Caro Mad, il mio pensiero sulla questione è il seguente: anche se ho amici meravigliosi che mi considerano un punto di riferimento e questo accade -secondo me- soprattutto perché -così dicono- so ascoltare (per la verità sforno anche un grandioso set di consigli al cuore&buon senso, mica male! ;) ;P ), l'ascolto di un testo mi crea ancora una sensazione di spaesamento. Il mio personalissimo problema è che manco di concentrazione, o meglio: in quel caso la concentrazione viene meno. Non so spiegarti il perché, questo non mi accade quando ascolto gli altri parlare, o quando attingo dalle parole altrui informazioni, ma con un testo letterario mi perdo.
Con le poesie è diverso, anzi ti direi che è l'esatto contrario: preferisco ascoltarle di viva voce e interpretate anziché leggerle.. ma è anche vero che sono più da prosa che da poesia, salvo rarissime eccezioni (Keats, Dickinson, Plath, Szymborska).
Insomma, per quel che mi riguarda, è un discorso di attenzione e concentrazione.
Le favole non me le ha mai lette nessuno, ho imparato presto a farlo da sola, ma in generale ho sempre amato che mi venissero raccontate storie, non lette. C'è qualcosa nella lettura altrui, in come sono costruite le frasi o come vengono gestite le interpunzioni, che ad un certo punto mi sposta il fuoco dell'attenzione e non riesco ad entrare nel mondo descritto dal libro ed estraniarmi, pur lucidissima e presente, come piace a me.
Teatro e cinema su di me hanno un effetto completamente diverso e anche diverso tra loro. Mi coinvolgono subito e moltissimo proprio perché probabilmente non è richiesto quello "sforzo" di immaginazione, ma è qualcun'altro che ha immaginato per me e il contatto visivo costante mi aiuta a restare "all'erta".
Ecco quello che succede a me ;) .
I racconti di Poe diversi in che senso? Comunque puoi star certo che Poe è una lacuna che colmerò. Mi dispiace solo non averli avuti da piccina, i suoi racconti, con il loro potere immaginifico
Buzzati è uno dei miei scrittori preferiti