Condivido e seguo l’onda critica! L’autrice sembra ispirarsi al mito di Psiche e Amore, di Apuleio : Psiche, come Tigo, è stata abbandonata da Amore.
Tuttavia, Psiche, oltre ad essere più sbarazzina e spensierata, era anche più insolente, più ribelle e, a volte, più sfrontata, rispetto alla riflessiva e sempre mite Tigo. Psiche, nonostante giacesse con lo stesso dio dell’amore, è andata contro il suo volere, ha infranto la sua promessa e, pur di guardare il volto dell’amato, ha ferito il suo corpo giovane e forte. Grazie a questa ribellione, ha raggiunto un livello più alto di coscienza e ha intrapreso un viaggio che la condurrà ad una crescita emotiva, ma anche a riprendersi il suo amore, contro la stessa Venere rabbiosa e invidiosa. Quindi, una crescita che avviene non attraverso un esegesi all’interno dello spirito, ma superando gli ostacoli di un viaggio lungo e pericoloso, ai limiti dell’inferno.
Tigo, invece, sicuramente consolata dai più grandi nomi della letteratura classica, accetta il volere dell’uomo che ormai l’ha abbandonata, rispettosa della sua volontà di distanza e della sua assenza. Lei vuole solo capire, vuole ritrovare il senso. Ma la cosa che mi stupisce (nonostante abbia amato il libro e nonostante capisca le scelte che una scrittrice poi è costretta a fare) è che durante il suo viaggio (le 8 fatiche di Tigo?) la protagonista non esprime mai uno di quei sentimenti che dovrebbero assalirti quando si è stati abbandonati. Che ne so, un po’ di rabbia ad esempio.
Insomma, in confronto agli dei pagani, Tigo è una vera santa! Il mito a cui avrebbe dovuto far riferimento doveva provenire da una tradizione più cristiana, appunto (io come donna abbandonata avrei scelto Medea o Circe o Medusa ahaha)! Ma avendo a mente la figura della scrittrice, il suo volto e la sua stessa postura, posso affermare che ispirava questa dolcezza assoluta e questa riflessività calma (di cui, infondo, anche io posso vantarmi, a volte).
Il finale per me è stato inatteso, forse proprio per l’andamento riflessivo di tutto il libro, non me lo aspettavo.
Ora, aspetto la tua recensione.