MadMath

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MadMath

Oct 28, 1971
It’s complicated

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Hai ragione, ma ho scovato la notizia on line, banalmente su Wiki! E che amasse Trieste mi sembrava un particolare interessante.
Abbiamo "metri di giudizio" molto diversi. Non ho bisogno delle parole di Max Brod per farmi piacere Kafka.. mi sono sempre appoggiata ai suoi testi e da lì è scaturito tutto quelle che ne è scaturito. La mia Prof. della medie era una donna incredibile e ci fece studiare il latino e conoscere Kafka.. un azzardo, vista la nostra giovane età, e invece ha seminato bene. Adesso sono anni che non leggo un suo libro.. ho un'altra testa e in questo momento ho bisogno di scintille, ma prima o poi recupererò il capolavoro che ancora mi manca, Il castello.

Belle le edizioni Meridiani, anche se son scritte troppo minuscole. Ho un'edizione Feltrinelli di Tropico del Cancro. Leggerò quello entro i prossimi anni e vedrò se scoccherà la scintilla con Miller. Dovesse essere di no, non ha senso comprare l'opera omnia ;) Il link sulla sacralizzazione dei testi lo sbircio volentieri!

Il librone su Salinger che ho comprato è questo:

anobii.com/books/Salinger/9788876384929/01d79025aa5bee02e6



promette benissimo. Devo solo trovare il tempo, accidenti!

Ora scappo! Buon weekend!
No, intendevo dire che magari hanno una libreria come database e limitano le chiacchiere a commenti su questo o quel libro senza scendere mai nel personale. Solo di pochissimi vicini so chi sono, dove vivono, quanti anni hanno, che lavoro fanno. Si può interagire su anobii tralasciando completamente la vita personale. Infatti questo è anobii, non facebook. Io ti parlo di quello che secondo me succede qui. Oh Kafka, mio amore di gioventù! Salinger, amore presente (anche se credo che umanamente non lo avrei potuto soffrire.. ma ho preso un librone dedicato a lui, quando lo leggerò ne saprò di più)! Miller... tra non moltissimo leggo Tropico del Cancro! Vediamo se mi piace, Miller.
L'avevo intuito dal nick e da qualche testo che tu fossi un matematico ;).. ho un vicino, matematico anche lui, che offre interessantissimi spunti di lettura. Si chiama Q. Perché non tutti si palesano? ..mah.. credo che uno voglia mantenere il riserbo perché tiene alla sua privacy. Anche io non dico cose personali di me a tutti.

Mad, credo proprio che si organizzino gruppi di anobii per incontri reali, devi informarti! Non so dirti dove, non sono andata mai a cercare tra le chiacchiere e i vari gruppi del sito. Le persone virtuali a cui ci tenevo a renderle reali sono già diventate la mia realtà.
.. ma no, ma quali piccoli saggi estetici! Le mie recensioni no di certo. Prova a leggere, qui su anobii, CosimoColbi o Sigurd o Daniele stucchevole, Anina e molti altri che riescono a fare analisi sui testi con tanta testa e tanto cuore e che lasciano davvero a bocca aperta. O c'è chi mette tanto della propria vita e riesce a regalare a chi li legge un'immagine di ciò che legge e penso a Roberten, NoodLesse, ... .

Scrittori (letterari, giornalisti) ce ne sono qui su anobii, alcuni dichiarati, altri no.. ma non sta certo a me fare nomi, anche perché alcuni non vogliono essere individuati.. non che si nascondano, ma alcune cose magari vengono fuori da sole, col tempo.. e poi non è che stanzionino su anobii ;)

No, io non c'entro niente, come si evince anche dalle mie recensioni. Sono un fisico e se scrivo, quando scrivo, lo faccio per diletto e non ho, per carattere, inclinazioni a mostrare quello che scrivo. Poi in generale preferisco leggere ;)

Credo di essere stata più costante con le recensioni solo un paio di annetti fa.. frequentavo più il sito e mi era stato richiesto, tutto qui. Oggi magari butto giù qualche parola su qualche libro perché so che ne ho parlato con qualcuno su anobii e mettendo sinteticamente nero su bianco quello che ho pensato del libro (in maniera molto riduttiva e banalotta) semplifico la comunicazione ;)



Sono fermamente convinta che qualunque discorso sia meglio farlo con gli amici, guardandosi nelle palle degli occhi.
.. mah.. scrivere è un qualcosa che uno deve sentirsi di voler fare, una passione o un'esigenza.. a me è capitato fino a qualche anno fa (tenendo per me gli scritti, naturalmente), ora la mia vita è troppo frenetica e arrivo così stanca che non mi viene più da cercare o ritagliarmi quei momenti. O forse la mia esigenza non è così forte da vincere sonno e stanchezza o da anteporre la scrittura a tutto il resto. No, non aprirei un blog (altrimenti l'avrei fatto).. probabilmente ne curioserei qualcuno di cinema o libri o attualità politica, ma di fondo ho già i canali a cui attingere informazioni e punti di vista. Non ho siti del cuore o persone che scrivono in rete che sono punti di riferimento (e invece moltissime persone che conosco hanno un particolare guru "mediatico" per questo o per quello) e su Ferragni la penso come te, ma preferisco dire che più che per tutto lo show che è la sua vita lo penso perché non mi interessa la moda e l'abbigliamento (ahia, molto male per un donna).

Ahah ma sai che qui su anobii ci sono molte persone che scrivono? Anche proprio di professione ;)

.. a più mani.. non so, uno dovrebbe trovarsi e sentire sempre quella fantomatica esigenza oppure avere la chirurgica voglia di sperimentare. Cosa mi ha acchiappato di recente in senso letterario dici?

Mah, non ho letto molto nell'ultimo periodo. Ora mi sto facendo accompagnare dal ciclo dell'amica geniale che è sì acchiappante, ma non in modo significativo. Nel senso che non direi mai che la Ferrante è uno degli scrittori della mia vita come lo sono Vonnegut, Vargas Llosa, Cheever, Benni, Saramago, Buzzati e Philip Roth, scrittori che sento particolarmente vicini, chi per una ragione chi per un'altra (e quanti altri ne dovrò scoprire! Chissà). Devo tornare a qualche mese fa per le ultime letture entusiasmanti: Limonov, Il dolce domani e la saga di Arturo Bandini di Fante. Ti citerei questi tre. Scrittura sorprendente: la prosa fluida e armoniosa di Szalay di cui sto ancora leggendo Tutto quello che è un uomo. Mi ha fatto pensare al piacere che si prova nel leggere Nabokov. Soddisfatto? ;)
Ahahah ma no, dai, scherzavo! ;) so cos'è un blog.. era un modo stupidino per dire che, al di là della mia semi-giovane età, non sono appassionata di social o piattaforme di sorta.. in questo senso sono un po' fuori dagli schemi. Di questi tempi essere avversi alla rete non è conveniente (Chiara Ferragni docet... ussignur!).

Mah, non so bene spiegarti perché non mi piacessero al tempo i poeti maledetti.. forse per la stessa ragione per cui non mi piacciono i thriller, i puccipucci amore mio e i troni di spade... è così ;)
P.s. : di Rimbaud è rimasto il sapere e il ricordo scolastico (ma i poeti maledetti mi acchiappano poco), Schnitzler invece mi piace.

P.p.s. : cos'è instagram? e facebook? ahahah e a dirla tutta, cos'è un blog?
Su Hemingway ubriacone sciupafemmine invece non mi esprimo. Ho letto solo un paio di racconti che mi sono piaciuti moltissimo e Il vecchio e il mare che a quindici anni detestai, ma sono abbastanza certa che non condividerò la tua opinione.
Caro Mad, il mio pensiero sulla questione è il seguente: anche se ho amici meravigliosi che mi considerano un punto di riferimento e questo accade -secondo me- soprattutto perché -così dicono- so ascoltare (per la verità sforno anche un grandioso set di consigli al cuore&buon senso, mica male! ;) ;P ), l'ascolto di un testo mi crea ancora una sensazione di spaesamento. Il mio personalissimo problema è che manco di concentrazione, o meglio: in quel caso la concentrazione viene meno. Non so spiegarti il perché, questo non mi accade quando ascolto gli altri parlare, o quando attingo dalle parole altrui informazioni, ma con un testo letterario mi perdo.

Con le poesie è diverso, anzi ti direi che è l'esatto contrario: preferisco ascoltarle di viva voce e interpretate anziché leggerle.. ma è anche vero che sono più da prosa che da poesia, salvo rarissime eccezioni (Keats, Dickinson, Plath, Szymborska).

Insomma, per quel che mi riguarda, è un discorso di attenzione e concentrazione.

Le favole non me le ha mai lette nessuno, ho imparato presto a farlo da sola, ma in generale ho sempre amato che mi venissero raccontate storie, non lette. C'è qualcosa nella lettura altrui, in come sono costruite le frasi o come vengono gestite le interpunzioni, che ad un certo punto mi sposta il fuoco dell'attenzione e non riesco ad entrare nel mondo descritto dal libro ed estraniarmi, pur lucidissima e presente, come piace a me.

Teatro e cinema su di me hanno un effetto completamente diverso e anche diverso tra loro. Mi coinvolgono subito e moltissimo proprio perché probabilmente non è richiesto quello "sforzo" di immaginazione, ma è qualcun'altro che ha immaginato per me e il contatto visivo costante mi aiuta a restare "all'erta".

Ecco quello che succede a me ;) .

I racconti di Poe diversi in che senso? Comunque puoi star certo che Poe è una lacuna che colmerò. Mi dispiace solo non averli avuti da piccina, i suoi racconti, con il loro potere immaginifico

Buzzati è uno dei miei scrittori preferiti