A chi non è capitato di rivolgersi ad un bambino con frasi come “ti mangerei tutto”, “sei tutto da mordere”, senza, ovviamente, avere la reale intenzione di fargli del male? Perché queste esclamazioni fanno parte del nostro linguaggio, nonostante il cannibalismo sia considerato un tabù?
All’interno di questo libro, sottoposto a double-blind peer review, attraverso un’intensa analisi della storia e delle origini del cannibalismo, e numerosissime citazioni dei più grandi studiosi della materia, criminologi, antropologi e sociologi, l’autore illustra come l’antropofagia, che fonda le sue radici nell’uomo di Neanderthal, accompagna l’evoluzione della specie umana fino all’età contemporanea.
Iniziando con un’approfondita definizione di tabù, una rapida occhiata alla pratica del cannibalismo nei diversi continenti, passando per le storie di cinque dei più conosciuti cannibali mai esistiti, focalizzandosi sulla diversità di genere e come la serialità e il cannibalismo si sviluppino in base ad essa, una volta arrivati alla fine di questo studio, si disporrà di una quantità esaustiva di strumenti e informazioni che permetteranno di comprendere il fenomeno, le sue origini, le conseguenze, le modalità e tutto ciò che gli ruota intorno, sotto ogni punto di vista.
Con l’utilizzo di un linguaggio semplice e una completezza espositiva ricca, l’autore condivide informazioni, studi, definizioni, etimologie, ricerche, indagini, testimonianze e molto altro con il lettore, che non potrà fare altro che continuare a leggere per soddisfare la propria curiosità e il desiderio di approfondire l’argomento.
Attraverso metodologie e tecniche non intrusive o periscopiche, come specifica l’autore all’interno del libro, sono raccontati, nei minimi dettagli, i casi di studio di Leonarda Cianciulli, Andrei Chikatilo, i coniugi Baksheev, Jeffrey Dahmer e Armin Meiwes, con particolare attenzione al modus operandi di ognuno; le storie vengono arricchite, sempre sulla base di numerose fonti, tutte testualmente citate, dagli eventi che hanno spinto questi soggetti verso le suddette pratiche.
Infine, vengono analizzate le conseguenze giuridiche di ognuno e le difficoltà trovate, da chi di competenza, nell’emettere un giudizio verso qualcosa che si credeva così lontano dall’immaginario collettivo.
Il libro si conclude con un intenso approfondimento su Śiva, divinità più affine ai seriali cannibali, e sull'innovativa scoperta, da parte dell’autore, che i seriali cannibali siano soggetti ad un istinto atavico di tipo socio psicologico e Śivaista che si basa, appunto, su questa divinità.
Insomma, un libro completo, ricco di contenuti, con una quantità di fonti che mette in mostra l’immenso lavoro dell’autore.