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La forma innocente, secondo libro di Nicola Vitale, Ăš stato scritto tra lâ82 e il â97, e nelle quattro parti in cui Ăš articolato si presenta come unâulteriore e sempre persuasiva perlustrazione in territori tipici della sua poesia. Vitale ha il pregio â molto raro â di uno stile e di una voce immediatamente riconoscibili e originali, che si evidenziano nella lenta pacatezza del suo dire, nellâincedere assorto e attento della parola. E in questo movimento calmo, delicato, spesso rischiarato dalla bianca luce di un sole estivo, Vitale cerca «il fondo delle prime cose», e cerca i punti di piĂč profonda somiglianza tra se stesso e le cose. Lâinnocenza di questa poesia si esprime nella possibilitĂ di vedere il mondo nellâelementare semplicitĂ , docile e misteriosa delle cose, nel susseguirsi delle stagioni, nellâadombrato contrasto tra natura e cittĂ , nella trasparente nostalgia degli affetti. Il tono tende a un movimento apparentemente regressivo, alla riconquista di quella stessa innocenza che ci restituisce un mondo come trasfigurato e accarezzato nella mente con un desiderio di armonia, di piena e a volte solenne apertura della coscienza.