Princess Lolita's Reviews13

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Ci rivedremo. Lo so. Sotto la cascata.
Honda, già coprotagonista di “Neve di Primavera”, rimane colpito dall'ingenuità, dal candore e purezza di cuore dell'idealista di destra Iinuma Isao, esperto di kendō e figlio del precettore del defunto amico Kiyoaki, convincendosi che debba essere la sua reincarnazione. Ispirato dallo “spirito di cieca devozione e di umile lealtà” della Lega del Vento Divino, gruppo di samurai nazionalisti di Kumamoto, promulgatori dello spirito giapponese, devoti all'imperatore come rappresentate della divinità e avversi all'occidentalizzazione e alla modernizzazione del Giappone, Isao aspira come loro a mettere fine al malgoverno usando la forza della spada, “simbolo dello spirito eroico e indomito della nazione” e a sacrificare la propria vita con il suo ideale suicidio rituale, dandosi la morte “su una scogliera sotto le fronde di un pino mosse dalla brezza, ai forti e caldi raggi del sole nascente, con negli occhi il riflesso del mare scintillante”.
Attraverso la bocca e i pensieri dei due protagonisti e di personalità della burocrazia, della finanza e dell'industria, Mishima espone idee e ideologie socio-politico-economiche del Giappone del trentennio riguardanti la situazione estera, il programma economico del governo, la corruzione politica, il capitalismo, l'influenza del comunismo e il rapporto con l'Occidente cristiano, ma anche teorie filosofiche o riflessioni a carattere più generale come la percezione della realtà, della storia e della volontà individuale, fino a digressioni sul buddhismo. Le vicende di Isao e di Honda si alternano e si intrecciano tra loro e, come “in uno strano scherzo del destino”, con luoghi e persone che furono rilevanti e determinanti nella vita di Kiyoaki .
I misteriosi sogni e il desiderio di Isao di rinascere donna per evitare l'illusione che consegue all'ideale anticipano il terzo capitolo della tetralogia.
A briglia sciolta
by Yukio Mishima
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Ambientato in un Giappone descritto dall'alternarsi delle stagioni e su cui aleggia l'ombra dalla seconda guerra mondiale (ma di cui i personaggi non ne realizzano la portata), il romanzo raffigura quattro tipologie di donne dai caratteri psicologici ben delineati: l'onore familiare della primogenita Tsuruko che si trasforma in freddezza spietata pur di evitare lo scandalo e salvare le apparenze, l'equilibrio e la mediazione tra l'affetto sororale e l'ambiente esterno di Sachiko, il fascino tradizionale della timidezza e delicatezza di Yukiko, la modernità e sfrontatezza che sfiora la volgarità e il non rispetto delle norme sociali dell'ultimogenita Taeko. Tutte sono comunque vittime del loro ambiente sociale: i miai, gli obblighi imposti dall'età e dalla gerarchia, l'importanza dell'aspetto esteriore su cui si basa il giudizio degli estranei, l'eterna rivalità tra Osaka e Tokyo, la sottovalutazione della politica estera (le conseguenze della crisi politico-economica si risolvono per le protagoniste in problemi relativi alla sfera quotidiana: la diminuzione dei turisti durante le gite per la contemplazione dei ciliegi in fiore, l'annullamento degli amati spettacoli di Kabuki, l'impossibilita di tingere i tessuti per i kimono in preparazione del matrimonio ecc.).
Libro attuale e moderno, offre uno spaccato della vita del trentennio che permette di comprendere e approfondire la cultura del Giappone moderno, con i suoi legami indissolubili con il passato e le contraddizioni della modernizzazione e occidentalizzazione.
Peccato per la traduzione e le traslitterazioni desuete.
Neve sottile
by Junichiro Tanizaki
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Spoiler Alert
Ambientato in una Sardegna arcaica, in cui i rapporti tra uomo e donna sono caratterizzati da una netta separazione sino dall'ambito familiare, la poca comunicazione con i genitori e l'educazione della madre, che educava i figli “come era stata educata lei, conducendoli con sé in chiesa, e in casa tenendoli separati, insegnando loro che San Luigi non osava guardare sua madre perché era una donna”, porta la protagonista Gavina a vedere nel fratello, in quanto uomo, un nemico. Secondo i precetti materni anche un matrimonio di passione, in cui “quasi sempre la donna e l'uomo si uniscono spinti da una desiderio peccaminoso, senza sapere bene quello che fanno”, una volta finita l'attrazione fisica, trasforma marito e moglie in nemici.
La protagonista cresce dunque in un'atmosfera legata alla continua ossessione per il sacrificio (“si sentì felice di amare, per la soddisfazione di soffocare il suo amore!”), la mortificazione della carne e l'autolesionismo (il cilicio della nonna, i digiuni), all'isteria religiosa, alle visioni erotico-mistiche dei santi (la visione di San Luigi che si fonde con quella del dolorosamente amato seminarista Priamo).
Il romanzo è diviso in tre parti tematiche, che rappresentano il processo emotivo evolutivo di Gavina: l'imprigionamento nel mondo arcaico, il passaggio semi forzato a quello moderno, il risveglio alla vita.
Rappresentanti della mentalità arcaica sono le figure del severo confessore, il canonico Bellìa, e dello zio, il canonico Sulis (simbolico sarà il consiglio a Gavina prima di partire per Roma: “C'è il brutto vezzo, ora, di permettere qualsiasi lettura alle donne maritate. (...) specialmente nelle grandi città le donne leggono tutto: e questo finisce di compiere l'opera del diavolo. Ti guarderai bene dal seguire l'esempio delle altre donne."). Al contrario, zia Itria, che nella sua casa dà asilo ai malviventi e i disadattati del paese, rappresenta in questo periodo il personaggio negativo da cui Gavina si tiene a debita distanza.
La seconda parte rapprensenta il matrimonio con il medico Francesco che con la scienza, le letture e la ragione la aiuta ad uscire dal mondo arcaico, evasione simboleggiata anche dal trasferimento fisico a Roma.
L'ultima parte vede protagonista una Gavina ormai cambiata che, ritornata al suo paese, riconosce la sua vecchia nevrosi ormai divenuta pazzia nell'amica Michela e si avvicina a quei personaggi disadattati che inizialmente disprezzeva.
Ogni parte è inoltre segnata da una morte: quella del padre alla fine del primo capitolo, vissuta come una castigo per i peccati che Gavina crede di aver commesso; quella di Priamo nella seconda parte, il cui senso di colpa le impedisce di godere appieno del matrimonio; quella di zio Sorighe, in qualche modo collegata a quella del seminarista, ultimo ostacolo al risveglio alla vita della protagonista.
Sino al confine
by Grazia Deledda
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