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Verucchio ricorda Luigi Poiaghi nel Primo Anniversario dalla scomparsa. Contributi critici di Claudio Spadoni, Massimo Pulini, Luca Cesari. âĂ parsa lâesistenza di Luigi Poiaghi unâesile fibra, un sottilissimo filo appeso a una nubeâŠâŠIn realtĂ non si trattava di esilitĂ ma di una delle personalitĂ piĂč ricche e toccanti, anche se sperdute per la rotta segreta, per il fremito dâaria, per il diaframma vago e volante frapposto fra lui e gli altri. Un tenacissimo pittore tutto in equilibrio con la sua ombra di nulla, anche se decideva di apparire per scelta o saltuariamente. Scontroso al mondo dellâarte celato per non dir murato dentro la sua ferrea armatura di finezze, di segni, di parole, Poiaghi, io credo, scamperĂ alla decimazione temporale. Quei suoi segni erano (sono) accasati nel sentimento della poesia e restano nellâaria che li ha portati come la libertĂ di una figura senza ancoraggi, se non messaggi incrociati e schivi che sono entrati per un nulla di vita vissuta, nel bianco buddismo visivo che li ha generati.â (Luca Cesari)