Ctonia -6, corpus hominis/ corpus beluae, Luglio 2010. PRIMO CARTACEO UFFICIALE. 52 PAGINE ILLUSTRATE A COLORI. DAL 22 LUGLIO DISPONIBILE SCRIVENDO A:
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ctonia.comDall'editoriale:
"Questa sesta caduta è per lo più impregnata - in alcuni scritti radicalmente, in altri anche solo marginalmente - del complesso rapporto tra l’animale-uomo e l’animale-bestia. Rapporto che nello specifico finisce per investire la questione del corpo in quanto quest’ultimo, messo in guerra con lo spirito, viene pensato tramite l’animalità.
Come evidenzia bene Giorgio Agamben ne L’aperto (Torino, Bollati Boringhieri, 2007) la metafisica occidentale, proprio in quanto metá-physis, ovvero superamento della natura, è stata alla base della costituzione di quella macchina antropologica che, tramite l’assolutizzazione del logos, ha per lo più avuto il compito di definire l’umano in opposizione alla corporalità dell’immediatezza animale. Ciò che appare costante, in questo meccanismo di difesa da ciò che delle nostre radici maggiormente ci inquieta, è l’ossessione per una presunta necessità di rimuovere l’alterità animale, corporale, al fine di una continua definizione di noi stessi come esseri spirituali.
La mente, la testa, il pensiero sono dunque sempre stati l’elemento di netta separazione (talvolta ideologica, talvolta pensata con lucidità e consapevolezza dei propri limiti) dell’uomo dalla bestia. Il corpo, invece, in quanto caratterizzato da immediatezza e necessità, ha sovente costituito fonte di angosciosa vicinanza tra animalitas e humanitas. La foresta, la giungla, o comunque gli ambienti selvatici più o meno incontaminati diventano così lo spazio simbolico di una geografia del puro corpo, del puro bisogno, del puro dramma della lotta per la sopravvivenza..."