steam engenius's Reviews512

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L'uomo vestito di nero
by Stephen King
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Saggio molto interessante che parte da una ricostruzione storica dell'unità d'Italia, attraversa gli albori del calcio sia in Inghilterra che in Italia, fino agli scandali moderni, tutto abbastanza documentato. Partendo dalle cose positive, è sempre interessante leggere un libro che racconta ben altra storia rispetto alla bella favoletta che si racconta a scuola su come è avvenuta l'unità d'Italia. Ho trovato molto interessante anche la parte in cui descrive come è nato il gioco del calcio. Entrambe queste parti, però, peccano di documentazione: forse l'autore ha voluto omettere le fonti nel testo (ci sono comunque nella bibliografia), ma per come sono impostati i primi capitoli, sembra più una sua personale deduzione, e non un sunto di fonti autorevoli. Le parti più interessanti, dal punto di vista dell'appassionato di calcio, sono probabilmente la terza e la quinta, ben documentate. La terza parla di come il calcio è arrivato in Italia e di come si è fatto in modo che diventasse un privilegio quasi esclusivamente del triangolo industriale (Milano, Torino, Genova), ed un atteggiamento di apertura al meridione ingannevole, di facciata, non sostanziale. La quinta parte parla degli scandali del gioco del calcio, molto spesso legati alla Juventus, ma qui si intravede un po' di faziosità dell'autore, tifosissimo del Napoli, che nella quarta parte del libro è anche più evidente. E questo è il primo dei lati negativi. L'altro riguarda l'incoerenza che ho notato circa un atteggiamento quasi razzista: l'autore denuncia come si prenda Napoli come esempio negativo in qualsiasi città dove qualcosa non funziona, però poi non esita a fare paragoni con Calcutta, denigrando la città indiana. Resta un bel lavoro, piacevole e quasi documentaristico, forse però anche un po' troppo allungato e troppo lusinghiero nei confronti di una città che, bella, acculturata ed importante, per carità, ma anche realmente piena di problemi.
Dov'è la vittoria
by Angelo Forgione
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Ultimamente devo ammettere che nelle mie letture mi faccio condizionare troppo da idee altrui. A parziale giustificazione, posso dire che avendo veramente pochissimo tempo da dedicare alla lettura, cerco libri recensiti molto positivamente da molte persone, salvo poi trovarmi a chiedere perché. Questo libro non è male, per carità, ma non è quello che mi aspettavo e non è riuscito mai a coinvolgermi. Già la traduzione del titolo in italiano è fuorviante, come spesso accade. Perché il protagonista di questa storia, un undicenne di nome Peter, sogna a occhi aperti, ma non inventa alcun sogno, quindi il titolo tradotto così secondo me non ha proprio alcun senso. Il primo capitolo è introduttivo, l'autore presenta la famiglia di Peter, ma i sogni veri e propri si trovano nei successivi 7 capitoli. All'inizio si fa anche un po' fatica, forse perchè ho letto sempre alla fine di giornate molto stancanti, ma non ho capito subito che si trattasse di sogni a occhi aperti, mi aspettavo le invenzioni! Poi, capito il meccanismo, si spera che accada qualcosa di diverso, non nel sogno in sè, che per inciso è sempre diverso, ma proprio nella trama! Ad ogni capitolo ci si aspetta che da un momento all'altro Peter inizi a fantasticare, cosa che puntualmente succede, e poi torna alla realtà. Un po' noioso. Viene considerato un ragazzino difficile, ma questa tematica è molto poco approfondita. Insomma, le aspettative c'erano e sono rimaste disattese, ma probabilmente parte delle colpe di questo mancato coinvolgimento devo attribuirlo a me stesso.
L'inventore di sogni
by Ian McEwan
(*)(*)(*)(*)( )(3,417)
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Romanzo storico ambientato nella Palermo del 1677. Dopo la morte del Vicerè di Carlo III di Sicilia, sua moglie Eleonora trova una lettera da lui scritta prima di morire e da leggersi dopo la morte del Vicerè stesso. Nella lettera il defunto assegna l'incarico proprio alla moglie, scatenando l'ira dei nobili locali, che avevano già iniziato ad approfittare del vuoto venutosi a creare in attesa che venisse inviato in Sicilia un nuovo Vicerè. Eleonora si mostra intelligente e sensibile ai problemi di una popolazione ridotta in miseria ed in particolar modo delle donne, in un'epoca dove gli incarichi importanti erano tutti nelle mani dei soli uomini. Una donna così brillante, capace di tenere testa a un gruppo di uomini avidi di potere (e non solo!), non può che suscitare le ire di questi, soprattutto del vescovo, bramoso di estendere il potere della chiesa sulla città. Il mandato di Eleonora dura solo 27 giorni, praticamente il periodo che ci mette la luna a compiere la sua rivoluzione, e la speranza di risollevare le sorti della città naufragano in un contesto manipolato da chi preferisce il proprio potere al benessere collettivo. La storia di questa donna è vera, come è reale il contesto in cui è stata inserita una storia romanzata molto bene dall'autore. C'è passione, voglia di rivalsa e ci sono tutti quei meccanismi che oltre 340 anni dopo sono ancora vivi in una Sicilia che non è mai riuscita a tornare ai fasti dell'antica Grecia. Un libro bello, a tratti esilarante, intenso e molto piacevole alla lettura, con lo stile inconfondibile di un autore tra i più importanti della storia dell'isola.
La rivoluzione della luna
by Andrea Camilleri
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É una raccolta di racconti così diversi tra loro che ho avuto difficoltà nello scegliere il genere, allora semplicemente ho risolto escludendoli tutti. I racconti sono circa una ventina, tutti molto brevi tranne uno, in cui si chiudono gli omosessuali in un istituto specializzato nel curare la loro "malattia" (l'autore è dichiaratamente omosessuale). Per lo più i racconti lasciano davvero molto poco, si dimenticano quasi tutti in fretta nonostante tocchino argomenti tanto cari a questo autore. Per lo più sesso, presente in molte storie in modo diretto ed esplicito o indiretto, come nella storia di un ragazzo che usa il suo pene per creare una disgustosa colonia di batteri e quant'altro, che finiscono col renderlo un mutante. Le storie che mi hanno veramente trasmesso qualcosa, però, sono solo due. La prima è quella di un uomo che viene attirato ed imprigionato nei condotti delle fogne della città, un'esperienza raccapricciante non solo per la sorte che gli capita, ma perché lì trova le spiegazioni dell'abbandono di suo padre quando era solo un bambino e pensa che questa stessa triste sorte, senza alcuna motivazione apparente, potrebbe essere riservata anche a suo figlio. La seconda è quella che riguarda un cavallo, diventato famoso per aver avuto un rapporto sessuale con un uomo causandone la morte per emorragia interna. L'animale viene visto come un assassino, ma la figlia ne è innamorata, è consapevole della storia dell'animale ed è una fredda affarista. Due storie pesanti ma belle, che trasmettono emozioni profonde. Troppo poco, però, in un libro di questa lunghezza. Peccato, perché a tratti l'antico genio di questo autore si mostra in tutta la sua forza.
Romance
by Chuck Palahniuk
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Tra i più copi romanzi del celebre Harry Hole, sicuramente quello che mi è piaciuto di più tra quelli letti fino ad ora. E ci tengo a precisare che ho seguito nella lettura lo stesso ordine con cui i romanzi sono stati pubblicati, ciò vuol dire che la vena creativa di questo autore è ancora un fiume in piena, dopo ben 9 romanzi. La storia si apre con Harry che vive ad Hong Kong da ormai 3 anni, lontano dalla sua Oslo, dalla stazione di polizia dove ha risolto tanti casi, dalla donna che ama, dal figlio di lei, Oleg, a cui è affezionatissimo. Ed è proprio per il giovane che Harry torna in Norvegia, per salvarlo da un'accusa pesantissima di omicidio per regolamento di conti in un affare di droga in cui il ragazzo sembra immerso fino al collo. L'indagine è appassionante, l'autore riesce a trasmettere al lettore i sentimenti che Harry prova per il ragazzo e per Rakel, la madre di Oleg, la donna che avrebbe anche potuto sposare, se fosse riuscito a condurre una vita normale. É una storia straziante, di loschi personaggi senza scrupoli, di giovani che perdono la dignità e ogni possibilità di vita decorosa per via della droga, di sofferenze sentimentali e anche un po' di speranza. O forse sarebbe più giusto dire illusione, ma questo è un punto molto soggettivo, che chiunque legga questa storia può facilmente mettere in discussione. Il turbinio di sentimenti è tale che lo stesso lettore si associa moralmente e affettivamente a Harry, ha quasi bisogno di credere che sia come pensa lui, che c'è un check in da fare, un aereo da prendere e una normalità da godersi altrove. Un viaggio verso la felicità, o uno sguardo in un'altra direzione, un istante che condanna all'oblio. Letto a un ritmo infernale, nonostante impegni di lavoro, famiglia e quant'altro, ma un simile capolavoro emotivo e investigativo non può aspettare. Meraviglioso.
Lo spettro
by Jo Nesbø
(*)(*)(*)(*)( )(1,326)
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Ho scoperto l'esistenza di questo libro 12 anni dopo la sua pubblicazione e, soprattutto, dopo che l'editoria italiana avesse cambiato il cognome della famiglia che dà il titolo al volume. Solite incomprensibili scelte editoriali a cui comunque non riesco mai ad abituarmi. Di questa autrice avevo letto e per certi versi amato la serie del donatore, distopia pura, e l'idea di un libro per ragazzi non mi aveva entusiasmato molto, ma ho voluto comunque provare. Del resto il tempo che ho a disposizione è poco e devo scegliere bene le letture con cui impiegarlo. I Sappington sono una famiglia con madre, padre e 4 figli, tra cui una coppia di gemelli. I genitori vogliono liberarsi dei figli e viceversa. L'autrice parla di "famiglia d'altri tempi", senza ben specificare cosa intenda, ma effettivamente sono molti i riferimenti a storie narrate in passato, da cui si evince che questa famiglia è piuttosto singolare nell'epoca in cui vive. Coprotagonista, se così si può dire, è un'altra famiglia della stessa città, in cui è rimasto solo il padre (perché, a quanto pare, la moglie e il figlio sono rimasti sotto una valanga), un uomo ricchissimo ma depresso, che vive nell'abbandono più totale. É un'opera sul "trovarsi" e sul "ritrovarsi", in cui i sentimenti trionfano sulle ragioni, e le avversità sono vissute con risolutezza. Una storia che punisce senza enfatizzare le punizioni e, invece, scorre liscia verso un inevitabile lieto fine. Piacevole, simpatico e scritto bene, ma certamente senza l'ambizione di diventare un'opera d'arte contemporanea.
La famiglia Sappington
by Lois Lowry
(*)(*)(*)(*)( )(84)
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Libro che esce dopo la trilogia degli hunger games ma che rappresenta un preziosissimo prologo. Ambientata durante la decima edizione dei giochi, è la storia di Coriolanus Snow, che 64 anni dopo sarà il presidente di Panem ma qui è un adolescente che sta per finire la scuola ed è il mentore della ragazza del 12° distretto. La ragazza è Lucy Grai Baird, uno spirito libero, musicista, rimasta intrappolata nel dodicesimo quando Panem ha isolato i distretti e finita nell'arena a contendersi la libertà di vivere contro altri 23 tributi. Coriolanus è discendente di una nobile famiglia di Panem ormai ridotta alla povertà, la speranza di conquistarsi una borsa di studio vincendo i giochi, o comunque facendo una buona figura, rappresenta la speranza di tutta la sua famiglia. Lucy Gray non è una combattente ma è scaltra e affidandosi alle sue capacità canore conquista sponsor e, quindi, viveri, preziosissimi nell'arena. É un'edizione dei giochi particolare, che getta basi solide che diventeranno tradizioni anche 64 anni dopo, ai tempi di Katniss Everdeen. Finiti i giochi, la storia cambia radicalmente, ci si sposta da Panem al 12° distretto, Coriolanus fa il pacificatore, Lucy Gray si esibisce come musicista. Non ci si annoia mai, si arriva tutto d'un fiato fino alla fine, tutt'altro che banale. Nonostante gli impegni l'ho letto in pochissimi giorni, mi ha turbato anche il sonno e quando l'ho finito ho avvertito la triste sensazione del distacco da una amica, perché il personaggio di Lucy Gray è così forte che a libro finito se ne sente la mancanza. Bellissimo.
Ballata dell'usignolo e del serpente
by Suzanne Collins
(*)(*)(*)(*)( )(265)