Non so, forse mi intrigava di più l'aspetto della solitudine in un mondo di non-morti rispetto alla solitudine di un nuovo concetto di "umanità", pur riconoscendo che sia decisamente più inquietante...
Mi è piaciuto tantissimo come sia riuscito a "scientificizzare" il vampirismo, rendendo verisimili persino gli aspetti più "popolari" della tradizione... Però anche qui: forse mi sarebbe piaciuto che approfondisse di più le ricerche, che riuscisse (lo dico: come nel film) a trovare un vaccino. Forse l'aver visto il film prima di aver letto il libro mi ha condizionata più di quel che credessi, non saprei. Però il succo di questo commento (decisamente confuso) è che ho trovato più inquietante la presenza notturna dei vampiri; il fatto che, qualsiasi ombra lui vedesse all'imbrunire, SAPEVA che fosse uno di loro; l'immaginare una città completamente deserta; etc... Che non il pensare al riemergere di una società, al ricostituirsi stesso del genere umano, dove l'unico "uomo" è un diverso, un mostro, qualcuno da eliminare. Ragionandoci riconosco che sia una soluzione fighissima, però (ripeto: forse troppo condizionata dal film) ho preferito la prima parte...