Sono sempre più fermamente convinta che dare stellette ai libri sia un'operazione piuttosto crudele, o meglio, poter scegliere soltanto fra quattro stelle (senza alcuna possibilità di 'sfumare'): ci vuole da parte di tutti un pò di coraggio, forse.. ad ogni modo, nel farlo, tengo conto di quanto il libro mi ha coinvolta ed emozionata e di quanto la lettura mi ha lasciato, è forse un metro di giudizio speciale? ..Non so, per altro, se sia giusto dover considerare il fattore omologazione (e via dicendo) anche mentre si 'passeggia' in questo posto così, mi viene da dire, passionale chè è aNobii, un posto praticamente fatto di emozioni, di qualsiasi tipo: curiosità che ci spinge a nutrire la lista dei desideri, commozione per certe recensioni, disaccordo per altre, divertimento per altre ancora, 'in lettura' significa spesso essere immersi in certe pagine fino ad immedesimarsi con i personaggi e vivere con loro, e anche le stellette, per quanto crudeli, sono certa comunichino qualcosa anche loro: un posto, insomma, in cui, almeno per quel che mi riguarda, non si può fare a meno di perdere tutti quelli che sono gli 'schematismi' e in generale la rigidità che ci accompagna forse anche troppo fuori. Per questo dico, non mi era mai venuto in mente che qualcuno potesse stabilire un link tra le stelle e qualcosa tipo l'omologazione.. io mi auguro, e credo con fermezza (se sia falso, non voglio saperlo) che tutti qui dentro attribuiscano il 'voto' interpellando solo sè stessi e guardando agli altri senza nessun altro fine che il confronto. Leggere Shakespeare nella mia classe, tutti insieme, ed andarlo a guardare drammatizzato in teatro è stato bellissimo, da 4 stellette. Mille splendidi soli (che ho chiuso ben due anni fa) è un libro che fa male, e leggere di Mariam (credo si chiamasse così) continuamente sottoposta al'oppressione di suo marito, non sono riuscita a sopportarlo, e al punto in cui le tre donne vengono rinchiuse segregate nella stanza da letto (credo di ricordare bene) con la bimba che piange e si dispera per giorni al buio e digiuna, ho dovuto chiudere, abbandonare, sì. Al film Il cacciatore di aquiloni ho pianto, nel cinemino semivuoto, e ho detto alla mia amica di quanto il libro mi avesse fatto poco effetto, al confronto. Spero che dare ascolto a sè stessi sia meno duro di quanto dici, altrimenti c'è da preoccuparsi! Ricambio quel 'coraggio', non guasta mai. :) (cercherò notizie sul testo che mi citi, merci)