Bartleby lo scrivano
by Herman Melville
(*)(*)(*)(*)(*)(3,100)
Fusioni di musica e letteratura, narrazioni parallele offerte da grandi talenti, capaci di restituire non solo il senso e il significato, ma anche l'anima dei racconti più belli. Controverso, inquietante, enigmatico e per questo affascinante. Dopo Moby Dick, Melville crea uno dei personaggi più misteriosi della storia della letteratura: lo scrivano Bartleby. Dietro il suo mite ma irremovibile Preferirei di no c'è un uomo che vuole mantenere inaccessibile agli altri una parte di sé, diventando il simbolo stesso dell'inconciliabilità tra istinti individuali e regole sociali. Nel libro i testi in italiano e in inglese.

All Notes

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Coll. LET 137
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Coll. LET 137
Leonardo MassignanLeonardo Massignan added a note
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Ascoltato su "Ad alta voce" di RadioRai3, letto da Elia Schilton, traduzione di Flavio Santi
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Ascoltato su "Ad alta voce" di RadioRai3, letto da Elia Schilton, traduzione di Flavio Santi
AlegnaAlegna added a note
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tutto abbastanza assurdo, non ho capito bene e non mi ha coinvolto un granché ... preferirei di no
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tutto abbastanza assurdo, non ho capito bene e non mi ha coinvolto un granché ... preferirei di no
NardoNardo added a note
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Poche pagine per un racconto ironico. Personaggio originale, passivista.
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Poche pagine per un racconto ironico. Personaggio originale, passivista.
LublavLublav added a note
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La felicità corteggia la luce, ecco perché crediamo che il mondo sia lieto; ma l'infelicità si nasconde e si isola, ecco perché crediamo che non ci sia infelicità.
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La felicità corteggia la luce, ecco perché crediamo che il mondo sia lieto; ma l'infelicità si nasconde e si isola, ecco perché crediamo che non ci sia infelicità.
Rob LucidiRob Lucidi added a note
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"Era un uomo di preferenze, più che di assunti."
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"Era un uomo di preferenze, più che di assunti."
KobayashiKobayashi added a note
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Il muro (i muri) verso il quale Bartleby estende il suo sguardo è uno dei simboli del progresso e della sua furia incessante: uno dei tanti grattacieli di Wall Street. Bartleby non ha salvezza, non la vuole e non l’accetta, proprio perché essa significherebbe la sua vera morte, anche se continuasse a vivere. Le varie possibilità e opportunità offertegli dall’avvocato-capo hanno sempre, per strade diverse, le stesse soluzioni: rientrare nel ed adeguarsi al sistema. Gli atteggiamenti di Bartleby sono dei veri colpi a questo ingranaggio che favorisce la produzione e i risultati, lasciando indietro il soggetto (le sue preferenze, le sue necessità e, infine, i suoi desideri). Ogni scrivano nell’ufficio ha una sua storia, una sua singolarità, che in quell’ambiente non contano, non interessano; lì, l’importante è essere produttivi, in un certo senso tutti omogenei e integrati nella piccola comunità di quello specifico ufficio. Il ritornello di Bartleby, I would prefer not to, rompe con la rappresentazione logica e razionale, schiaccia la funzione comunicativa che non è più in grado di comunicare. Lo scrivano che ripete spesso questa frase, o alcune variazioni di essa, agli occhi degli altri impiegati dello studio sembra una specie di allucinazione, di delirio o di uno stato di trance. In questo ambiente angusto è l’immagine dello stesso muro a rappresentare una via d’uscita. In effetti, se da un lato esso è il simbolo di questo capitalismo selvaggio, dall’altro non è semplicemente una parete, ma un vuoto; ed è proprio questo vuoto che può rappresentare una potenzialità dal momento in cui possono formarsi da esso alcuni percorsi.
L’avvocato, pian piano, si lega anche dal punto di vista emotivo a questo suo funzionario che comincia ad avere delle preferenze un po’ strane, perciò cerca di comprendere e trovare una spiegazione minimamente plausibile agli atteggiamenti del funzionario. Il narratore-avvocato ha una sua visione del mondo, egli fa parte di questo ingranaggio che lo scrivano interroga assiduamente con la sua formula (che è una apertura, ma non indica mondi/soluzioni). L’avvocato in varie situazioni cerca di capire Bartleby ma rimane quasi sempre senza reazioni, perché Bartleby non si rifiuta, indica soltanto la sua preferenza, cosa non prevista e contemplata. Infatti, lo scrivano americano non dice no né dice sì, non rifiuta ma neanche accetta, semplicemente riafferma/conferma le sue preferenze. Il modo di comportarsi si rispecchia nella frase I would prefer not to, modo di esprimersi strano tanto quanto lo stesso atteggiamento: una lingua che non è corretta dal punto di vista grammaticale, ma neanche del tutto scorretta. C’è qualcosa che sfugge. Bartleby per sfuggire all’ingranaggio deve necessariamente reinventare il suo linguaggio, che non può più essere come quello degli altri, strumento di una comunicazione lineare e diretta. È quest’anomalia presente nella lingua, ma non solo, che richiama l’attenzione di Deleuze nel saggio Bartleby o la formula.
P. Peterle
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Il muro (i muri) verso il quale Bartleby estende il suo sguardo è uno dei simboli del progresso e della sua furia incessante: uno dei tanti grattacieli di Wall Street. Bartleby non ha salvezza, non la vuole e non l’accetta, proprio perché essa significherebbe la sua vera morte, anche se continuasse a