Non è stata una scelta deliberata, nel senso che non mi sono detta "Via, leggiamo contemporaneo". Murakami l'ho letto (volentieri) perché mi fu regalato per il mio compleanno, ma la digestione è lenta, io personalmente ne posso leggere solo uno ogni qualche mese, sennò scoppio.
Forster l'ho incontrato a causa di un esame (e pure la Woolf): è il tipico scrittore inglese del suo tempo e quindi ci litigo un po' ma ha degli slanci eccezionali.
McCarthy invece è una scelta deliberata. Penso di poter dire con certezza che è il mio scrittore preferito. Ha i miei stessi occhi e scava dove scavo anche io, solo con parole molto migliori di quelle che posso sperare per me. E' molto duro, comunque.