istante meraviglioso
by M. Daniela Raineri
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foschia75foschia75 wrote a review
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MAGISTRALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Sapete cosa è Carmen Pellegrino prima che una scrittrice? E' un' Abbandonologa di professione. Per l'esattezza la prima in Italia, quella per cui la Treccani ha coniato il termine. In realtà il termine lo ha inventato un bambino, per caso, come solo i bambini sanno fare. Poi è diventato un neologismo. Cosa fa un' Abbandonologa?
"Chi perlustra il territorio alla ricerca di borghi abbandonati, edifici pubblici e privati in rovina, strutture e attività dismesse (luna park, orti, giardini, stazioni, ecc.), di cui documentare l'esistenza e studiare la storia". (cit. vocabolario
treccani.it).
Da questa sua passione/mestiere, Carmen ha tratto un romanzo difficile da dimenticare, di quelli che albergano nell'immaginario per giorni, proprio come i suoi personaggi albergano nelle dimore che lei ha creato ispirandosi a luoghi realmente esistenti.
Un romanzo, un viaggio introspettivo, che scava a fondo nell'animo di chi lo legge, che pone degli interrogativi personalissimi, che spinge il lettore a rallentare, fermarsi, chiudere gli occhi e riflettere sulle cose terrene e non.
Cerco di afferrare il messaggio di questo romanzo, ma non ci riesco totalmente, e il suo potere mi affascina ancora di più.
Ho immaginato il vecchio olmo in cima al paese, le donne curve che salgono la china sotto il peso delle gerle, il banditore col suo corno latore di buone nuove... e poi l'edera che colonizza le crepe, gli scuri che resistono sull'ultimo cardine. Ad Alento c'è più vita di quanta se ne possa immaginare, chiudi gli occhi e comincia ad ascoltare... col cuore.

Ho lasciato scorrere le pagine per giorni, come scorrono le gocce sulle foglie durante un temporale, portandosi dietro i pensieri di chi le osserva, prendendo tutto il tempo di cui ha bisogno. Cinque giorni per un romanzo che si potrebbe leggere in due sere. Ho cercato di metabolizzarlo il più possibile senza mai riuscire a "domarlo". Adoro quando un romanzo diventa un viaggio introspettivo, quando mette alla prova tutto il mio modo di leggere e assorbire. Leggendo i ringraziamenti ( vi assicuro che sono un romanzo nel romanzo!), mi ha colpito molto l'ammirazione dell'autrice per Il giorno del Giudizio di Salvatore Satta, romanzo letto già due volte e ancora non dipanato del tutto. Questa citazione mi ha fatto molto riflettere su Cade la terra, sullo schiudersi e richiudersi a tratti, come farebbe un fiore dall'alba al tramonto. Dietro le storie degli abitanti di Alento, c'è molto, molto dell'animo umano, del suo vivere e morire, dell'egoismo emotivo di chi resta e del senso di liberazione di chi se ne va. Ci sono dei passaggi che ho riletto più volte, perchè sono così incisivi e profondi da far riflettere e forse spaventare chi, non si rende davvero conto di quanto rimaniamo avvinghiati a ciò che resta di chi abbiamo perso. Allora ho visualizzato l'edera, capace di colonizzare pietre, ruderi, fessure sui muri, caparbia, resistente alla mutevolezza del tempo e dell'ambiente. Molti di noi sono come quell'edera, altri sono come i fili d'erba tra i sassi... la prima resiste a oltranza, gli ultimi vivono e muoiono a seconda delle stagioni. L'edera è quella pianta che vive dove tutto è, o sembra abbandonato, non si capisce dove prende ciò che la sostenta, ma caparbia vive e si attacca, come fanno le persone che restano e sopravvivono dopo aver perso una persona cara. Quante similitudini in questo romanzo, quanti passaggi nei quali trovare molto delle nostre esistenze. Ho provato a chiudere gli occhi, immaginare Alento o qualsiasi altro paese abbandonato, ho immaginato di amplificare i sensi, ho sentito le cicale, le fronde degli alberi pettinate dal vento, qua e là una pietra che cade, uno scuro che cigola sul cardine, una porta che lievemente scricchiola.
Cade la terra è una possibilità di fermarsi, rallentare, pensare e ricordare. Mi vengono in mente davvero tanti pensieri ed emozioni, dalle più fisiche alle più introspettive. Forse perchè mi rendo conto che ci vuole davvero tanto tempo per lasciare andare chi si ama e non c'è più, e allora ci si attacca morbosamente alle sue cose, per anni, fino a quando non si fa propria la consapevolezza che non si smette mai di amare perchè non si smette mai di ricordare, e così diventano superflue le cose materiali, ma rimangono i ricordi su cui fare affidamento. Alento è il luogo dove vivi e morti si confondono, dove l 'autrice è magistralmente riuscita a portare i suoi lettori, divenuti affascinati viaggiatori con la possibilità di sbirciare dentro questa o quella casa, e percepire i passi, gli odori i rumori della quotidianità, fuori da qualsiasi tempo. Le vite di Estella e di Marcello, della famiglia Parisi, di Maccabeo, animano il borgo di vita vera o presunta, sospendendoci in una dimensione dalla quale è difficile accomiatarsi, assetandoci con le loro storie che si intrecciano in modo indelebile con la stessa essenza del luogo.
Leggere e visualizzare la piazza di Alento, con l'olmo che ha visto passare sotto di se intere generazioni di abitanti, con le loro miserie e i loro affetti. Entrare in casa de Paolis e cercare di carpire attraverso un gesto e uno sguardo i pensieri dei suoi abitanti, i loro più intimi segreti, attraverso le magistrali parole di Carmen Pellegrino.
Dentro questo romanzo ci sono innumerevoli messaggi, quelli legati al fascino dei paesi abbandonati dove, chiudendo gli occhi si può giocare a immaginare gli abitanti affaccendati nei loro mestieri quotidiani, quelli legati alla vita e alla morte, allo scorrere inesorabile del tempo come scorre la terra sotto le case di Alento, alla caparbietà con la quale i vivi trattengono il ricordo dei propri morti.
Cade la terra è un romanzo che scava nell'animo umano, sfuggente quanto basta da necessitare di essere letto e riletto, perchè capace di lasciare nel lettore ogni volta qualcosa di potente e diverso. Ogni lettore troverà in queste righe qualcosa di personale.

Questo grande albero dal sonno insonne, questo generoso fracassone dall'odore povero credeva nella gioia di darsi, come fa il frutto che cade, felice com'è di farlo, perchè solo ciò che non si dà muore.

A lungo mi sono chiesta come uscire da certi gorghi in cui si è annegati, ma non mi è riuscito di trovare una risposta. Ho concluso che partecipiamo tutti di queste passioni ereditarie, tanto più ostinate quanto più il contatto degli uni con gli altri è continuo. Tuttavia, non sono mai andata più in là di questo inizio.

D'altronde, nessuno fra i morti se ne va completamente, così come fa i vivi nessuno ci sarà mai del tutto. Presso i morti possiamo cessare di ricoprire il dolore con un suono di campane, nel tentativo ostinato di mandarlo via. Il dolore fa il suo giro, che non ha nulla di chiaro. Qualche volta diviene inerte, come una cicatrice. Altre volte si conficca come una spina sotto l'unghia, e lì resta.

Potrei continuare, e continuare, invece vi consiglio di immergervi totalmente in questo magistrale romanzo che spero presto entri nei programmi scolastici ministeriali!!!
Cade la terra
by Carmen Pellegrino
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foschia75foschia75 wrote a review
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La felicità è un lusso che non ci possiamo permettere
Anche a me sarebbe piaciuto fare così. Attaccare un cartello sulla mia vita a Torino e scriverci Chiuso per necessità. Sparire. Andare lontano e portare con me solo i pensieri positivi e i ricordi del tempo che non c'era più. Mi sarebbe piaciuto essere la padrona di me stessa.

Un libro che proprio non ti aspetti, una narrazione di altissima qualità, rivolta a un pubblico femminile che ancora crede nella Narrativa, quella capace di affrontare argomenti importanti e appartenenti al vissuto di molte di noi. Una storia che ti colpisce dritto al cuore, che ti coglie impreparata, che fa riflettere su quello che siamo e che saremmo stati se...
Protagonisti assoluti i ricordi, la famiglia, la forza interiore delle donne... spero che l'intenso e struggente romanzo di questa giovane ma promettentissima autrice, faccia da apripista a nuove proposte di qualitativa Narrativa italiana. Grazie Harlequin Mondadori, continuate a farci sperare ancora nella lettura di fine qualità emotiva.
Non posso raccontarvi molto della trama, perchè è facilissimo incorrere nello spoiler, e nel caso di questo romanzo sarebbe davvero un peccato imperdonabile.

Ogni tanto un ben assestato pugno nello stomaco è terapeutico, ti ricorda che anche i veri romanzi, sono capaci di ricordarti chi sei e attraverso cosa sei passato. Le due metà del mondo è tutto fuorché quello che ti aspetti. Lo apri con un'idea, e ti rendi subito conto che non è una lettura come le altre, che potrebbe avere il potere di abbassare le tue difese emotive e farti riflettere sul potere dei ricordi, di quello che la mente e il cuore ti inducono a vedere. Sono entrata quasi subito in empatia con la protagonista Maria, non avevo capito inizialmente perchè percepissi il suo stato d'animo con una vividezza spiazzante. Ho compreso il suo senso di inadeguatezza, quella sensazione di non essere mai nel posto giusto o nel momento giusto, di percepire che quello non era ciò che avrei voluto per me.
Non è facile cercare di "arginare" le emozioni che questa storia suscita, non è facile parlare di tutto ciò che contiene. Potrei iniziare con il parlare della caparbietà e del coraggio che fin dalla nascita alberga in ogni donna, e come indelebile segno dell'evoluzione, ci prepara fin dall'utero al conto che la vita presto o tardi ci porgerà. Non sono una femminista, ma mio malgrado mi sono resa conto, fin da giovanissima, cosa gravi sulle spalle di una donna, come figlia, come moglie e poi come madre. Siamo state selezionate per soffrire, per amare, per perdere e ritrovare, forse non a caso l'evoluzione ha voluto che proprio noi portassimo la magia della vita, che ne percepissimo l'immenso dono, e poi ci ha forgiato per resistere al dolore, al distacco, dotandoci di uno spirito di sopravvivenza e abnegazione, senza precedenti.
Maria, la giovanissima protagonista di questo bellissimo romanzo, è una bambina con un bagaglio emotivo pazzesco, che porterà con se per gran parte dell' adolescenza, apparendo spesso agli occhi degli altri come una persona strana e difficilmente raggiungibile. Maria è una giovane donna che porta il suo dolore come un vestito, come una corazza che utilizza per schermarsi dal mondo esterno e dal rischio di amare. La sua è un'età nella quale l'amore bussa più volte alla porta, ma Maria quella porta l'ha chiusa, nascondendo la chiave capace di aprire il suo mondo, un mondo fatto di chiaro scuri, un mondo costruito per non soffrire, fatto di ricordi veri o presunti, quelli che fanno meno male, fatto di presenze forti e ingombranti, capaci di minare la felicità e la voglia di spiegare le ali.
Ma Maria è anche una ragazza molto intelligente, che avrebbe una grandissima voglia di conoscere il mondo, quell'altra metà che si è preclusa, che ha paura di toccare con mano. Come sarebbe quel mondo, se lei aprisse la porta?
Tutte le persone che le vogliono bene, vorrebbero scuoterla, svegliarla dal suo torpore emotivo, da quella casa solida che lei ha costruito e dalla quale, ormai diventata adulta, non riesce più ad uscire.
Non avendo una pozione magica da bere, Maria vive dentro una bolla, ormai soffocante, e solo un trauma, seppur piccolo, potrebbe riuscire a rompere in mille pezzi quella dimensione che lei ha voluto abitare per anni. Non posso dirvi come Maria sia finita nel suo "poco" meraviglioso mondo, ma posso dirvi che come una moderna Alice, avrà degli amici che faranno di tutto per "farla tornare" in quella metà del mondo dalla quale era fuggita molti anni prima.
Un romanzo davvero impeccabile, dove quasi nulla è quello che sembra e dove vi ritroverete a guardare inevitabilmente attraverso gli occhi e l'anima di Maria, come attraverso uno specchio.
Una storia dura, implacabile, dolorosa come un pugno allo stomaco, ma da non perdere assolutamente, per capire una volta di più, il potere dei ricordi, quelli capaci di legarci alle persone che abbiamo amato, quelli che possono renderci prigionieri o darci la libertà.
Sono davvero contenta di aver letto finalmente una storia triste ma assolutamente difficile da dimenticare, un'Autrice davvero, davvero magistrale, che spero di leggere ancora, perchè letture come queste, fanno ancora sperare in una Narrativa migliore.
Consigliato a chi abbia voglia di perdersi nel tormento emotivo e nel ritrovare se stessi.


Le due metà del mondo
by Marta Morotti
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foschia75foschia75 wrote a review
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Dopo.... ???
Un romanzo che alla fine non è quello che sembra (scontato).
Un romanzo dove con tutta probabilità odierete i protagonisti.
Un romanzo che vi lascerà in balia di svariati stati d'animo.

Un'unica avvertenza...
E' un New Adult non un premio Pulitzer.
Leggetelo, arrabbiatevi nel bene e nel male... ma prendetelo per quello che è: la storia d'amore tra due ragazzi molto diversi tra loro, con due visioni della vita e dell'amore, probabilmente inconciliabili. Sono ragazzi, non adulti navigati.
Detto questo, AFTER ha colpito e affondato la mia diffidenza e il mio dubbio, perché nelle ultime quattro pagine è stato capace di ribaltare totalmente il mio giudizio, e redimere molti degli errori di Tessa e Hardin (molti ma non tutti... per ora). Una lettura empatica e soggettiva, ma che personalmente, per la costruzione arguta della trama, merita di essere assolutamente vissuta.
Lo ammetto, AFTER mi ha spiazzato, mi ha lasciata con una ridda di sensazioni altalenanti, ma pur sempre intense... nel bene e nel male.
Se fino alle prime 420 pagine ero ancora in forse sul giudizio, alla pagina 424, ho dovuto rivedere da capo il mio punto di vista. Durante la lettura, ho avuto momenti in cui avrei voluto avere davanti Tessa e scuoterla, per farla tornare in se, ma poi mi sono resa conto che a diciotto anni, si è così, si ragiona così, e non si è ancora per niente immuni alla sofferenza e alle cocenti delusioni d'amore.
After è un perfetto New Adult, nato per gioco, ma che ha saputo magistralmente raccontare i primi mesi di vita universitaria di una ragazza "bigotta" e insicura, fidanzata in famiglia, e così succube del giudizio materno, da non vedere a un palmo dal naso (non mi riesce difficile crederci, se la madre in questione ha un polso d'acciaio, ed è il tuo unico punto di riferimento!).
A scuotere le fondamenta del suo perbenismo, ci penserà il peggior individuo del campus, Hardin Scott, piercing e tatuaggi in ogni dove, fisico asciutto e lingua tagliente, carattere forte e scostante, lunatico e aggressivo. Un salto nel vuoto non da poco, se messo a confronto con il fidanzatino storico, bravo a scuola, capitano della sua squadra di football e sempre impeccabilmente vestito con cardigan e mocassini.
Ora vi chiedo... una ragazza che non ha mai veramente visto il mondo, che non è mai stata a una festa studentesca, che non ha mai trasgredito le regole imposte dalla madre... ditemi voi, come fa a resistere a un ragazzo che è tutto quello che lei non dovrebbe né guardare, né pensare e né tanto meno toccare?
Come può una falena resistere al richiamo della luce? Ve lo dico io, si lancia in picchiata e si brucia malamente! E questo è quello che il genere richiede: tanto tormento, sofferenza generazionale, dolore e perdita, delusione e vergogna.
Solo che qui, non tutto è quello che sembra. Fino alla fine, quando lo leggerete, avrete da ridire sia su Tessa che su Hardin, criticherete tutto di loro, come ragionano, come si comportano, come sbagliano. E poi... succederà qualcosa che rimescolerà tutte le carte che Anna Todd aveva distribuito, scoperte sul tavolo da gioco. Una bella mano di poker che stravolgerà tutto, e allora saprete da che parte stare... ma c'è ancora molto da sapere prima di schierarsi.
Ora, personalmente non vedo l'ora che giunga il 7 Luglio, per sapere come evolverà la storia. Non abbiate timore, la chiusura di questo primo episodio, vi lascerà a riflettere sulle azioni di tutti i personaggi, sui segnali che vi sono sfuggiti e su quelli che avete colto, nell'attesa del sequel.
Chi tra Tessa e Hardin ha giocato meglio la sua partita? Qui non ci saranno né vincitori, né vinti, ma la salita è appena cominciata, e sono certa che Tessa ci saprà far cambiare idea più volte sui suoi errori e il suo atteggiamento. Per quanto invece riguarda Hardin, penso che sia un personaggio così inviso e scostante, da avere ancora molto da raccontare. I caratteri dei due protagonisti sono davvero molto diversi, la loro mentalità è molto diversa, al punto di percepire un'inconciliabilità non sanabile.
Hardin è il tipico Bad boy, quello dal fascino irresistibile, dalla battuta sempre pronta e quell'atteggiamento scostante che lo rende irresistibile agli occhi delle ragazze. Non vuole legami, ha un passato nebuloso e passa le serate da una festa all'altra. Ha degli sbalzi d'umore insopportabili ma sa anche essere smielato. Le sue variabilità emotive sono il fulcro del romanzo, quel suo essere inafferrabile emotivamente, lo rende ancora più affascinante agli occhi dell'inesperta quanto ingenua Tessa, che vulnerabile, si lancia nella tela del ragno con tutte le ali.
Lo ammetto, ho odiato l'ingenuità di Tessa e il suo continuo sognare e sperare. Ma poi mi sono resa conto che a diciotto anni succede a tutte di innamorarsi della persona sbagliata, e volerla cambiare. Il più delle volte però, ci si rende conto che a cambiare siamo noi, perchè la delusione e la consapevolezza, ci fanno scendere dalla nuvoletta.
Infine, questa è una lettura molto soggettiva, devo ammettere che mi ha tenuto piacevole compagnia, alternando momenti di frustrazione a momenti di tensione, fino al colpo di scena che vale assolutamente tutta la lettura!!!
Non posso che promuovere un romanzo capace di lasciarmi a rosolare per ore, dopo averlo chiuso, ripercorrendo le fasi salienti di questa contrastatissima storia d'amore, che fa riflettere su come l'amore possa rendere ciechi davanti alla cocente verità.
After
by Anna Todd
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foschia75foschia75 wrote a review
03
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Non so dove sia finita la mia forza, non ricordo di averla persa.
#LaRagazzaDelTreno, un romanzo già caso editoriale ancor prima di arrivare in libreria, il risultato di una spropositata campagna pubblicitaria, un thriller-fenomeno che, grazie a una sinossi ben congegnata, ha creato una certa aspettativa negli amanti del genere. Così, complice il tam tam, e la trama scritta ad hoc, ho voluto prendere anche io quel treno.... e... più che un thriller psicologico, ho trovato un romanzo introspettivo che scava abbastanza a fondo nella vita di tre donne, e dopo lunga riflessione, non posso assolutamente sconsigliarlo, anzi, se preso per il verso giusto, è un romanzo che ci lascia un messaggio forte e chiaro: Cosa siamo disposte a diventare, per amore?
Essendo una ex lettrice di thriller di Tess Gerritsen, Glenn Cooper e Dan Brown (neanche tra i più feroci), quando ho chiuso questo libro, mi sono resa conto che può essere demolito oppure in fondo preso per quello che è in realtà: un romanzo introspettivo dell'animo femminile, che di thriller per me ha pochissimo, giusto una spolverata. Forse l'autrice ha voluto renderlo psicologicamente "squilibrato", restituendoci le vite di tre donne tormentate seppur in modo diverso, per lo stesso motivo (che non vi posso certo dire!). Non ho percepito quella sensazione incalzante che un thriller dovrebbe avere, però in compenso ho percepito tutta l'inquietudine e il tormento della protagonista, fiaccata dal recente passato, dal quale non ha proprio intenzione di salvarsi anzi, giorno dopo giorno, si avvicinerà sempre più al baratro, al punto di non ritorno, dandosi all'alcol e cercando di annebbiare i ricordi di una vita neanche troppo lontana.
La sua vita è talmente patetica e solitaria, che comincia a spiare le vite degli altri attraverso il treno che prende tutte le mattine per andare a lavoro. Attraverso quelle vite, cerca di dimenticare la sua, cerca di creare uno scenario, per non pensare a cosa si sia ridotta la sua esistenza.
Rachel inventa delle storie felici attraverso il finestrino, da un nome e una storia a quelli che abitano case e giardini, che ogni giorno con i loro gesti, le permettono di non pensare.
Fino a quando una serie di eventi e coincidenze, non la catapulteranno nella vita di quelle stesse persone che lei guarda tutti i giorni, come se le vedesse attraverso un filtro.
E' successo qualcosa che lei non ricorda, spesso emerge da sogni confusi che la agitano, spingendola a bere e ripercorrere gli stessi tragitti fatti per anni.
Le vite di alcune persone si intrecceranno con la sua, portando il lettore a conoscere tre donne, all'apparenza forti, ma vittime di emozioni molto simili, capaci di renderle succubi di una visione assai distorta della realtà. L'alternanza dei tre punti di vista, rende la lettura certamente più vivida e interessante. Le loro azioni ci daranno modo di capire quanto fragile possa essere l'animo femminile, soprattutto quando si ama a tal punto da perdere la visione della realtà.
Non posso raccontare di più perchè ho paura di incorrere in qualche antipatico spoiler, una cosa è certa, poco o niente è quello che sembra, la protagonista vede attraverso una coscienza annebbiata dal dolore e dalla depressione.... ma poi in realtà, davvero è così, oppure dietro c'è qualcosa di ancora più inquietante?
Il bello di questo romanzo, non è il fatto che ci scappi il morto (come un buon thriller richiede!), ma l'idea di cosa la mente umana può vedere se indotta da una serie di eventi, e cosa realmente per lo shock è in grado di rimuovere. In questo l'autrice è stata molto brava, ha saputo condurre il lettore, dove ha condotto la protagonista.
Perchè non sconsiglio questo romanzo? Perchè secondo me vale la pena leggerlo?
Perchè la piega psicologico introspettiva data dall'autrice, ci lascia un messaggio tutto dedicato all'animo femminile.
Vale la pena toccare il fondo, annichilirsi, per inseguire una visione distorta della realtà e dell'amore?
Leggetelo se siete in vena di avvolgervi nel tormento e nella tardiva voglia di ricominciare, se avete voglia di conoscere un personaggio femminile fuori dai soliti schemi, capace ora di commuovere, ora di farci arrabbiare.
Mi è piaciuto, perchè adoro "analizzare" la parte più intima e fragile delle donne, quella capace di farle smarrire e poi quando tutto sembra privo di speranza, dare un bel colpo di reni e riemergere.
Un viaggio intenso e profondo nella parte più oscura della coscienza.
La ragazza del treno
by Paula Hawkins
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foschia75foschia75 wrote a review
04
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Una fiaba indimenticabile
Questo libro mi ha chiamato. In principio con la sua cover ammaliante, piena di colori e tenerezza, frutto del lavoro di Anton Lomaev. Poi per aver scoperto essere il frutto dell'ispirazione di una fiaba norvegese di Asbjørnsen e Moe definiti da molti i Grimm di Norvegia. Inutile dire che ogni libro è un viaggio, e questo per me è stato assolutamente uno dei più belli e intensi dell'intero anno. Ci si può innamorare senza riserve di un libro? Pensavo che a una certa età non potesse più succedere, e invece Edith Pattou ha carezzato il timido Peter Pan che alberga nel mio animo, invitandomi nel mezzo del selvaggio quanto freddo Nord poco esplorato, nelle terre degli Inuit, avvolte ancora oggi dall'impalpabile fascino delle leggende e della superstizione.
Un romanzo senza età, come solo le fiabe sanno esserlo, un libro che merita un posto d'onore in mezzo a tomi come Le Cronache di Narnia, il Mago di Oz, le raccolte dei Fratelli Grimm e Andersen.
Irrimediabilmente innamorata di questo romanzo.


Ogni romanzo può essere un viaggio, nel tempo, in terre lontane, in altre dimensioni, nei vari mondi della fantasia. Quello che Edith Pattou mi ha invitato a fare, è un meraviglioso viaggio tra fiaba e realtà, nella quale mi sono immersa totalmente, senza riserve, come solo la parte più "immortale" di noi può fare. La fiaba che lo ha ispirato (A oriente del sole e a occidente della luna), ha qualche passaggio comune con La bella e la Bestia. Consiglio a chi come me, ama entrare in mondi incantati, di leggere e farsi trasportare da questa intensa storia che ha davvero tanto da raccontare. Uno dei suoi punti di forza, è l'alternanza capitolo dopo capitolo, dei punti di vista dei personaggi principali, un escamotage che all'autrice è costato parecchia concentrazione (come potrete leggere nelle note prima dei ringraziamenti), ma che rende più articolata la narrazione (parere personale!).
Un romanzo potente dai molteplici messaggi, che tiene il lettore quasi sotto incantesimo, tra magia e realismo.
Il punto cardine ops, cardinale di tutta la narrazione, è la rosa dei venti, alla quale sono legati i personaggi di questa storia, e il loro destino.
Anche il libro è suddiviso in quattro parti, una per ogni punto cardinale.



Credevano nell'importanza assoluta della direzione di nascita. Non credevano nell'allineamento delle stelle e neppure nella posizione della luna, non credevano nel movimento delle maree e nemmeno nei tratti somatici che i genitori trasmettevano ai bambini. La mia teoria era che questa fantasia derivasse dalla loro ossessione per la cartografia.

La protagonista proviene da una famiglia di cartografi, che credono nell'influenza dei punti cardinali e nel legame che ogni persona ha con la propria direzione di nascita. Rose (come Rosa dei venti), è una bambina che fin da piccola, dimostra un carattere forte, una spiccata curiosità e un grande altruismo. E' attratta da ciò che non conosce, affascinata dal richiamo della natura, ama girovagare nel bosco e tessere al telaio rose dei venti.
Come in tutte le fiabe che si rispettino, appartiene a una famiglia molto numerosa, che manda avanti una fattoria nelle terre del Nord, e presto si troverà in difficoltà economiche, al punto di dover vendere la fattoria e cercare in ogni modo di sopravvivere all'inverno.
Ciò che rende magistrale questo romanzo, è l'intreccio tra magico e reale, tra un incantesimo e la stesura di una più o meno dettagliata carta geografica. Da un lato il fascino della magia e dell'immaginazione, dall'altro le spedizioni atte a disegnare nuove carte geografiche su pergamena e non più su pezzi di legno.
Nel momento di maggior disagio, quando la fame comincia a preoccupare la famiglia di Rose, si presenta la possibilità (sotto forma di orso parlante) di sopravvivere e poter rimanere nella fattoria dove i figli sono cresciuti. Ma questo ha un prezzo, e Rose, nonostante la sua giovane età, è disposta a sacrificare la sua libertà, per salvare la sua famiglia dalla fame e dalla miseria.
Un'eroina che dimostra una grande forza d'animo, pronta a lasciare la famiglia con la speranza di salvarla. Segue il suo benefattore fino al castello nel quale sarà trattenuta per quasi un anno, tessendo e suonando per far passare il tempo, senza chiedere spiegazioni, senza tentar di fuggire... fino a quando la sua curiosità metterà improvvisamente fine all'incantesimo del quale è schiavo il suo silenzioso orso benefattore.


Disperata e punta dal senso di colpa, deciderà di intraprendere un viaggio al limite del possibile, in cerca di quel luogo dove è stato portato il suo orso bianco. Un luogo che sembra non esistere, in cima al mondo nelle terre più inospitali. Il lungo viaggio di Rose, sarà reso meno difficile da una serie di aiutanti, Thor il vichingo, Malmo la sciamana Inuit, Tuki il troll. Tutti personaggi buoni che non esiteranno a correre in suo aiuto, percependo il suo coraggio e la sua forza d'animo. Il pericolo da affrontare non sono solo i ghiacci, gli orsi polari affamati e il freddo quasi mortale... c'è la regina dei Troll da sconfiggere per metter fine alla prigionia dell'orso, causata dalla sua curiosità.
Molto profondi e commoventi, sono i rapporti tra Rose, suo padre e suo fratello Neddy, come molto interessante è il tormentato rapporto tra Rose e sua madre, angustiata sempre dalla superstizione. L'emotività dei personaggi si riverbera sul lettore con un'intensità potente, che tiene incollati alle pagine come sotto incantesimo.
Inutile stare a parlarvi della storia d'amore che, come in tutte le fiabe che si rispettino avrà il suo percorso più che accidentato e neanche a dirlo il suo lieto fine, ma in questo caso non sarà il principe a liberare la pulzella... bensì la ragazza coraggiosa senza cavallo e spada, armata solo della sua caparbietà femminile, che attraverserà le deserte regioni polari per salvare il suo orso.
Trovo che sia un romanzo senza tempo, proprio come le Fiabe più belle che ci hanno letto e con le quali siamo cresciuti. Una storia che denota una passione e una dedizione da parte di chi l'ha pensata e scritta, una versione affascinante della fiaba norvegese, capace di tirar fuori il bambino che alberga in noi, di sospenderci nel tempo e nello spazio, e incantarci con descrizioni mozzafiato e quel freddo così persistente da sentirlo quasi addosso... come il silenzio che regna in mezzo alle terre dei ghiacci perenni, dove il popolo degli Inuit e quello dei troll affascinano per le loro usanze e credenze.
Una favola da leggere ai nostri figli, un modo per viaggiare e condividere la magia delle emozioni senza né tempo, né età.
Un plauso alla Rizzoli, perché sceglie sempre pensando alla qualità e ai lettori.
Non sono all'altezza di rendere giustizia a questo gioiello della narrativa, posso solo consigliarvi di cuore di comprarlo e leggerlo da soli o in compagnia di figli e nipoti, perchè sarete irrimediabilmente avvolti dalla magia delle parole.
La figlia del Nord
by Edith Pattou
(*)(*)(*)(*)( )(35)
foschia75foschia75 wrote a review
01
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Un esordio da leggere!!! Un erotico tutto made in Italy!!!
Lo ammetto, sono una lettrice curiosa, peggio del delfino delle Dufour. E anche questa volta la mia curiosità è stata premiata, da una lettura conturbante, piacevole e secondo me di qualità. Occhio, non ho scritto che è un capolavoro del romance erotico, ma per essere un romanzo d'esordio (preso certamente in mano da un editor con le sfere!) per me merita di essere letto, soprattutto se vi incuriosisce l'idea che sia stato scritto da un uomo (e che uomo!). Un po' come per la serie Blackstone della Miller, anche qui non si può fare a meno di associare il volto di Armando Prieto Pérez a quello del suo sexy personaggio Luis; non sono riuscita a "trovargli" un altro volto, perché secondo me quello del suo autore è perfetto... insomma possiede le physique du role! A parte il lato "visivo", ho trascorso due sere in compagnia di una storia assolutamente verosimile, ambientata a Milano, con personaggi di quelli che potremmo incontrare la mattina al bar o la sera in un locale trendy di quelli che tirano per una o due stagioni. Un artista cubano, che si guadagna da vivere in vario modo, crea sculture, posa in boxer (*__*) per qualche marchio in ascesa, accompagna signore sole agli eventi o ai matrimoni o semplicemente disegna nudi con il carboncino. Ora, i disegni a carboncino li tratteggia dal vero, perciò si avvale delle pose di modelle in carne e ossa, coglie l'attimo e ferma su carta quello sguardo, quella posa sensuale alla quale si abbandonano le donne che darebbero un rene per potersi mettere a loro agio nel suo studio, sul suo divano. Insomma avrete ben capito che abbiamo a che fare con un personaggio irresistibile, di quelli che per sopravvivere alle donne, qualche volta si deve negare. Cadono ai suoi piedi come mosche, anche solo dopo il primo drink. Quasi tutte, perché anche nella vita dello sciupafemmine più incallito, può capitare una donna "salmonata" controcorrente, di quelle che nonostante il fascino dell'uomo che le sta davanti, non perde mai di vista la sua dignità e l'equilibrio. Quella donna capace di entrare sottopelle come un virus, di toglierti il sonno e l'estro, di far dissipare la nebbia che ottenebra il tuo modo di vedere il genere femminile, come tutto di un colore e di una forma.
Eva, la prima donna, quella che venne tentata e assaporò il frutto proibito. Eva, la donna che assaggerà il desiderio, che toccherà il fuoco senza apparentemente bruciarsi. L'unica a bruciare sarà la passione lenta e inesorabile che assalirà prima Luis e poi Eva, in modi intensi ma diversi. Perché non c'è cosa più scontata per un uomo, che desiderare una donna che apparentemente lo respinge. Luis è un uomo abituato ad avere tutte le donne che vuole senza chiedere. Eva è tutto ciò che lui rifugge in una donna; aggressiva, cocciuta, orgogliosa, sciatta, difficile a schiudersi davanti al suo fascino. Forse è proprio questa impermeabilità al suo ego, che fa scattare la molla della seduzione in Luis. La vuole a tutti i costi, perché ha capito che questa donna va sedotta, plasmata sessualmente come lui plasma le sue sculture, con fantasia e immaginazione. E siccome l'occasione rende l'uomo ladro, Luis in un istante, grazie ad un simpatico furetto, mette in scena il primo atto del suo spettacolo teatrale, la seduzione della donna di ghiaccio. Secondo me non ha fatto bene, bene i suoi conti... a volte anche il ghiaccio, a diretto contatto con la pelle, brucia!

E sarà proprio quello che succederà al nostro borioso artista. Eva gli entrerà sottopelle, e nonostante lui si metta presto in fuga da quelle catene che lo hanno sempre allontanato dalle donne, Eva gli dimostrerà che le uniche catene che un uomo può sentire intorno a sé, sono quelle del passato e degli stereotipi. Lei è diversa da tutte le altre, e insegnerà a Luis che l'Amore è un qualcosa che non si spiega con le parole, ma con i gesti e il sacrificio, con silenzi talmente intensi da valere più di mille moine.
Per fare un romanzo, non bastano i protagonisti, sono necessari anche i personaggi secondari, se poi sono anch'essi ben caratterizzati da valorizzare la trama, ancora meglio. Leo, amico e vicino di Luis, Da Vinci, l'irresistibile furetto "collante", Adela sorella un pò naif di Luis, e la focosa Manuela amica di Eva. Un cast che rende la storia reale e molto verosimile, ben calata nel tessuto milanese, e impreziosita da scene di sesso realistiche e senza effetti speciali, sensualmente artistiche e comunemente erotiche.
Sento di dover ringraziare Armando Prieto Pérez, per aver riacceso in me, l'interesse per un genere dal quale mi ero allontanata, per la scarsa qualità e la troppa mercificazione delle trame. Mi piacerebbe leggere più spesso il punto di vista maschile nel romance erotico!
Tutte le volte che vuoi
by Armando Prieto Pèrez
(*)(*)(*)( )( )(56)
foschia75foschia75 wrote a review
03
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L'endemismo narrativo di Paola Cereda.



Un'isola, i suoi abitanti, una compagnia circense, la salsa Agata... il vento. Questi sono gli ingredienti chiave con i quali Paola Cereda compie un'alchimia, una formula magica con la quale opera un sortilegio narrativo fuori dal tempo, capace di ammaliare il lettore e trasmettere sensazioni nuove e inaspettate. Ogni personaggio ha qualcosa da dire, un messaggio da lasciare come in un magistrale spettacolo teatrale. Quello che colpisce è il contrasto tra realtà e fantasia, perfettamente intrecciati a creare un artificio narrativo peculiare, capace di indurre nel lettore stati d'animo che cambiano repentinamente, dall'ilare stupore, all'improvviso magone. A un certo punto mi sono chiesta cosa stessi leggendo, ero entrata in una dimensione bizzarra ma al contempo irresistibile, il romanzo mi ha risucchiata, coinvolta e travolta. Ero disarmata davanti alla grandezza del suo carattere. Quando una storia è capace di lasciarmi sensazioni difficili da spiegare ma pur sempre amplificate, per me ha raggiunto lo scopo per cui è stata scritta: rimanere impressa nell'immaginario, facendosi ricordare, lasciando un messaggio forte e chiaro... e qui messaggi ce ne sono parecchi, forti, intensi, capaci di spingere il lettore a porsi delle domande anche a distanza di giorni.
Un'isola senza nome, una donna all'apparenza fragile. Se dovessi paragonare Agata, a qualcosa, la vedrei come una roccia di granito, esposta agli agenti atmosferici per decenni, modellata fuori, ma sempre uguale nell'essenza. La protagonista di questa storia vive e cresce, cambia e matura, vivendo sempre sull'isola che l'ha vista venire al mondo, bambina poco amata dal padre, senza una figura materna che la sostenga durante le fasi più importanti della propria vita, come il momento in cui una bambina diventa donna, o il momento in cui una donna diventa madre. Agata, "subisce" la vita in silenzio, senza mai lamentarsi, senza mai piangersi addosso, senza mai perdere la propria dignità. Da ragazza chiaccherata, diventerà il punto di riferimento per le donne dell'isola, l'esempio che nonostante tutte le avversità, il dolore e la perdita, c'è sempre un motivo per andare avanti, per ricominciare. Ho sorriso per le bizzarrie di certi passaggi e l'originalità di molti personaggi, ho sentito salire il magone quando Agata viene messa alla prova da vicende più grandi di lei, di quelle che non augureresti neanche al tuo peggior nemico... eppure lei stoicamente affronta le prove che la vita le impone, con una dignità e un coraggio che lasciano basiti, se si analizza per un attimo la sua essenza, il suo modo di essere, il suo passato.
In questo romanzo sono stati amalgamati degli ingredienti davvero particolari, l'insularità e l'isolamento felice dei suoi abitanti, la presenza di un carcere che tiene lontano il turismo di massa e il cemento, ma tiene insieme la piccola comunità dentro e fuori dalla cella. La vita scorre placidamente, l'economia si basa sulla pesca e tutte quelle attività che rendono l'isola indipendente dalla terraferma. Tutto comincia a cambiare quando il direttore del carcere invita una compagnia circense sull'isola, per allietare i carcerati, e Agata accidentalmente inventa la Salsa che la renderà famosa sopra e fuori dall'isola. La salsa è il collante che tiene unita la comunità, ma che attira l'attenzione di persone estranee alla vita dell'isola, un elisir che rende quasi magica l'atmosfera del posto, che attira i visitatori e rende felici i carcerati. Dumitru Serban, arrivato sull'isola con il circo, rimane colpito da Agata e dalla sua personalità (e non per la sua salsa!), al punto che tra loro si instaura un dialogo fatto di sguardi e intesa, non hanno bisogno delle parole. Il loro incontro spingerà Dumitru a voler restare sull'isola, il loro legame si farà ancora più forte quando Agata si troverà sola ad affrontare una situazione alla quale non è preparata, venendo additata dagli abitanti dell'isola, come una donna di dubbia reputazione.
Questo è stato per me il punto di forza del romanzo, i silenzi che valgono più di tante parole, gli scambi emotivi tra i protagonisti, sono talmente forti da non aver bisogno di ricorrere spesso a dialoghi superflui. Gesti che riempiono lo sguardo del lettore. Dumitru è un uomo nomade, Agata è una donna legata alla sua isola, eppure sembrano trovarsi, come se avessero sempre fatto parte di un intero. Sembrano accettare senza riserve, i limiti e le stranezze l'uno dell'altra, senza curarsi della diffidenza e dei moralismi della comunità. Le cose sembrano precipitare quando la vita di Agata verrà stravolta da un evento che influenzerà, non solo la sua esistenza, ma la vita di tutti gli isolani, e coinciderà con l'arrivo di un personaggio che cambierà il volto dell'isola e le abitudini dei suoi abitanti. Sarà proprio Agata con la sua dignità e la sua forza d'animo, coadiuvata dalla sua famosa salsa, ad aiutare gli isolani ad aprire gli occhi e riprendersi ciò che è loro di diritto. Non posso raccontarvi di più, perché c'è un particolare fondamentale che è il cuore pulsante di tutta la storia, un personaggio di cui vorrei parlarvi ma rovinerei la parte più intensa e vivida del romanzo. Posso solo dirvi che i legami, la famiglia, l'amore nelle sue varie sfumature, sono l'ingrediente chiave di tutta la storia. Agata è una donna che una volta chiuso il libro, rimarrà nei vostri pensieri a lungo, perché sarà difficile non immedesimarsi in lei, nel suo modo di affrontare la vita, nella forza interiore che ci spinge ad andare avanti nonostante tutto.
Un romanzo davvero fuori dal comune, a tratti quasi grottesco, a tratti struggente, meriterebbe di diventare uno spettacolo teatrale!!!
L'epilogo vi dimostrerà che è meglio non dare mai nulla per scontato...
Lo consiglio perché è un romanzo senza precedenti. Continuerete a chiedervi cosa avete letto, quanto è potente questo libro.
Potrei riscrivere la mia opinione, due, tre, cinque volte.... sarebbe sempre diversa, perché questo romanzo è magia, e ci sarebbero davvero tante altre cose da dire. Leggetelo, rimarrete a bocca aperta.
Se chiedi al vento di restare
by Paola Cereda
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