Questa è di mia traduzione da Pastorale Americana (molto bella):
"Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, così come cerchi di accostarti alle persone senza aspettative realistiche, senza biasimo o fiducia o arroganza, tanto piacevolmente quanto vorresti essere, mettendo da parte macchinazioni di guerra e servendo in mezzo piatti con buoni nutrienti, vai verso loro con giocosità invece di sentirti unico con i tuoi discorsi distruttivi, cerchi di comprenderli con mente aperta, come eguali, da uomo ad uomo, come si usa dire, e già lì non cogli quel che viene confuso per errore. Dovresti avere il cervello in stato di grazia. Il tuo errore prima di incontrarli, il quale ti anticipa nell'incontro; cogli gli altrui errori che tu stesso portavi apprendendoli dagli altri; e poi ritorni a casa a raccontarti qualcos'altro su quell'incontro e scaricando di nuovo tutti gli errori su quelli. Naturalmente la stessa regola generale vale per loro con te, la qual cosa è realmente un'illusione abbagliante svuotata da tutte le percezioni, una forma sorprendente di errata concezione. E già come siamo fatti riguardo a questo terribile affare verso gli altri, il cui dissanguamento del significato lo pensiamo come avere e apprendere di più invece che quel significato già ridicolo in sè stesso, così siamo tutti altamente equipaggiati alla visione completa di un'altra ineriorità al lavoro e di un invisibile disegno? E' qualcosa che ci stende e blocca alla porta e siede preclusa come fanno gli scrittori da soli, nella propria camera insonorizzata, giudicanti le persone all'esterno delle parole e poi proponenti le stesse parole di quelle come chiuse verso le cose reali quanto verso le realtà personali quelle che noi comprimiamo con la nostra ignoranza ogni giorno?
Rimane il fatto che quello di comprendere le persone non è vivere tutto ad ogni modo. E' prendere i loro errori da ciò che si è vissuto, dando loro gli errori e gli errori e gli errori e poi, in fondamentale riconsiderazione, ritenere i loro errori di nuovo. Questo è come noi sappiamo essere vivi: siamo sbagliati. Forse la cosa migliore dovrebbe essere cominciare ad essere giusti o sbagliati riguardo alle persone e solo andando avanti per sbarazzarcene. Ma se tu riesci a fare tutto quel tutto per bene, sei fortunato."