Con il neorealismo abbiamo dato larga voce ai fatti accaduti ma c'era anche un altro clima, di "vittoria" specie delle sinistre, così degli anni '70 poco si è detto in confronto ai fatti accaduti, così densi e complessi come non mai...su Merry non è questione di un giudizio bene o male buona o cattiva, ma è il simbolo di un "funerale", quello del "Peace & Love" che già nel '68 perdevano colpi, soprattutto l'area pacifista di Woodstock. In Italia sui romanzi i saggi hanno avuto la meglio, forse perchè per anni era troppo presto dare la voce ai protagonisti della lotta armata(uno dei primi libri uscì solo nel '93 "A viso aperto" intervista tra il giornalista Scialoja e Curcio. I romanzi arriveranno dopo, a parte quelli che raccontavano il '77 come "Boccalone" di Palandri o "Piove all'insù" di Rastello...poi "Magia rossa" del valido Manfredi. Anni dopo la casa editrice "DErive aprrodi" pubblicano "Rosso di Maria" e anni dopo "Clandestina" di Teresa T. Zanetti, poi "insurrezione" di Poli e "A miccia corta" di Segio...l'intensità straziante è una frase che può toccare dei punti o altri, fatto sta che quegli anni, a mio parere, furono per tutti un'intensità straziante...grazie per il confronto. Alla prossima, ciao Vittorio(Bello il gatto di Balthus)