Nessuna garanzia? Nemmeno per Silvia Camagni? Allora è vero, una volta terminata l'attesa dei barbari, la nostra città è da considerarsi morta! Nemmeno il tempo di una cena, a base di litio, che il primo Dio, quello delle Zecche, SCATENERA' LA PROPRIA IRA.
Non avremo nemmeno il tempo, il quale scorre lungo i bordi, di ricordare l'emblematica notte dell'11 ottobre, prossima all'inverno dell'85! Ricordi cosa successe? No? Forse è meglio che ti rinfreschi la memoria, Fausto.
Il nostro amico Alessandro, te ne ricorderai sicuramente, era stanco di novità, quindi decise di commettere l'atto definitivo, in via Vasco De Gama (Ravenna), credendo di poter trovare ed estinguere quel fuoco fatuo che, per disgrazia, incendiò la sua casa, facendolo restare senza un posto dove dormire.
Tutto questo, se ricordi bene, era già stato tentato il 15 di Agosto, a Coney Island, chiamando anche noi, per fargli compagnia: un vero e proprio invito al massacro.
Poveretto, pensando alla sua salma, piena di insetti (oh, quelli che si trovano soprattutto sul Viking Express), penso alla propria bellezza violata dalla fredda morte. La cosa più triste, ad ogni modo, è che nessuno, eccetto noi, che accendiamo lumi e, forse, altri nomi sconosciuti (che trovate, per far perdere le proprie tracce!), non serbi alcun ricordo.
Ti cito le sue ultime parole scritte in una lettera, trovata in quella donna ritrovata morta, in Spagna, con un sorriso selvaggio: "Avevi ragione, ti sto cercando nel Privé; tutto questo, lo ammetto, è per un sapore, tutto qui. Mi piacerebbe ogni tanto averti qui, sotto il Cielo, o magari nelle nostre stanze, per saziare il tuo corpo affamato. Ma, vista la tua scelta, tolgo gli ormeggi"
Potrei andare avanti per ore.