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28 apr 1957
Italia

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"Il sito di Anobii è ormai inutilizzabile. Mi trasferisco definitivamente su Goodreads."... Bene che sei rimasto, va'... ;-)
Ho trovato molti spunti di lettura nella tua bella libreria. Ti avvicino.
:o)
ciao, ho visto il tuo commento nella recensione "tra me e il mondo". scusami ma c'erano errori nel mio scritto, credo di avere finalmente corretto. grazie comunque del passaggio
Grazie del feed! In originale non saprei se consigliartelo, sicuramente un inglese così antico e ricco di termini tecnici non è alla mia portata, mentre la traduzione di Fatica mi ha rivelato un libro completamente diverso da quello letto molti anni fa. Va detto che ero troppo giovine, forse non mi sarebbe piaciuto in nessuna versione e questo scagionerebbe il povero Pavese. PS. I Jethro Tull no, dai! ;-)
Credo sia ovvio che mi riferisco al romanzo visto che di quello si parla, poi che Ruju sia un soggettista e sceneggiatore per la Bonelli (son suoi anche alcuni soggetti di Dylan Dog e Martin Mystere) credo che nulla aggiunga al valore o disvalore di quest'opera.
Grazie mille per i chiarimenti al testo sul Tardoantico!
Grazie del commento. Sì anche questo la Arend dice ma afferma che se E. fosse stato condannato (non processato che era legittimo che lo si facesse in Israele) da un tribunale internazionale l'evento avrebbe avuto una connotazione di consapevolezza e principalmente di monito: il male può risorgere dappertutto e con infiniti volti. Poi sottolinea che la banalità del male sta non tanto nel fatto che tutti possiamo farlo ( non c'è nessun E. dentro di noi, lo dice espressamente) quanto nel poterlo fare se siamo superficiali perchè non riflettiamo su quello che ci circonda anche se non ci coinvolge. Facilmente, infatti, diciamo questo o quello non mi riguarda, non mi interessa. E' tra queste maglie che si infiltra il male, come Dracula negli spiragli delle finestre delle belle fanciulle non protette dall'aglio.Il male assoluto è banale in quanto figlio primigenio della superficialità, quindi alla portata di tutti. Non siamo predestinati al male, ma possiamo diventare tanti E. culturalmente indotti. Scusa la lunghezza. ciao.
interessante l'elenco dei tuoi abbandonati.
etichettatura interessante e condivisibile. a presto