Silverenes

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Silverenes

Perditempo, osserva nuvole.
07.05.1900
Bologna, Italien

Anobianer seit 30.12.2007

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Silverenes
Silverenes
Albana per una donna che non c'è

(Ad alessandra e angela, Bologna, dicembre 2017)

Vieni mettiamo alla prova l' amore a mangiare per strada nel primo locale che magari ha il cuoco scortese e manco una stella finta finita sull'ultimo trip

Vieni mettiamo alla prova l'amore a cominciare cento discorsi e a finirne manco metà parlando ogni parlare del mondo con la lingua impastata di un liquore di cui non ci ricordiamo il nome grappa di patate rumena o qualsiasi altra sostanza che faccia il tempo piu vasto e lo spazio siderale

Vieni mettiamo la prova l'amore parlando con tutti i pazzi che incontriamo per strada vasi di ipercacuana ebbri dell'estasi mistica sulle pietre svapore di p.zza maggiore che emanano ancora i fumi degli spostati degli anni 70 trafelati anni 80 disintegrati degli anni duemila

Vieni sfidiamo il freddo totale della via centrale a natale la vasca glaciale dell'acquario globale di chi acquista e mangia tutto uguale a parigi a berlino a canale...

Vieni sfidiamo la noia mortale della connessione totale l'avviso ciao scusa ritardo vent'anni non aspettarmi sveglio ho trovato qualcuno o qualcosa di meglio da fare dire baciare lettera testamento.

Vieni o nulla, vieni sposa di vento e rimpianto, vienimi accanto materializzati un quarto d'ora di più non puoi e non posso senza diventare pesanti esattamente come tutti quanti.
Silverenes
Silverenes
Nella casa dell'uomo
Che non conclude mai le cose
Si entra facilmente perchè
La porta tutta chiusa non è
In cucina c'è ancora eh già
Un bicchiere di vino pieno a metà
Insieme ad un pezzo di pane che non dico com'è
Perché l'avrai già capito da te
Sulla scrivania un bel calamaio nel quale d'inchiostro solo mezzo ce n'è
E un foglio con questa poesia che
È scritta per...
Silverenes
Silverenes
Le parole degli amanti

nel cesto delle parole
ci sono solo quelle usate
e mai quelle nuove

rimescola rimescola
rimescola rimescola
rimescola rimescola

escono sempre quelle:
ti amo mi manchi vorrei (tre paia)
un amore mio (tutto stropicciato)
un ti adoro (spaiato)

nel cesto delle parole
le parole sono sempre
le stesse porco boia
speriamo (almeno) di non morire di noia!

ste’ parole stendiamole al vento
che prendano un po’ d'aria
che si gonfino come aquiloni
lasciamole andare libere
che riprendano il colore!
Silverenes
Silverenes
😊 grazie ma non si vince niente...
Silverenes
Silverenes
Il nostro amore fatto di niente, Canzone senza sole e Il tuo corpo zattera.
Silverenes
Silverenes

Il nostro amore fatto di niente
si tocca con mani di nulla
si scambia baci di nebbia
e i suoi amplessi son fatti di nuvole.
Il nostro amore non può morire
perché vive nell’Altrove,
non si consuma
perché è della stessa sostanza dei sogni,
non finisce
perché la sua fine è la nostra.

E allora vieni qua, mia sposa di Niente,
porgimi il tuo incorporeo anulare,
ecco io ti Sposo, con un anello di pioggia e di arcobaleno,
in nome del Sole, del Mare e del Vento.
Silverenes
Silverenes

"Il dito di Werther sfiora inavvertitamente il dito di Carlotta; i loro piedi, sotto il tavolo, si incontrano. Werther potrebbe astrarsi dal senso di questi episodi casuali; egli potrebbe concentrarsi corporalmente su quelle minuscole zone di contatto e, come un feticista, provare piacere per questo o quel pezzetto di dito o di piede inerte, senza preoccuparsi della risposta.
Ma, per l’appunto, Werther non è pervertito, bensì Innamorato: egli dà un senso, sempre, ovunque, a proposito di niente, ed è proprio il senso che lo fa fremere:egli si trova nel braciere del senso.
Per l’innamorato, ogni contatto pone il problema della risposta: egli chiede alla pelle di rispondere"

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso.
Silverenes
Silverenes

La materia non pesa.
Il tuo corpo ed il mio,
uniti, non sentono mai schiavitù, sentono ali.
[...]
Sento, quando mi abbracci,
che ho tenuto contro il petto
un lieve palpitare,
vicinissimo, di stella,
che viene da un'altra vita.
Il mondo materiale
nasce quando tu parti.
Silverenes
Silverenes

Canzone senza sole

Ho un gran cesto di parole
come stracci colorati

dove prendo quando il sole
si allontana via da me.


E ravana ravana dentro il cesto per trovare una parola nuova che dica quello che sento
E ravana ravana dentro il cesto ne prendo una ne escono fuori cento

cento per dirti che ti amo (banale ma vero)
cento per dirti che mi manchi (sono parole già dell’uomo primitivo)
cento per dirti che sono vivo (notizia indispensabile per un amore responsabile e non necrofilo)
cento per divertirti (che se uno non tira mai fuori un po’ di coriandoli che amore è?)
cento per perdere tempo insieme a te e tenere ancora un po’ i tuoi occhi (che non posso prendere altre parti del corpo)
cento per dirti che vorrei ritrarti (variazioni sull’Origine del mondo)
cento per dirti che non ne bastano cento e cento e cento

per dirti tutto quello che sento
per dirti che ti amo
per dimostrarti quanto sono scemo
perché chi ama veramente è un po’ tocco
ride salta
e fa lo sciocco

È strano l’innamorato, sembra triste ed è pieno di gioia
pare che s’interessi e invece muore di noia (senza di lei/lui)

una codina per chiudere,
né lunga né corta
né viva né morta
ma piena d’amore per un’altra volta.
Silverenes
Silverenes

il tuo corpo zattera
il tuo corpo sole
il tuo corpo pietra dolce dove scaldarsi
il tuo corpo seme che germoglia in me
il tuo corpo pontile da dove m’imbarco
il tuo corpo bateo che mi porta nelle isole della Laguna d’oro
il tuo corpo amato
il tuo corpo da ricordare
il tuo corpo dal quale non ci si stacca se non con infinita tristezza
il tuo corpo indiano
il tuo corpo di dea bellissima
il tuo corpo sdraiato