Pennellate secche e decise per descrivere solitudini e speranze . Forse solo troppo breve per tematiche così importanti .
Il racconto schietto e doloroso di una donna che mette se stessa al centro del suo mondo senza cadere nella trappola della facile proiezione: "Non è di loro che parlo, io di loro non so nulla... parlo di me. [...] Il comandante, così come è davvero, con la sua realtà, non c'entrava niente: fui io che trasferii uno sguardo di compassione nell'universo dell'erotismo."
Ma a volte questa spietata consapevolezza diventa difficile da sopportare e allora ci si vorrebbe adagiare un attimo: "E' una sensazione vagamente dolce, quando aderisci all'immagine che ti danno gli altri: come un dolore che sta passando sotto l'effetto del farmaco. Ti arrendi a essere un poco meno di quello che sei. Che già la vita ce ne dà troppe occasioni, di sentirci diversi dagli altri e soli come cani."
Poi però non ci si sente autentici e quindi non si può fare altro che ritornare a se stessi, ma con il desiderio persistente di apertura verso l'altro da una parte e la consapevolezza della distanza e del mistero dall'altra: "Che la tua vita non sarà davvero rappresentata davanti a quel giudice, che lei o lui non se la sapranno davvero figurare. Che dentro la loro testa si farà la forma di un'altra cosa, così dissimile dal tuo caso che la soluzione trovata, il giudizio espresso, la sentenza depositata, racconteranno tutta un'altra storia."
E anche se ci sforziamo di aprirci all'altro, il gap rimane: "Non riusciremo mai a dirvi davvero tutto quello che le nostre retine hanno visto impresso, né cosa, di quelle immagini, ci ha trasformato per sempre il cuore. [...] Il massimo che possiamo fare, di queste camere stagne in cui viviamo, è socchiuderne un poco le porte, tenerle accostate per sentire l'altro. E confermarci che è diverso."
Potenzialmente una gran bella storia ma resta troppo abbozzata, senza andare in porfondità nei fatti e negli antefatti. La scrittura è ricercata e godibile ma talvolta scade in fastidiose sgrammaticature, certamente volute dall'Autrice ma non giustificate con lo sviluppo della narrazione.
...Continuaintenso, intimista, poetico, scritto in maniera semplice, perfetta per descrivere sentimenti ed emozioni nascoste. Poche frasi che rivelano una vita sofferta per la perdita del proprio compagno, per la vita monotona di un'insegnante di un carcere e al tempo stesso ricca delle emozioni del mare e della ragazza straniera che le riaccende la vita, dandole la possibilità di vivere una sorta di maternità negata a priori. Molto coinvolgente
...ContinuaEducare i giovani carcerati.....con problemi annessi e connessi. Scritto bene.
