Condivido totalmente l'idea di ricerca di verità, che per uno studioso resta un dovere intellettuale prima che professionale.
Resta però il fatto che la storia la scrivono i vincitori, e comunque il contesto sociale (dei vincitori, che tendono poi inevitabilmente ad omologare a sè i vinti) infuenza le interpretazioni, insieme al punto di vista che muta nel tempo (il famoso serpente in cammino della Storia).
Ovvio che il discorso è complesso, ma non sottovalutiamo il fatto che gli sconfitti non hanno modo di scrivere la loro storia, spesso perchè sono anche morti, sempre perchè, in quanto sconfitti, i loro valori non fanno più parte della "normale" percezione della società.
In ambito sportivo poi, chi vince ha sempre ragione perchè sull'albo d'oro resta solo lui :)
bye