Maxrya
776

Reviews

0

Quotations

0

Notes

Maxrya

Meglio regnare all'Inferno che servire nel Paradiso.

May 30, 1900

Firenze, Italy

In a relationship

Anobian since Mar 23, 2008

9Following39Followers
No Books

Now Reading

Maxrya's Activity

Maxrya
Maxrya wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Il quarto libro del Ciclo dell’Ecumene (comunque leggibile assolutamente anche a sé stante) è la storia del “Primo Contatto” tra gli abitanti di Gethen (detto “Inverno” a causa delle temperature glaciali che lo avvolgono a tutte le latitudini) e l’Inviato Genly Ai, sorta di ambasciatore spaziale facente parte dell’Ecumene (una sorta di federazione di 80 pianeti abitati da umanoidi intelligenti sparsi in tutta la nostra  galassia), che viene mandato a proporre l’adesione alla federazione ai capi delle due principali nazioni,una monarchia e una specie di unione sovietica. Non spoilerando gli esiti della missione dell’Inviato, è comunque necessario precisare che da subito la storia prende una piega sociologica e di accettazione della diversità (i gheteniani sono ermafroditi che possono, durante la vita, passare pù volte da una forma neutra ad assumere le caratterisithce fisiche e sessuali di  uomo o di donna e poi tornare alla condizione di ermafroditi fino al successivo ciclo sessuale. Ciò comporta una situazione con rapporti sociali molto diversi da quelli umani, il che creerà inizialmente difficoltà di comprensione molto profonde ma porterà anche all’accettazione ed al concretizzarsi del concetto di “inclusione” tanto presente oggigiorno (ma il libro è del 1969!) Certo, la storia è molto cerebrale, l’azione latita ma è un esperimento intellettuale molto ben sviluppato, un raro esempio di “fantascienza sociale” sicuramente meritevole di lettura anche se un po’ lento e a tratti pesante.
Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)(*)( )
La mano sinistra del buio
by Ursula K. Le Guin
(*)(*)(*)(*)(*)(1,146)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya wrote a review
(*)(*)( )( )( )
La serie delle “Guide Odoya” è molto discontinua per toni e livello della trattazione: si può passare da una guida che ha un carattere divulgativo “popolare” ad un’altra che sembra rivolta ad una platea di accademici tanto specifico e “alto” è il linguaggio usato. A ciò si aggiunga che, mentre certe guide (specie quelle sui generi cinematografici) hanno un carattere di omogeneità (necessariamente) nella trattazione, altre sembrano (o forse sono realmente) una accozzaglia di articoli totalmente slegati tra loro o legati da un filo conduttore tenue, quasi pretestuoso. Purtroppo questa guida (senonaltro chiamata con grande onestà“Almanacco”, a dare fin dal titolo l’idea di un insieme molto variegato) appartiene alla categoria dei libri-zibaldone della Odoya. L’argomento connettivo dei diversi capitoli (che sono in realtà, come accennavo sopra, articoli totalmente scollegati tra loro e scritti da persone diverse) dovrebbe essere un indefinito “orrore popolare”. Solo che alcuni capitoli parlano dei lupi mannari, altri di uno specifico e misconosciuto film, altri ancora di casi di cornaca nera e addirittura alcuni capitoli sono dei racconti brevi (!!!). Di fronte ad una simile eterogeneità dare un giudizio complessivo è impossibile. Ho trovato interessante il capitolo sugli uomini lupo nella storia e quello sui riti pagani arrivati fino ad oggi, abilmente assorbiti nel tempo e camuffati dalla Chiesa Cattolica sotto la veste di festività cristiane. Per contro, ho trovato irrilevante il capitolo sul film italiano  del 1963 “Il demonio” (ma lo ha visto qualcuno oltre all’autore del pezzo?) e quasi irritante quello su “Torino Magica” che è in realtà un flusso di ricordi dell’autore sull’impressione che, da ragazzino, gli diedero le illustrazioni (giuro!)  di un libro sulla magia bianca e nera. Come si capisce dunque, un libro a tratti interessante ma che tradisce un po’ le attese e non centra del tutto il proprio obiettivo. Di Odoya si possono certamente leggere volumi migliori.  
Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)( )( )( )
Almanacco dell'orrore popolare
(*)(*)(*)(*)( )(4)

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)(*)(*)
Dietro le quinte di Aliens
by Jonathan W. Rinzler
(*)(*)(*)(*)(*)(1)

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)(*)(*)
The Lottery
by Shirley Jackson
(*)(*)(*)(*)( )(891)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Ho iniziato a leggere questo romanzo per ovviare ad una mia lacuna: in quanto amante della fantascienza, il non aver mai letto il Ciclo della Fondazione mi sembrava una grave mancanza. Ho pertanto deciso di affrontare la lettura partendo dai prequel (scritti in realtà da Asimov moltissimi anni dopo la trilogia iniziale) così da seguire la storia secondo la sua cronologia interna. Questo primo romanzo è stato una delusione totale, come raramente ne ho avute dalla lettura di un romanzo sci-fi. Intanto il pretesto che dà l’avvio alla storia è assolutamente una idiozia: nell’anno 20.000 (mese più, mese meno) c’è un tizio (Hari Seldon) che si presenta al sovrano dell’Impero Galattico (un dominio esteso su milioni di mondi abitati), dichiarando che ha scoperto una nuova scienza (che lui chiama Psicostoria) che di fatto permette di prevedere il futuro e quindi di pilotare gli eventi a venire prima che si verifichino. Peccato che: a) lo stesso Seldon non abbia la minima idea di come funzioni questa “scienza”; b) il suddetto individuo non porti alcuna prova a sostegno della fondatezza di questa scienza. Ventimila anni prima rispetto alla vicenda narrata, questa “Psicostoria” avrebbe avuto il meno elegante nome di “Fuffa Acchiappagonzi”. Ma lasciamo perdere. Nel 20.000 invece tutti credono immediatamente a tutte le affermazioni di Seldon: l’Imperatore lo accoglie immediatamente in udienza privata, un giornalista (che ha più soldi di Elon Musk, visto quanto denaro spenderà per finanziare la ricerca di Seldon) lo aiuta a fuggire dai molti che vorrebbero carpire i suoi “preziosissimi” studi (capirai…) e nessuno si pone il minimo dubbio che questo tipo stia dando la caccia ai mulini a vento. Tutto il presupposto è inverosimile e la storia scontata, debolissima e pretestuosa (anche se alcune delle incongruenze iniziali troveranno quantomeno una giustificazione nel colpo di scena delle ultime 20 pagine del romanzo). Mi auguro che la trilogia centrale sia narrativamente più solida e che questo sia stato un tentativo tardivo di fare altri soldi da parte di Asimov, perché viceversa crollerebbe un mito. Nota finale: non sono mai stato un grandissimo fan dello stile di Isaac Asimov; non tanto per come concepisca le trame dei suoi romanzi e racconti (che invece trovo spesso molto brillanti per gli scenari fantascientifici proposti) quanto per il loro sviluppo, basato su una scrittura (a mio giudizio) eccessivamente cerebrale e che rifugge dall’azione in tutti i modi possibili: in situazioni dove altri autori (ad esempio Michael Crichton) avrebbero descritto scene di azione furiosa, spesso Asimov si perde in lunghi duelli verbali basati sul dimostrare all’avversario la propria superiorità logica (il che a volte, è noioso e un po' ridicolo) e quando prova a descrivere un pò di azione, lo fa in modo decisamente algido e poco coinvolgente. In pratica, e veramente con grandissimo malincuore, devo dire che per me questo libro è autentica spazzatura. Ho comprato anche il secondo prequel (Fondazione Anno Zero), ma non so proprio se leggerlo o passare direttamente alla Trilogia originale.
Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)( )( )( )
Preludio alla fondazione
by Isaac Asimov
(*)(*)(*)(*)(*)(2,850)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya rated
(*)( )( )( )( )
Preludio alla fondazione
by Isaac Asimov
(*)(*)(*)(*)(*)(2,850)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya added to library
Dietro le quinte di Aliens
by Jonathan W. Rinzler
(*)(*)(*)(*)(*)(1)

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya added to library
The Lottery
by Shirley Jackson
(*)(*)(*)(*)( )(891)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya added to library
La mano sinistra del buio
by Ursula K. Le Guin
(*)(*)(*)(*)(*)(1,146)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya added to library
Almanacco dell'orrore popolare
(*)(*)(*)(*)( )(4)

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)( )( )
Le tigri di Mompracem
by Emilio Salgari
(*)(*)(*)( )( )(1)

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Ogni tanto mi piace recuperare qualche classico dell’infanzia che, non aveno avuto modo di leggere in gioventù, mi incuriosisce comunque ancora oggi. Certo, leggere con la mente di un adulto non è come farlo da bambini: un po’ della magia del racconto inevitabilmente si perde e magari si notano di più degli aspetti tecnici e di coerenza della storia che sfuggirebbero da piccoli. E’ un po’ quel che mi è successo con “Le tigri di Mompracem”: erano decenni che volevo leggere le “fonti” che avevano ispirato lo sceneggiato “Sandokan” che tanto mi affascinò da bambino (anche piuttosto piccolo). Nato come racconto a puntate per una rivista ottocentesca, la sua natura “a episodi” è evidente: praticamente ogni capitolo finisce ocn un cliffhanger (a volte anche piuttosto forzato) e la trama complessiva sembra a tratti essere venuta fuori “in divenire” piuttosto che pianificata a priori. La storia è semplice e, letta oggi, maschilista e classista all’inverosimile. Il pirata Sandokan, ex principe di un sultanato malese e a capo di una masnada di fedelissimi, terrorizza gli inglesi sui mari della Malesia, assetato di vendetta verso coloro che tempo gli sterminarono la famiglia. Dall’isola di Mompracem parte quindi per scorribande a razziare i brigantini britannici, spesso accompagnato dal fedele amico senza patria, il portoghese Yanez de Gomera. Sandokan appare una specie di psicotico che si abbandona spesso a deliri di onnipotenza salvo poi innamorarsi pazzamente ed a prima vista (cosa che succede solo nei romanzi d’appendice) dell’anglo-italiana Marianna Guillonk (chiamata dai locali “Perla di Labuan), nipote di un lord inglese, plenipotenziario sull’isola di Labuan (appunto) e pretendere che sia sua ad ogni costo. Per raggiungere il suo scopo affronterà mille ostacoli, fregandosene allegramente dei suoi uomini (che manda a morire a decine di fatto per soddisfare le proprie fregole sessuali) e della missione di liberazione della Malesia (di cui, ad un certo punto, sembrava portatore) dagli odiati inglesi. A questo aggiungiamo pure che lui ha più di 30 anni e Marianna 17 (al giorno d’oggi potrebbe essere pure accusato di pedofilia) e che non smette mai di ricordarle che “sei mia, solo mia” (inquietantissima espressione che preconizza possibili scenari di violenze familiari) e il quadro è completo. La prosa poi sembra a tratti davvero scritta in modo affrettato con ripetizioni nella stessa frase e dialoghi al limite dell’infantile. Avevo in mente di leggermi tutto il ciclo dei pirati della Malesia (più di dieci libri!) ma credo proprio che mi fermerò qui. Certe cose andrebbero fatte (e lette) all’età giusta: passata quella, passa anche la magìa ad esse legata.
Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)( )( )( )
Le tigri di Mompracem
by Emilio Salgari
(*)(*)(*)( )( )(1)

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya added to library
Fondazione anno zero
by Isaac Asimov
(*)(*)(*)(*)(*)(2,485)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya added to library
Preludio alla fondazione
by Isaac Asimov
(*)(*)(*)(*)(*)(2,850)

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Have it in their library

Are reading it right now

Reviews

Maxrya
Maxrya added to library
Le tigri di Mompracem
by Emilio Salgari
(*)(*)(*)( )( )(1)

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Has it in their library

0

Are reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Un magnifico libro in cui vengono trattati quelli che (a giudizio degli autori) sono i film che maggiormente hanno influenzato la cultura pop degli anni '80 (e successivi).Per ogni anno del decennio sono esaminati alcuni dei film (la data di uscita è quella italiana) che più hanno colpito l'immaginazione scatenando mode, cloni più o meno riusciti, modi di dire, ecc. Ognuno dei film prescelti è descritto in una scheda divisa in capitoli in cui si esaminano trama, motivi per cui il film è "pop", colonna sonora, luoghi in cui è stato girato (casomai uno volesse fare un tour per visitarli), sensazioni nel rivederlo a distanza di minimo trent'anni. Il tutto con un linguaggio molto spiritoso e pieno di riferimenti a quei film (chi non li ha visti potrebbe non cogliere tutte le infinite citazioni e ammiccamenti). La scelta è ovviamente a discrezione degli autori per cui trovate schede di "Fa la cosa giusta" invece che di "L'odio" o di "Terminator" invece che di "Predator" ma insomma i film blockbuster più amati ci sono tutti (quantomeno "L'odio" e "Predator" (e altri) una breve citazione ce l'hanno comunque nei rispettivi capitoletti a chiusura dell'anno preso in esame). Io ho trovato questo libro delizioso, compresi gli easter eggs finali (leggere per credere) e lo consiglio a tutti gli amanti del cinema, specie quello più mainstream. Aspetto con trepidazione un "Film pop Anni '90" (secondo me lo faranno)!
Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)(*)(*)
Film Pop anni '80
by Matteo Marino, Simone Stefanini
(*)(*)(*)(*)(*)(9)

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Have it in their library

Is reading it right now

Review

Maxrya
Maxrya rated
(*)(*)(*)( )( )
Pinocchio svelato
by Giuseppe Garbarino
(*)(*)(*)( )( )(2)

Have it in their library

0

Are reading it right now

Review

Have it in their library

0

Are reading it right now

Review