A rischio di essere lapidata, ti dirò che a me non è paciuto La banalità del male ; Hannah Arendt è una grande filosofa ma non è una grande scrittrice, dunque non riesce- a mio avviso- a dare conto dell'immensità della questione attraverso il resoconto del processo di Eichmann. Io sto con Todorov: la banalità del male esiste nella nostra miseria quotidiana, ma è altro da quelle orrende atrocità, anche se non dobbiamo mai dimenticare che in quelle circostanze estreme anche noi, forse, saremmo stati capaci di Dio solo sa cosa (e saremo fortunati se non dovremo mai scoprirlo).
Un caro saluto- e grazie