Sono d'accordo anche in questo caso. Il punto di vista del narratore cambia continuamente, ma in un modo tanto naturale che è difficile accorgersene (io, ad esempio, non l'avrei notato se tu non l'avessi sottolineato). Il lettore non ha mai pieno accesso ai pensieri di Sergio, che è personaggio centrale, ma non assoluto (e a questo serve, forse, l'uso dei nomi di battesimo: a creare distacco tra il lettore ed il bambino).