Vero, sto avendo le stesse impressioni, è lento e pieno di informazioni, ma non lascia spazio al 'sentimento', infatti mi chiedo se è corretto questo approccio ad un saggio sulla musica, oppure si può anche "scadere" nell'esaltazione del mito (come il libro che ho letto sui Metallica, seek and destroy)
Io non l'ho mai approcciato , ma come me ne parli tu e molti altri dev'essere il libro pesante per antonomasia. Di Joyce stavo leggendo "Gente di Dublino" invece e finora mi è piaciuto molto, ma ho dovuto interrompere perché mi è stato letteralmente rubato da mia nonna...
Queste premesse mi intrigano molto, visto che di solito amo gli autori con questa particolarità (per esempio Conrad e Joyce). Ora valuterò attentamente circa le mie lettura natalizie, visto che Proust è in diatriba con "Guerra e Pace", altro cartaceo mastodontico.