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Un sole delicato rischiara la base della Torre di Toblin il cui costone massiccio a scarpata diagonale Ăš fuori dal cono dâombra che vela le tre guglie mozzate, erte come gigantesche ciminiere, a dominio della profondissima valle dolomitica. Quella visione âperditivaâ viene descritta nel dipinto con commovente cura nellâintento, raggiunto, di cogliere un accordo armonico tra il sentimento della piĂč aperta natura ed unâintima spiritualitĂ . Proprio alle pendici della Torre Ăš inginocchiato in preghiera un anziano anacoreta, dalla barba lunga, canuta al pari dei capelli rasati che disegnano la nuca. Il suo corpo, interamente nudo se si esclude una stola annodata sui fianchi, Ăš proteso verso una grande croce che si alza parallela e assicurata al tronco di un albero, le cui fronde fungono quasi da portico naturale. Il Cristo crocefisso ha le proporzioni di un bambino, se raffrontate al dinoccolato che gli sta inginocchiato davanti, ma vive di una semplicitĂ che lo rende autentico: una povera scultura di montagna, priva dâarchitettura e posta a poca distanza da un rifugio dello spirito. Ă in tutta la metĂ sinistra della tela che si compie questa stringente relazione...