Anch'io, pensa, credevo di essere l'unico ad usare quella "i" protetica; poi qui ho scoperto che la usa anche un amico anobiano; e ora mi dici che ci sei anche tu. Secondo me, siamo parecchi!:-)
Ho controllato, e la voce era proprio quella di Andrew Byrd. Mah, che vuoi che ti dica! Tra i commenti postati dopo che avevo letto l'articolo, ecco una perla: io sento la parola "equus", cavallo in latino... non sarebbe più logico che "cavallo" in protoindoeuropeo avesse una radice più vicina al greco "ippos", essendo il greco più antico del latino?. Dato che questo signore sa di greco e di latino, mi verrebbe da dirgli "Ne sutor ultra crepidam". Come i letterati non vanno a sdottoreggiare di fisica del plasma, così sarebbe bello che in non letterati si astenessero dal pontificare di linguistica. Ciao, a presto!
Ti ringrazio per il complimento: espresso da un uomo di lettere come te è un complimento doppio!:-) Mi spiace solo che il libro di Marchesini mi sia piaciuto solo a metà; però, visto come scrive bene, ora sono davvero curioso di leggere altri suoi scritti. A presto.
Grazie per la segnalazione! Misteriose sono le vie con cui il destino premia i nostri sforzi, e sempre gradite se si possono condividere con sodali amanti della linguistica :) Settima per "fonologia autosegmentale", roba da non credersi!
sì, noi usavamo quello di Del Corno (anche all'università, poi, ho usato quello), nell'altra classe però non se la passavano granché col Canfora, ci giungevano notizie di mal di testa acuti e voglia di andare a coltivare l'orto causati da quel manuale...