Ciao rispondo qua al tuo feedback all' idiota perché pare non si possa rispondere direttamente ma solo aggiungerne di nuovi, comunque: si avevo letto, specialmente dopo, diverse critiche e analisi all' Idiota proprio per cercare di ricredermi sul valore assoluto dell' opera. A distanza di mesi non ricordo più quali e di chi, tuttavia ricordo che non mi convinsero. É sottinteso che l'opera in se ha un elevato valore storico, stiamo parlando del resto di uno dei più grandi autori di ogni epoca, tuttavia proprio per questo mi aspettavo che l'idiota riuscisse a trascendere la contingenza temporale ed elevarsi ad emblema umano totale, come può essere per il Faust per farti un esempio, invece con rammarico ho notato, e nessuno é riuscito a convincermi del contrario, che rimane troppo legato alla sua epoca, al suo contesto,alle dinamiche sociali di un mondo che ormai non é più. E dal mio punto di vista, ma ripeto é solo una mia opinione, alla luce delle dinamiche quotidiane dei rapporti sociali, dalle quali non è possibile prescindere poiché viviamo in questo periodo, venendo a mancare nell' Idiota quegli elementi che lo rendono immortale, e abbondando invece di elementi che ne limitano la vicenda al personale, risulta abbastanza superato. La nostra epoca é una di elevata interazione sociale, dove le distanze e i modi, le maniere, i costumi e molte altre barriere sono superate dall' accessibilità dell'informazione e dalla velocità con cui questa si ottiene, la dinamica stessa del nostro scambio di idee ne è una prova, mi chiedo allora cosa ne avrebbe pensato Dostoevskij della sua storia collocata in un mondo simile, avrebbe ancora una qualche rilevanza? Un qualche significato? Probabilmente sì ma solo come documento storico di un'epoca che sia nel bene che nel male ormai non è più.